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15 novembre 2016 | di Redazione Ruoteclassiche

Asta “Duemila Ruote”, quello che non tutti sanno

Lo sapevate che alla più grande asta di auto europea si compra prevalentemente a scatola chiusa? Che tutti i mezzi sono fermi da almeno tre anni? Che non ci sarà tempo per aspettare gli indecisi? Che i prezzi sono quasi tutti irreali? Che... Ecco cosa c'è da sapere prima di farsi tentare da questa vendita storica.

Sarà l’asta dei record, la più grande asta di auto nella storia europea e probabilmente la più grande asta di sempre al mondo di una collezione appartenuta a un unico proprietario. Fino a oggi non si era mai visto nulla di simile nemmeno nelle aste americane, nemmeno in quelle che durano una settimana. Sarà un’asta che occuperà per tre giorni  - 25, 26 e 27 novembre - un intero padiglione della Fiera di Milano (il padiglione 24, adiacente a quelli di Milano AutoClassica) e avrà tempi strettissimi per ogni lotto.

Come i lettori di Ruoteclassiche sapranno (ne abbiamo parlato nel numero in edicola a pag. 98) la casa d’aste RM Sotheby’s dovrà battere 836 lotti, dei quali 434 di auto storiche, in sole 25 ore (stando agli orari di apertura della Fiera). Si tratta di una media di 1,8 minuti per lotto. Considerando che le auto porteranno via più tempo, automobilia, ricambi, barche, biciclette e moto saranno aggiudicati alla velocità della luce.

“Per  tutto quello che non è automobilistico andremo molto velocemente. Di sicuro non aspetteremo gli indecisi: aggiudicheremo all’ultimo prezzo” dice Augustin Sebastié-Garat, uno degli specialisti di RM Sotheby’s che ha seguito direttamente la catalogazione della collezione, “Il consiglio che diamo è di alzare subito la mano e non aspettare che sia prima qualcun altro a farlo. Questi giochini non funzioneranno. Vale anche per le auto”.

Quello che è chiaro è che essendo tutto materiale confiscato tutti i lotti saranno senza prezzo di riserva e, quindi, per ordine del tribunale, dovranno essere comunque venduti, “Sarà tutto aggiudicato, anche le auto. E non ci saranno trattative il giorno dopo, come accade nelle normali aste” replica Augustin, “Venderemo anche al prezzo di un euro se dovesse capitare”. Una ipotesi piuttosto remota quest’ultima visto il clamore suscitato da quest’asta in tutto il mondo. Sono già oltre seimila le persone che si sono accreditate per partecipare all’asta sborsando ognuna 100 euro di iscrizione, ma gli organizzatori prevedono di arrivare sicuramente a ottomila e forse di più.

L’idea di poter acquistare Porsche, Ferrari, Maserati, Jaguar, Lancia sportive, Bmw e Mercedes a prezzi stracciati (date un’occhiata al catalogo se non l’avete ancora fatto) sta creando un’aspettativa fortissima tra gli appassionati, convincendo anche chi non ha mai partecipato a un’asta a tentare di tornare a casa con una Porsche 911 S 2.0 del 1967 a 2500 euro, o una Ferrari 400i del 1981 a 15.000 euro, per non parlare di Alfa Romeo 75 Turbo Evoluzione Gruppo A a 10.000 euro, Lancia Flaminia Berlina I Serie del 1959 a 4.000 euro o Bmw M3 E30 del 1987 a 10.000 euro. Attenzione però: “Sono stime bassissime, non rappresentative dei valori del mercato, stime decise per dare un’idea di massima al liquidatore” dice Augustin.

In casa RM Sotheby’s non hanno dubbi: “Vendiamo tutto, è sicuro. Tecnicamente l’offerta più bassa può essere anche un euro, ma nella realtà è difficile che nessuno faccia un’offerta” dice Augustin, “ Noi partiamo da un valore base, se poi non riceveremo offerte il battitore riaprirà la trattativa a un prezzo più basso e continuerà ad abbassarlo fino a quando non riceverà un’offerta. Questo in teoria. Nella realtà ci saranno migliaia di persone a fare offerte e sarà tutto venduto. E anche venduto bene. Siamo ottimisti. Alcuni lotti saranno venduti molto bene e altri venduti normalmente. Per esempio: ci sono 21 Jaguar E-type in catalogo, è probabile che 10 verranno vendute molto bene e altre a prezzi molto vantaggiosi per chi compra, ma non ne resterà una invenduta”.

Si tratta infatti di saper aspettare il momento giusto: dopo l’assalto iniziale è probabile che, data la mole di modelli simili in vendita, il secondo giorno si potranno fare acquisti a prezzi più interessanti. Ma non è certo, sono solo ipotesi. Le Case d’asta sanno come tenere alta l’attenzione verso tutti i lotti e la successione dei singoli pezzi non è mai casuale. “La distribuzione dei lotti segue dei criteri interni che sono applicati in tutte le nostre aste” dice ancora Augustin, “Sono criteri molto complicati da spiegare, ma niente è lasciato al caso. Per esempio, bisogna evitare di avere due Ferrari in successione; oppure decidere se con due Ferrari 308 in catalogo è meglio battere prima la versione in vetroresina e poi la GTS o viceversa. Ogni Casa d’aste ha le sue regole. Di sicuro, anche se questa è un’asta giudiziaria, abbiamo ugualmente applicato i nostri criteri standard, non c’è nulla di nuovo”.

Quanto alle condizioni delle vetture non si deve scordare che sono rimaste ferme per molti anni. “Sono comunque in condizioni molto più buone di quanto si possa immaginare” sostiene Augustin, “Dopotutto sono state conservate al coperto, all’interno di capannoni e in una zona con un clima abbastanza secco”.

Quello che forse molti non sanno è che solo una ventina di vetture sono state messe in moto, le altre si acquistano a scatola chiusa. “Sì, abbiamo messo in moto solo quelle che hanno la catena di distribuzione mentre quelle che hanno la cinghia di distribuzione no, tranne qualche eccezione” dice Augustin, “Mettere una macchina in moto dopo tanto tempo ha un costo, e metterne in moto 430 sarebbe stato troppo impegnativo per qualsiasi casa d’aste.  Abbiamo messo in moto e guidato solo le auto importanti. Compreso la Ferrari F40, che ha la cinghia di distribuzione. Sono 25 le auto ripristinate, tutte quelle di valore superiore ai 250.000 euro, tranne la Ferrari 512 BB, per via della cinghia di distribuzione”.

Meglio controllare bene lo stato di salute delle vetture che si intendono acquistare prima di avere brutte sorprese. La Casa d'aste non si prende la responsabilità di eventuali problemi meccanici, non avendo avuto la possibilità temporale di procedere a perizie su una massa così ampia di mezzi. La maggior parte delle auto sono state tenute in deposito statico per diversi anni. Di sicuro tutte sono ferme da tre anni, da quando il Tribunale di Treviso ha proceduto al sequestro di tutti i beni di Mario Compiano.

Come si potrà notare, tranne qualche eccezione, nemmeno sul catalogo sono riportate informazioni sulle vetture in vendita. La Casa stessa consiglia di effettuare un controllo meccanico approfondito prima di procedere all'acquisto. Anche perché alcune vetture sono dotate di extra come libretti di uso e manutenzione, attrezzi e altro ancora che nel catalogo non compaiono. Tutto il materiale in vendita sarà visibile nella giornata di giovedì 24 novembre dalle 9.30 alle 18.30 e anche durante i giorni dell'asta.

Anche Mario Compiano va sicuramente classificato tra gli accumulatori seriali, alla stregua di Gérard Gombert, la cui collezione di catorci è stata battuta lo scorso 10 novembre vicino a Parigi. Ma a differenza di Gombert, Compiano non acquistava a caso. Se si analizzano le numerose vetture in asta ci si accorge che raramente ci si trova di fronte a dei doppioni, anche nel caso delle 21 Jaguar E-Type o delle 24 Porsche 911.

“Di sicuro aveva un ottimo gusto per le auto, era un vero appassionato” dice Augustin di Compiano, “Se si guarda all’insieme, si nota chiaramente la sua linea direttrice: acquistava solo vetture Gran Turismo, Sport e auto da Competizione. Non ci sono tante Rolls-Royce o Bentley di lusso. O meglio, ce ne sono un po’ perché una collezione senza Rolls-Royce e Bentley non è una collezione, ma la direttrice è quella della sportività. E di un certo periodo storico: tranne un paio sono tutte del dopoguerra. E secondo me non è nemmeno una collezione costruita in funzione di un investimento futuro. Non so quando le abbia acquistate, ci sono auto che possedeva da 40 anni e altre da 10 anni, ma non ci vedo una logica speculativa, bensì una logica di passione. Seguiva un suo gusto personale. Da notare anche che il 95% sono con targa italiana”.

Gilberto Milano

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