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21 October 2019 | di Andrea Zaliani

BMW 318is (E30), una piacevole sorpresa

La 318is della Serie 3 (E30) merita un approfondimento dedicato grazie al suo motore, capace di regalare delle belle soddisfazioni

La protagonista della nostra storia odierna è un’interessante declinazione della BMW Serie 3 (E30), la 318is. La sua peculiarità più accattivante è rappresentata dall’utilizzo di un motore niente male: siamo al Salone di Francoforte 1987, anno in cui BMW presenta un nuovo motore siglato M40, destinato ad equipaggiare la 318i. Un quattro cilindri di 1796 cc, in grado di sviluppare una potenza di 115 cv. Progettato all’insegna della compattezza, sfrutta (in parte) soluzioni innovative già introdotte sul dodici cilindri della Serie 7. Tra le altre caratteristiche, oltre al monoblocco in ghisa e la testata in lega leggera, ci sono il sistema integrato di accensione e di alimentazione dell’ultima generazione Motronic3. A distanza di due anni, sempre in occasione della kermesse tedesca, la BMW presenta un’importante evoluzione di tale unità, destinata ad equipaggiare la 318is.

Un motore raffinato. Si tratta della versione con distribuzione bialbero a sedici valvole che, sempre con cilindrata di 1.8 litri, eroga 136 cv e raggiunge una velocità massima di 202 km/h. È montato sulla 318is con carrozzeria a due porte, riconoscibile per gli spoiler anteriori e posteriori e per gli inediti copriruote. Con il lancio di questo motore la BMW amplia così la gamma del quattro cilindri a 16 valvole disponibili per la Serie 3, che comprende il 2 litri di 192 cv montato sulla 320is e il 2302 cc per la M3. Sotto il profilo estetico la vettura vanta una linea ancora molto elegante e di classe, nonostante il passare degli anni (il modello è ormai in produzione da tempo). Gl’interni presentano la classica plancia con console centrale dall'aspetto gradevole, rivolta verso il conducente. I comandi sono tutti a portata di mano e la grafica è ben leggibile, ma la dotazione risulta leggermente carente se si considera la categoria. La qualità dei particolari di plastica e la componentistica sono di buon livello, un po' meno il rivestimento in tessuto dei sedili. Last but not least, l’impianto antibloccaggio ABS (optional) dà un consistente contributo alla sicurezza di marcia.

La prova di Quattroruote. Il verdetto emerso dalla prova della “nostra” rivista è più che soddisfacente. Il motore viene definito come molto regolare fin dai bassi regimi e in grado di riprendere con buone progressioni fin da 2000 giri/min. Un’unità che esprime il meglio agli alti regimi, con brio, nervosità e prestazioni degni di un vero propulsore sportivo. Non è avvertibile nessuna delle ruvidità tipiche di altri quattro cilindri con vocazione sportiva. La motricità è sempre buona, mentre gli innesti brevi del cambio, precisi e morbidi, garantiscono un’eccellente manovrabilità del comando. L’assetto è sportivo ma l’assorbimento delle imperfezioni del manto stradale è soddisfacente per il tipo di vettura. L’unico punteggio basso (due stelle) viene attribuito allo sterzo: il comando della vettura provata, senza servosterzo, si è rivelato molto demoltiplicato e pesante in manovra e a media velocità, soprattutto nelle curve strette. Soddisfacente, invece, il comportamento ai piccoli angoli si sterzo, nelle curve più veloci.

La quotazione attuale. La valutazione odierna per una 318is e30 (1989-1992) va da un minimo di 2000 a un massimo di 6000 euro, per un modello in condizioni ottimali.

Diteci la vostra. E voi, cosa ne pensate della 318is? L’avete mai guidata? All’interno della famiglia della Serie 3 di quel periodo avreste optato per lei o per la “sorella” 320i L (con motore sei cilindri in linea)? Fatecelo sapere attraverso i commenti qui sotto. Inoltre, se avete una storia particolare sul suo conto, potete scriverci una mail all’indirizzo di posta redazione@ruoteclassiche.it.

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