Auto
12 December 2018 | di Alberto Amedeo Isidoro

Autobianchi Y10, i modelli da collezionare

Prodotta in oltre 1.100.000 esemplari dal 1985 al 1995, la Y10 è l'ultima vettura commercializzata dal Gruppo Fiat-Lancia col marchio Autobianchi. Compatta ed elegante, reinterpreta il ruolo di utilitaria d'élite che era stato della A112.

Il muso spiovente, l'andamento cuneiforme della carrozzeria, la coda tagliata, col portellone a sviluppo verticale: la Y10, presentata nel marzo del 1985 al Salone di Ginevra, ridisegna in chiave moderna il concetto di piccola auto da città elegante inaugurato sul finire degli anni 60 dalla A112.

In città con stile. I suoi stilemi sono inconfondibili e, come accaduto per la progenitrice, non tardano a intercettare il gusto di quegli automobilisti che, oltre alla praticità e all'economia d'esercizio, in una city-car ricercano anche eleganza e raffinatezza. Valori che si ritrovano nel design dell'esterno e dell'interno e che conferiscono alla piccola di Desio un'immagine da automobile di categoria superiore. Se la Y10 è chic già nelle versioni standard, in quelle speciali si regala un look ancora più sofisticato, caratterizzato da allestimenti ispirati al mondo delle competizioni e, talvolta, confezionati su misura con la collaborazione di eccellenze italiane dell'arredamento d'alta gamma e del prêt-à-porter. Ecco una breve panoramica dei modelli più interessanti (anche) in ottica collezionistica.

Fa jogging tra i semafori. La prima edizione speciale della Y10 è la Fila, allestimento proposto nel febbraio del 1987 e frutto della partnership tra il Centro Stile Fiat e la nota Casa d'abbigliamento sportivo. Il bianco pastello della carrozzeria è esteso ai copricerchi, al portellone (normalmente nero) e ai paraurti, non verniciati ma realizzati direttamente in plastica bianca. Completa il look la doppia striscia rosso-blu che corre lungo la fiancata in corrispondenza della linea di cintura. All'interno i rivestimenti dei pannelli delle porte e dei sedili, dove campeggia il marchio Fila, sono in tessuto rosso. A un anno di distanza viene offerto un secondo lotto firmato Fila, declinato in total white (stavolta l'allestimento interno e i dettagli sono azzurro-blu) e in nero (con strisce sulla carrozzeria rosse e bianche e interni rossi).

No Martini, no party. Così, nel 2007, recitava lo slogan di uno spot televisivo lanciato dalla Casa di bevande alcoliche torinese. Vent'anni prima, per celebrare i successi nelle competizioni coi colori Martini, il Gruppo Fiat-Lancia decide di regalare alla Y10 Turbo una livrea ispirata alle coeve Lancia impegnate nel Mondiale rally. Bianca, con strisce rosso-azzurro-blu sulla parte bassa della fiancata, la Y10 Martini ha le stesse coppe ruota bianche della Fila. Gli stessi colori sulla targhetta identificativa posteriore fanno da sfondo alla scritta "Y10 turbo". All'interno si notano la plancia senza i cassetti di chiusura (come per tutte le Fire dal 1987) e il volante della versione "Turbo"; il pavimento è rivestito in bouclè blu, mentre i pannelli porta e i sedili, in tessuto rigato ciniglia, ripropongono il motivo Martini.

Più modaiola che mai. Dai filati ispirati all'Art déco ai costumi per la Scala di Milano, con il tema riccorrente delle trame geometriche e dei colori osé. La terza serie speciale dell'utilitaria di Desio debutta nel 1987 e porta la firma della maison d'alta moda Missoni. All'esterno il modello, basato sulla Fire in allestimento LX, sfoggia un'elegante livrea Blu Memphis, mentre nell'abitacolo è impossibile non soffermarsi sull'eleganza del velluto variopinto che riveste i sedili. Sono di serie vetri elettrici e chiusura centralizzata.

Versioni per i mercati esteri. Alla fine del 1987, per i paesi in cui vigono normative antinquinamento più severe (come Austria e Svizzera) viene proposta una versione sportiva alternativa alla Turbo, la 1.3 i.e. Dotata di un moderno impianto di iniezione multipoint, l'auto è già predisposta per la nuova benzina senza piombo, ha 72 CV e raggiunge una velocità massima di 170 km/h. Destinata esclusivamente al mercato francese è invece la Yearling, una Turbo rivista in alcuni particolari di carrozzeria (come lo spoiler posteriore) e riconoscibile per la presenza dei fari anteriori gialli, all'epoca obbligatori in Francia.

La "mia" Y10 è differente. Due anni dopo il lancio della seconda serie, che vede più cambiamenti sotto al cofano che sulla pelle, viene proposta la versione speciale "mia". Disponibile con il Fire da un litro o con il 1100 Europa, già dotato di catalizzatore a tre vie, offre ai clienti la possibilità di personalizzare la carrozzeria con tinte metallescenti Blu Madras, Verde Derby oppure Nero.

Gioca a fare l'ammiraglia. Entrare in una Y10 Ego, edizione limitata commercializzata a cavallo del 1991 e del 1992, è un po' come accomodarsi nel salotto di un appartamento del centro di Torino. I sedili color biscotto sono rivestiti in pelle Poltrona Frau, l'azienda torinese specializzata in arredamento di pregio che già collabora con la Fiat per la realizzazione delle sellerie delle berline d'alta gamma del Gruppo. Oltre ai sedili, sulla Ego sono rivestiti in pelle il volante (lo stesso della 4WD), la leva e il pomello del cambio, i cassetti portaoggetti e i pannelli delle portiere.

La bicolore e i modelli per l'estero. Dettagli e tessuti le conferiscono alla Avenue un'eleganza sobria e raffinata. I sedili sono rivestiti in Alcantara, coi cadenini a contrasto, in tinta con la carrozzeria. Quest'ultima, bicolore, è disponibile in quattro colori metallescenti: blu zaffiro, verde giada, grigio perla e rosso rubino metallizzato; il portellone non è verniciato di nero ma riprende la tinta della scocca con un tono più scuro. Il motore è il 1100 Fire single-point con, in aggiunta, il catalizzatore, mentre il cambio è a scelta tra il robotizzato"Selectronic" e il manuale a cinque rapporti. Della seconda serie vengono prodotte anche tre versioni per i mercati esteri: la Appia (venduta col marchio Lancia in Francia e in Germania, riporta in auge il nome di un modello iconico della Casa torinese), la Epsilon (che andrà a sostituire propriola Appia) e la Trofeo (anch'essa marchiata Lancia, destinata al mercato olandese).

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