Classiche, pratiche, a tratti sportive. E anche 4×4. Negli anni 80 la trazione integrale smette di essere una prerogativa per fuoristrada e si diffonde sulle compatte berline di uso quotidiano. Nasce così una generazione di vetture capaci di unire praticità e sicurezza su ogni fondo, anticipando un concetto oggi dato per scontato. Non si tratta solo di tecnica, ma di un diverso modo di intendere l’automobile: più completa e funzionale, e per questo più raffinata e prestigiosa. Il tutto al seguito del successo che questo tipo di trazione sta vivendo nei rally dei primi anni del decennio.
Alfa Romeo 33 4×4/Permanent 4
L’interpretazione accessibile della Casa di Arese alla trazione integrale è l’Alfa Romeo 33 4×4. Nella prima serie, l’1.5 litri boxer (dal 1983 al 1984 dotato di carburatore singolo e 84 CV, dal 1985 al 1988 con carburatore doppio corpo e 95 CV e, successivamente, da 106 CV) assicura una buona vivacità, mentre il sistema 4×4 inseribile manualmente punta sulla semplicità. Anche la seconda generazione, del 1990, propone la possibilità della trazione integrale, abbinata all’1.7 litri boxer. La “Permanent 4” del 1991, prodotta per i quattro anni successivi con la carrozzeria sportiva Quadrifoglio Verde, introduce sulla 33 la trazione integrale permanente, che ripartisce in modo graduale la coppia al retrotreno grazie a un giunto viscoso.
Audi 80 quattro
Erede della B2, la generazione B3 dell’Audi 80 quattro, prodotta dal 1986 al 1991 per le 1.8 e 2.0 litri 8 valvole e dal 1990 al 1991 per la 2.0 litri 16 valvole (c’è anche un 2.3 litri da 133 CV riservato al mercato nordamericano), garantisce elevati livelli di stabilità e sicurezza anche in condizioni difficili. Con potenze comprese tra 88 e 137 CV, la berlina dei quattro anelli, sobria e aerodinamica grazie al Cx di 0,29, cela un differenziale centrale Torsen, capace di ripartire la coppia in modo continuo tra i due assali. Il retrotreno adotta sospensioni a ruote indipendenti e il differenziale posteriore è bloccabile manualmente, con disinserimento automatico oltre i 25 km/h.
BMW 325iX
La risposta di Monaco alla trazione integrale è la 325iX, che conserva il tipico piacere di guida BMW. Commercializzata dal 1985 al 1990, la generazione E30 adotta un sei cilindri in linea da 2.5 litri e 171 CV, fluido e potente, abbinato a un sistema integrale permanente con prevalenza della coppia al retrotreno (37% davanti, 63% dietro). Un giunto viscoso limita le differenze di velocità tra gli assi, contribuendo a mantenere equilibrio e grip. Il risultato è una berlina capace di affrontare ogni stagione senza rinunciare al dinamismo, un comportamento poco diffuso all’epoca.
Citroën BX 4×4
Fedele alla tradizione creativa del Double Chevron, la Citroën BX 4×4 abbina la trazione integrale permanente alle sospensioni idropneumatiche, dando vita a un comportamento unico. Il differenziale centrale è bloccabile, mentre al retrotreno è presente un Torsen con ripartizione equilibrata della coppia. Il sistema di bloccaggio elettromagnetico è gestito dal conducente. Prodotta dal 1988 al 1992, l’1.9 litri da 122 CV offre prestazioni adeguate, ma è soprattutto la versatilità a distinguere questa berlina, pensata per chi cerca soluzioni fuori dagli schemi, anche grazie allo stile firmato da Marcello Gandini.
Lancia Prisma 4WD/Integrale
Meno vistosa della Delta, ma tecnicamente molto vicina, la Lancia Prisma Integrale, prodotta dal 1986 al 1989 (fino al 1987 denominata “4WD”), trasferisce la meccanica delle competizioni in una berlina tre volumi elegante e discreta, disegnata da Giorgetto Giugiaro e riconoscibile per dettagli come le minigonne e le specifiche sigle identificative. Il sistema integrale permanente, sviluppato in collaborazione con la Steyr-Puch, prevede un differenziale posteriore bloccabile e una ripartizione della coppia leggermente favorevole all’avantreno, mentre il 2.0 litri da 116 CV garantisce efficacia su ogni fondo.
Opel Vectra 4×4
Prodotta dal 1988 per 7 anni, l’Opel Vectra 4×4 interpreta la trazione integrale in chiave razionale, con comfort e sicurezza al primo posto. Il sistema permanente a tre differenziali privilegia la tenuta di strada, con una ripartizione iniziale della coppia sbilanciata sull’avantreno (73% davanti, 27% dietro). Il giunto viscoso Ferguson può però trasferire fino al 100% della coppia all’assale che ha maggiore aderenza. Il 2.0 litri 16V da 150 CV è elastico e affidabile, mentre l’abitacolo offre una grande abitabilità. Grintosa la versione equipaggiata con il 2.0 litri turbo 16V da 204 CV, prodotta dal 1992 al 1994.
Peugeot 405 GR x4/Mi 16×4/T16
Con la 405, dal 1987 al 1995, la Peugeot introduce la trazione integrale su una berlina già apprezzata per le doti equilibrate. Il sistema 4×4 permanente utilizza un differenziale centrale epicicloidale che ripartisce la coppia privilegiando, di poco, l’avantreno (53% davanti, 47% dietro). In caso di necessità, è possibile bloccare contemporaneamente differenziale centrale e posteriore, eliminando lo slittamento sui fondi difficili. La gamma motori spazia dall’1.9 litri monoalbero da 110 CV della GR x4 all’1.9 litri bialbero da 158 CV della Mi 16×4, fino all’aggressiva T16 equipaggiata con il 2.0 litri turbo da 196 CV.
Subaru FO Turbo 4WD
Evoluzione della “berlina” (il modello precedente non ha una denominazione commerciale ufficiale), la Subaru FO Turbo 4WD, commercializzata in Italia dal 1985 al 1990, introduce una linea moderna e contenuti tecnici sofisticati per l’epoca: marce ridotte, differenziale autobloccante, sospensioni pneumatiche e motore sovralimentato. La trazione si gestisce tramite una leva a due posizioni: il primo scatto attiva il sistema integrale, il secondo aggiunge le ridotte. L’1.8 litri boxer turbo da 136 CV garantisce prestazioni brillanti, con il tipico ritardo di risposta ai bassi regimi.
Volkswagen Passat Syncro G60 GT
Tra le interpretazioni più evolute del tema, la Volkswagen Passat Syncro G60 GT abbina prestazioni e tecnologia. Commercializzata tra il 1989 e il 1994, il suo 1.8 litri sovralimentato con compressore volumetrico G eroga 160 CV, mentre la trazione integrale, a inserimento automatico tramite giunto viscoso Ferguson, garantisce elevata motricità. L’Abs e l’Eds di serie, il secondo dei quali funziona da autobloccante del differenziale anteriore, completano il quadro tecnico. Il tutto in una berlina spaziosa e confortevole, capace di unire praticità quotidiana e contenuti tecnici avanzati.