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Alfa Romeo Mito “for Maserati”: l’introvabile

Un allestimento speciale ed esclusivo voluto dal Tridente come vettura di cortesia da destinare ai propri concessionari e quindi mai entrato a listino. Il “nostro” è uno dei 100 esemplari realizzati

Alessio Masi ha con la sua Alfa Romeo Mito “for Maserati” un legame particolare. “L’ho acquistata col mio primo stipendio e quindi ha segnato un momento importante della mia vita” ci racconta Alessio. Ma facciamo un piccolo ripasso.  Correva l’anno 2008 e l’Alfa Romeo tornava nel mercato delle piccole con la Mito, vettura di segmento B basata sul pianale della Fiat Grande Punto. Un’operazione che la Casa riproponeva 25 anni dopo il lancio dell’Arna, che nei primi anni 80 stentò a conquistare gli alfisti. Eppure, con la consapevolezza di oggi, l’entry level del Biscione non era poi così male, almeno come intuizione: le scocche della Nissan Cherry erano di ottima fattura e la meccanica dell’Alfasud garantiva l’handling e la brillantezza necessari; purtroppo lo stile poco personale e banale non riuscì a conquistare neppure il favore degli alfisti più convinti.

Obiettivo giovani. All’inizio del nuovo millennio in casa Alfa Romeo avevano capito che per “Essere subito alfista” serviva un prodotto fresco, dalla personalità incisiva a partire dal nome: questo venne scelto giocando con le sigle delle città di Milano (patria dell’Alfa Romeo) e di Torino (sede dell’impianto produttivo), da qui “Mito”. La linea richiamava gli stilemi tipici del marchio; per garantire un comportamento sicuro e brillante vennero adottati il controllo dinamico della stabilità (VDC) e il manettino Dna per tarare la risposta di motore, sterzo e controlli elettronici, regolabile su tre posizioni: Dynamic, più vivace; Neutral, normale e All Weather, per i fondi a bassa aderenza. Sulle vetture con cambio automatico TCT (doppia frizione) il comando agiva anche sulla velocità di cambiata, mentre sulla Quadrifoglio, top di gamma, comandava pure la regolazione delle sospensioni elettroniche sviluppate da Magneti Marelli. Con queste prerogative e una campagna di marketing particolarmente riuscita, la Mito si configurò come una proposta molto accattivante e in breve tempo riuscì a far breccia, soprattutto tra i più giovani.

Auto di cortesia. Ad accrescerne il fascino, la sua capacità di sintetizzare alcuni tratti della 8C Competizione, sportiva fortemente evocativa equipaggiata con un motore V8 di 4,7 litri di origine Maserati. Partendo da questa collaborazione il Biscione e il Tridente si incontrarono nuovamente dando vita a un modello particolare. Spiega Masi: “Nel 2010 la Casa modenese commissionò all’Alfa Romeo un lotto di 100 Mito Q.V. con motore 1.4 turbo Multiair da 170 CV, da assegnare alla rete vendita europea come auto di cortesia. Non si trattava di una versione in commercio, non era nemmeno in listino”. Si trattò, pertanto, di una delle azioni di riposizionamento del brand Alfa Romeo che, in questo caso, prese atto da una mera esigenza funzionale.

Versione full optional. Ecco spiegato come mai la Mito Quadrifoglio “for Maserati” in realtà non abbia nemmeno una denominazione ufficiale univoca. Secondo le stime, in Italia di queste courtesy car ce ne sarebbero soltanto quattro. Masi prosegue: “Contestualmente alle Mito ‘for Maserati’ vennero approntate anche delle Giulietta, di cui attualmente in Italia non c’è traccia”. L’allestimento voluto dal Tridente prevedeva la vernice Blu Oceano – utilizzata da Maserati, oltre che su una delle due uniche Alfa 8C Competizione esistenti in blu – dai riflessi verde scuro e l’interno con i pregiati rivestimenti di pelle Frau. Aprendo la porta, si scorge il battitacco con la serigrafia “Alfa Romeo for Maserati”, un dettaglio che da solo fa battere il cuore degli appassionati. La Mito “for Maserati” era un modello full optional con fari allo xeno, navigatore satellitare, clima automatico e sospensioni a controllo elettronico. Tutte dotazioni che una decina d’anni fa erano ancora appannaggio delle auto di classe superiore. L’acquisto è stato casuale, racconta Alessio: “Sono proprietario di un’Alfasud 1.5 TI Quadrifoglio Verde e volevo un’auto simile da affiancarle. Leggendo Youngtimer ho riscoperto la Mito Quadrifoglio e mi sono messo in cerca dell’auto che facesse al caso mio”.

Auto di cortesia. Ad accrescerne il fascino, la sua capacità di sintetizzare alcuni tratti della 8C Competizione, sportiva fortemente evocativa equipaggiata con un motore V8 di 4,7 litri di origine Maserati. Partendo da questa collaborazione il Biscione e il Tridente si incontrarono nuovamente dando vita a un modello particolare. Spiega Masi: “Nel 2010 la Casa modenese commissionò all’Alfa Romeo un lotto di 100 Mito Q.V. con motore 1.4 turbo Multiair da 170 CV, da assegnare alla rete vendita europea come auto di cortesia. Non si trattava di una versione in commercio, non era nemmeno in listino”. Si trattò, pertanto, di una delle azioni di riposizionamento del brand Alfa Romeo che, in questo caso, prese atto da una mera esigenza funzionale.

Versione full optional. Ecco spiegato come mai la Mito Quadrifoglio “for Maserati” in realtà non abbia nemmeno una denominazione ufficiale univoca. Secondo le stime, in Italia di queste courtesy car ce ne sarebbero soltanto quattro. Masi prosegue: “Contestualmente alle Mito ‘for Maserati’ vennero approntate anche delle Giulietta, di cui attualmente in Italia non c’è traccia”. L’allestimento voluto dal Tridente prevedeva la vernice Blu Oceano – utilizzata da Maserati, oltre che su una delle due uniche Alfa 8C Competizione esistenti in blu – dai riflessi verde scuro e l’interno con i pregiati rivestimenti di pelle Frau. Aprendo la porta, si scorge il battitacco con la serigrafia “Alfa Romeo for Maserati”, un dettaglio che da solo fa battere il cuore degli appassionati. La Mito “for Maserati” era un modello full optional con fari allo xeno, navigatore satellitare, clima automatico e sospensioni a controllo elettronico. Tutte dotazioni che una decina d’anni fa erano ancora appannaggio delle auto di classe superiore. L’acquisto è stato casuale, racconta Alessio: “Sono proprietario di un’Alfasud 1.5 TI Quadrifoglio Verde e volevo un’auto simile da affiancarle. Leggendo Youngtimer ho riscoperto la Mito Quadrifoglio e mi sono messo in cerca dell’auto che facesse al caso mio”.

Cuore alfista. Considerata l’estrema rarità di questo allestimento, Alessio la custodisce con grande cura: “In realtà non la guido quasi mai, la conservo in box. Anche perché come daily car ho un’altra Mito 1.3 Multijet e poi le due storiche, una GTV 2.0 Twin Spark e l’Alfasud”. L’auto, ottimamente conservata, ha beneficiato del ripristino di alcuni particolari interni e della manutenzione di frizione, distribuzione e modulo Multiair. Masi conclude: “Non avevo mai visto questo colore e, inizialmente, pensai che si trattasse di una verniciatura non originale. Poi, notando le targhette, ho reperito in rete i comunicati stampa. Per farla breve mi è piaciuta così tanto che l’ho comprata all’istante. Non essendo commercializzate, le Mito “for Maserati” hanno tutte come primo proprietario le concessionarie Ferrari-Maserati, in questo caso Rossocorsa di Milano”.

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