Serie 3 E30, la BMW per ogni evenienza - Ruoteclassiche
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22 March 2022 | di Giancarlo Gnepo Kla

Serie 3 E30, la BMW per ogni evenienza

Nel 1982 la Casa di Monaco presentava la seconda generazione della fortunata Serie 3, ora declinata in una gamma composta da diverse varianti: berlina due e quattro porte, TC Baur con tetto in tela e montanti fissi, cabriolet e l’inedita station wagon (Touring).

Nuova nel design e con aerodinamica ottimizzata la Serie 3 E30 confermava le qualità della prima generazione (E21), lanciata nel 1975, offrendo innanzitutto più spazio e comfort ma proponendosi anche come un prodotto più “maturo”, per l’ampia scelta di motorizzazioni e tipologie di carrozzeria. Da qualsiasi lato si guardasse, si poteva notare un passo avanti in termini di qualità e progresso.

Evoluzione stilistica. In anni in cui lo stile BMW era fortemente legato alla tradizione, Claus Luthe propose un’evoluzione del concetto proposto con il modello precedente: il frontale era meno proteso in avanti, così come lo sbalzo anteriore venne ridotto. A prescindere dalla cilindrata, tutti i modelli vennero dotati di doppi fari circolari, mentre gli indicatori di direzione venivano integrati nel paraurti (e non a lato dei proiettori principali). Al centro del muso campeggiava l’immancabile doppio rene, qui semplificato in due rettangoli affiancati.
La prima a debuttare sul mercato fu la berlina due porte, nel 1982, a cui seguì un anno dopo il modello quattro porte: imprescindibile per poter competere ad armi pari con la rivale di Stoccarda, la Mercedes-Benz 190, anch’essa Classe 1982.

Più muscolosa. Nella vista laterale, spiccavano la linea di cintura bassa e i montanti sottili. Inoltre, il montante B, più largo e verniciato in nero opaco, donava alla Serie 3 un senso di maggior robustezza mentre il corpo vettura snello e agile, si riallacciava idealmente ai modelli della Serie 02 ed E21 che l’hanno preceduta. Inoltre, sebbene fosse più corta di 30 millimetri rispetto alla precedente E21, la E30 offriva 40 millimetri in più per le gambe.
Allo stesso tempo aumentava la carreggiata, più larga di 35 millimetri, contribuendo a dare alla “3er” un aspetto più muscoloso. Nell’ottica di una maggior efficienza, il peso venne ridotto di 30 chilogrammi nonostante dotazioni più complete mentre, le linee della nuova Serie 3, più tese e prive di molte finiture in rilievo, consentirono di migliorare il coefficiente di resistenza aerodinamica del 15 per cento.

I motori. La BMW Serie 3 E30 venne equipaggiata con motori a quattro e sei cilindri, perfezionati rispetto alle unità precedenti di pari cilindrata. Ad esempio, il modello d’ingresso, la BMW 316 (con motore da 1.766 cc) erogava 90 CV e venne dotata di un carburatore a controllo elettronico che le consentiva di raggiungere una velocità massima di 175 km/h. A salire c’era la 318i, di pari cilindrata, ma con l’iniezione meccanica da 105 CV raggiungeva una velocità massima di 184 km/h.
Sui modelli a sei cilindri era presente un sistema di iniezione elettronica. La 320i (1.990 cc) da 125 CV, sfiorava i 200 all’ora mentre la BMW 323i (2.316 cc) da 139 CV toccava una velocità massima di 202 km/h, il tutto con consumi molto contenuti per l’epoca: dotata di un cambio a cinque marce con overdrive, aveva un consumo medio di soli 8,9 litri per 100 chilometri.

Aria di novità. Il 1985 fu l’anno cruciale per la Serie 3 E30 che, a metà carriera, vide l’arrivo di importanti novità. Al vertice della gamma debuttava la 325i con motore sei cilindri 2.494 cc da 171 CV, capace di superare i 220 km/h. Inoltre, per la prima volta, BMW montava un motore diesel nella sua berlina compatta con la BMW 324d. Quest’ultima era equipaggiata con un'unità sei cilindri in linea 2.444 cc da 86 CV e raggiungeva una velocità massima di 165 km/h, registrando consumo medio di carburante di 6,9 litri per 100 chilometri. Due anni dopo venne presentata la BMW 324td. All’epoca il suo motore turbodiesel sei cilindri in linea impressionò per la potenza (115 CV), per i consumi e le emissioni ma anche per la minor rumorosità e l’isolamento dalle vibrazioni. Il fattore chiave di questo balzo in avanti era la Digital Diesel Electronics (DDE), tecnologia che consentiva di ottimizzare l’iniezione del gasolio portando ad una resa migliore dei motori diesel.

Per tutti i gusti. Tra le altre primizie della gamma Serie 3, il lancio delle 325iX: le prime BMW a trazione integrale e l’elegante versione cabriolet che si affiancava alla “classica” coupé-targa TC (Top Cabriolet) Baur.
Nello stesso anno, per il solo mercato sudafricano venne introdotta la 333i. Nata con l’idea di gareggiare nel Gruppo 1 (insieme all’Alfa Romeo GTV 3.0 e la Ford Sierra XR8, appositamente sviluppate per quel Paese), venne proposta nella sola variante due porte. Sotto il cofano venne installato il sei cilindri in linea M30 da 3,2 litri (3.210 cc) e 197 CV dei modelli di alta gamma, lo stesso delle sorelle maggiori BMW 533i, 633 CSi e 733i, elaborato dalla Alpina, ma nello stesso anno la categoria fu abolita e la vettura venne proposta solo nella variante stradale.

Agli antipodi.
Intanto, per Stati Uniti e Giappone debuttava la “325e”, con motore da 2,7 litri e catalizzatore, depotenziato a 122 CV, per rispettare le stringenti norme omologative sui modelli d’importazione.
Nel 1987, la gamma Serie 3 beneficiò di un lieve restyling e l’offerta si completava con l’arrivo della versione Touring, station wagon e delle versioni sportive, quattro e sei cilindri sedici valvole bialbero: 318iS (con il nuovo "M42" 1,8 litri da 1.796 cc e 136 CV) e 320iS ("S14" derivato dall'unità della M3, 192 CV).

Antesignana. Merita un discorso a parte la M3: nel 1985 venne presentata la prima generazione della M3, antenata di una longeva stirpe di vetture sportive a trazione posteriore che da quasi 40 anni fanno battere forte il cuore degli appassionati. La BMW M3, tuttavia, venne commercializzata solo nel 1987 nelle varianti due porte e Cabriolet, proposte inizialmente con un 2,3 litri da 200CV e, dal 1989, con il 2,5 litri da 238 CV della versione Sport Evolution. (trovate la sua storia qui)

La bestseller di Monaco. La Serie 3 divenne un vero e proprio “case history” per BMW che iniziava così a sviluppare una gamma estremamente variegata per accattivarsi le simpatie di una platea sempre più vasta. Una politica che poi ha caratterizzato le scelte e le strategie di marketing della Casa bavarese a partire dagli anni 90. La BMW Serie 3 E30 rimase in commercio fino al 1994, totalizzando quasi 2,5 milioni di esemplari e confermandosi come una vera e propria bestseller.

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