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05 November 2020 | di Giancarlo Gnepo Kla

BMW Z3 Coupé: shooting brake alla bavarese

La BMW Z3 è stata la roadster BMW di maggior successo nella storia della casa bavarese: nei sette anni di carriera, raggiunse un volume di produzione di quasi 300.000 vetture. La Z3 Roadster è un classico apprezzatissimo, ma in ottica collezionistica è la variante coupé (shooting brake) il modello su cui puntare.

Sarà per via della presentazione, affidata a Pierce Brosnan nei panni di James Bond, ma la Z3 è stata probabilmente la BMW più "inglese" mai prodotta. Era il novembre del 1995, quando la spider bavarese faceva il suo clamoroso debutto in “GoldenEye". I modelli Z3 coupé rappresentano meno del 6% della produzione complessiva e questa loro rarità contribuisce ad aumentarne notevolmente il fascino e il valore.

Deutsche vita. La BMW Z3 incarnava tutti gli stilemi delle roadster classiche: cofano lungo, coda corta, sbalzi quasi inesistenti all'anteriore e al posteriore, passaruota sporgenti. Va da sé che la BMW Z3 fosse dotata di trazione posteriore. Due posti secchi, con guidatore e passeggero che sedevano praticamente sopra l'asse posteriore, a pochi centimetri dall’asfalto. Alcuni giornali specializzati titolarono "il modo più puro di guidare una BMW", con la Z3 rinasceva la roadster (sportiva) alla tedesca. Un segmento che BMW aveva abbandonato dai tempi della leggendaria BMW 507. Certo, c’era stata la Z1, ma si trattava di un modello troppo di nicchia e dalla dinamica di guida meno affilata rispetto alla Z3. Le prese d’aria laterali della BMW Z3, simili a delle branchie si riallacciavano direttamente a quelle della mitica antenata: l’auto che molti appassionati sognavano sin dai tempi del miracolo economico tedesco.

Tempismo perfetto. La BMW Z3 era basata sulla meccanica della Serie 3 E36. Inizialmente venne prodotta nello stabilimento BMW di Spartanburg, in Carolina del Sud inaugurato nei primi anni 90. Il telaio, la trasmissione e una serie di componenti interne derivavano dalla “3er”. Il pianale, gli assali anteriore e posteriore vennero ripresi dalla 318ti della gamma Compact. La BMW Z3 era l’auto giusta al momento giusto: la BMW Z3 si piazzò in pole position davanti ad altre roadster tedesche degli anni 90. Le rivali Mercedes-Benz SLK e Porsche Boxster arrivarano l’anno dopo, mentre l’Audi TT Roadster venne lanciata nel 1999. Nel primo anno di commercializzazione vennero vendute quasi 50 mila vetture, mentre nel settembre 1999 la 200.000 esima BMW Z3 usciva dalle linee di produzione. Fino ad allora nessuna BMW di questo tipo aveva ottenuto lo stesso successo.

La shooting brake. Il successo della BMW Z3 roadster aveva entusiasmato il mondo automotive, ma la presentazione della BMW Z3 coupé nell'estate del 1998 colse di sorpresa gli appassionati del marchio (e non solo). Era passato più di mezzo secolo da quando la BMW aveva prodotto un'auto sportiva vagamente simile. Se la roadster si ricollegava idealmente alla 507, la BMW Z3 Coupé si ispirava al concetto della BMW 328 Coupé e alle sue derivate da corsa. La famosa coupé, sviluppata negli anni 30 si caratterizzava per lo spettacolare profilo aerodinamico e aiutò Huschke von Hanstein e Walter Bäumer a vincere la Mille Miglia del 1940. Anche nel caso della BMW Z3 Coupé, troviamo alcuni tratti "britannici" in virtù delle sue particolari volumetrie che la avvicinavano alle classiche “shooting brake” di scuola inglese. La sua carrozzeria era infatti un’incrocio molto peculiare tra il classico coupé e le station wagon.

Linea di rottura. Lo stile della BMW Z3 Coupé fece discutere, dividendo gli animi tra estimatori e detrattori: questo portò a vendite nettamente inferiori rispetto alla Z3 Roadster. Mentre alcuni la trovavano attraente per il lungo cofano, la linea di cintura sottile e le curve sensuali all’altezza dei passaruota, altri non ne digerivano la combinazione di caratteristiche moderne e rétro, accentuante dal massiccio posteriore e dal portellone. Tuttavia, ogni divergenza svaniva non appena la BMW Z3 Coupé passava all’azione: con un telaio più rigido, la Coupé si muoveva tra le curve come un predatore pronto a divorare le curve in rapida successione. La Z3 era incollata alla strada grazie a sospensioni raffinate, uno sterzo reattivo e il baricentro basso. La coupé teneva fede al claim della BMW: piacere di guidare. E ciò era attribuibile anche all’aiuto fornito dai nuovi ausili alla guida, come, il controllo elettronico di trazione AST (All Season Traction) e quello di stabilità DSC (Dynamic Stability Control).

Più tecnica. La BMW Z3 coupé, strizzando l’occhio a una clientela ancora più sportiva ed esigente rispetto a quella della roadster, era disponibile con le sole motorizzazioni 6 cilindri in linea: 2.8 e 3.2 M. Il propulsore a sei cilindri da 2,8 litri era lo stesso montato sui modelli Serie 3 e 5 ed erogava una potenza di 193 cavalli. Al vertice, la 3,2 “M” con il motore della BMW M3 E36 da 321 CV e dotata di differenziale autobloccante. La Z3 M Coupé si distingueva per la parte posteriore con passaruota più muscolosi e le "branchie" distintive ai lati del grande cofango (cofano che include i passaruota) anteriore. Paraurti, cerchi a cinque razze dal disegno specifico calzati su ampi pneumatici e quattro terminali di scarico completavano il pacchetto che contraddistingueva i modelli M. Anche al volante, le differenze erano palpabili: la Z3 M Coupé era molto più nervosa e impegnativa da portare al limite.

Di bene in meglio. Nel 1999 in occasione di un leggero restyling della Z3, venne rivisto anche il motore a sei cilindri da 2,8 litri ed equipaggiato con un sistema di gestione delle valvole VANOS aggiornato. All’interno, nuove finiture e rivestimenti impreziosirono l’abitacolo. Con l’avvento del 2000, un ulteriore aggiornamento: un nuovo 3 litri (della famiglia M54) sostituì il 2,8 litri. La potenza passava così da 193 a 231 CV, con una velocità massima dichiarata di 243 Km/h. Anche per la Z3 M Coupè spinta dal potente 3,2 litri, ci furono delle novità importanti. Nel 2001, la potenza rimase simile (325 CV), ma l’unità di partenza era l’S54 della nuova M3 E46: con una coppia spostata verso l’alto, la vocazione sportiva del modello si fece ancora più marcata. La velocità massima in questo caso era limitata elettronicamente a 250 Km/h.

Instant classic. Le BMW Z3 Coupé uscirono di scena nel 2002, con il debutto della Z4. Con la Z3 Coupé, BMW è riuscita a creare un'alternativa dal fascino esotico in un segmento piuttosto omogeneo: il frontale affilato della BMW Z3 roadster era completato da un posteriore più importante, ma ben raccordato con i volumi della cellula dell’abitacolo. Con le sue linee e la sua dinamica di guida, questo modello è stato considerato sin dal suo debutto un instant classic, configurandosi da subito come un prodotto di nicchia destinato a veri appassionati. Chi avesse ancora qualche dubbio a riguardo, probabilmente dovrebbe provarla.

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