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02 marzo 2017 | di Redazione Ruoteclassiche

Arte da discarica, a Milano arrivano i Transformers

Otto robottoni alti fra i 3 e gli 8 metri: sono spuntati nel giardino che contorna il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, a pochi passi dal sommergibile Enrico Toti, per rimanere in mostra da oggi fino al 1° maggio. Li ha costruiti, usando materiale da discarica - quasi tutto di natura automotive (dai paraurti ai cerchi in lega, dalle bancate del motore alle batterie esauste) - il giovane artista montenegrino Danilo Baletic.

Milano è la prima tappa di un tour mondiale che porterà la mostra denominata "Transformers Art" (promossa da Baha Fine Art) prima in Danimarca e poi a Londra, per poi prendere il largo alla volta dell'Asia e degli Stati Uniti.

Danilo Baletic, classe 1992, studia alla Facoltà di Arti dell'Università Donja Gorica di Podgorica, in Montenegro, ed è campione europeo di karate. Ma soprattutto è un grandissimo appassionato di manga e anime giapponesi. Il suo primo transformer l'ha costruito nel 2012, dando libero sfogo alla sua coscienza ecologista: "Li ho realizzati immaginando che difendano il nostro pianeta, per andare incontro alle esigenze ecologiche della terra. Il loro messaggio è quello di ricordarci che ci osservano e ci aiutano a capire l'ambiente in cui viviamo".

Intento nobilissimo che nasce quasi per caso, con una passeggiata in una discarica e l'idea di nobilitare ferraglia e "spazzatura" in forme evocative che rimandino alla sua passione per i fumetti. "E la serie cinematografica Transfomers - chiediamo, - come ha influito sulla tua formazione di papà di robottoni?". Si stringe nelle spalle: "Diciamo che l'ispirazione è arrivata da chi questi giganti di metallo li ha immaginati molto prima: i fumettisti e gli animatori giapponesi, di cui sono un fan entusiasta".

Tra loro c'è anche un titanico Megatron, che detiene un singolare primato: al momento è la scultura più alta al mondo realizzata da un artista contemporaneo.

"Quanti ne hai costruiti?" lo incalziamo. "Finora dieci. Usando un po' tutto quello che mi capita per le mani...". Eh sì, perché il progetto di ciascuno - ci spiegano gli organizzatori della mostra - nasce sull'inventario di quello che Baletic ha a disposizione, come un cuoco che decide che cosa cucinare in base agli ingredienti che trova nel frigo... "Quanto tempo ci vuole per costruirne uno?". "Ottanta giorni". "No, non è possibile, davvero profetico, con il giro del mondo che stai per fare. In bocca al lupo, allora!".

Dario Tonani

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