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25 January 2019 | di Redazione Ruoteclassiche

Breadvan Hommage, a Londra rinasce un’icona Ferrari

Lo studio di design londinese Niels van Roij Design sta lavorando a un’esclusiva one-off su base Ferrari, ispirata alla leggendaria 250 GT "Breadvan". Scopriamo insieme a che punto sono i lavori, che potrete seguire passo passo sui canali social dell’atelier.

"Consideriamo un grande privilegio poter onorare la Breadvan attraverso la realizzazione di questa "Hommage". "È un compito complesso tradurre nel presente l'essenza della leggendaria vettura originale senza porre limiti alla nostra creatività". Così esordisce Niels van Roij, stilista automobilistico e titolare dell’omonimo studio di design londinese, durante la nostra intervista sul suo ultimo appassionante incarico. "La richiesta di realizzare una Breadvan in chiave moderna ci è arrivata alcuni mesi fa da un collezionista del celebre marchio italiano, che opera nel settore dei trasporti. Questo, in parte, spiega la sua particolare predilezione per una Ferrari classica che, in qualche modo, ricorda un furgoncino per le consegne. Abbiamo ritenuto da subito una grande sfida, e al tempo stesso un grande onore, riproporre lo spirito di una macchina da corsa così iconica su una Ferrari dei giorni nostri."

Step by step. Ma gli elementi di interesse del progetto Breadvan Hommage non si esauriscono coi richiami al passato. Poiché il brief include il rifacimento completo della carrozzeria in alluminio e importanti modifiche agli interni, questo incarico costituisce un'occasione unica per Niels van Roij Design di mostrarne al pubblico e agli appassionati l’intero processo di sviluppo.

Work in progress anche sui social. Si tratta di fasi operative solitamente coperte da stringenti vincoli di riservatezza, e proprio per questo l’apertura via web che lo studio londinese offrirà ogni settimana rappresenta qualcosa di eccezionale nell'ambito della progettazione automobilistica; una grande opportunità per seguire la creazione di questa one-off, passo dopo passo, attraverso i social media. A partire dallo scorso ottobre, in concomitanza con l’avvio dei lavori in carrozzeria, Niels van Roij Design sta riferendo via Facebook, Instagram e Twitter ogni venerdì sullo sviluppo e sul progresso della realizzazione della Breadvan Hommage.

Un Cavallino sotto la pelle. Solo nelle ultime settimane però sono stati divulgate due informazioni importanti. La prima riguarda l’approccio stilistico definitivo, mostrato attraverso una nutrita serie di bozzetti illustrativi. La seconda è relativa invece alla "donor car", ovvero alla vettura sulla cui base meccanica e telaistica verrà realizzata la Hommage: la Ferrari 550 Maranello. "La scelta di optare per questa icona degli anni 90 era logica", spiega Niels van Roij. "La 550 è la prima Ferrari in 24 anni (dai tempi della 365 Daytona) costruita con lo stesso schema della 250 GT, ovvero con un grande V12 collocato in posizione anteriore e il cambio manuale: ci offre un'opportunità unica per impostare la nostra interpretazione della leggendaria Breadvan su un'auto con un DNA corrispondente. Vogliamo preservare l'aspetto di vettura da gentleman driver della 550 Maranello e al contempo incorporare nel design le forti caratteristiche grafiche della Breadvan. Pensate alle prese d'aria, inconfondibilmente integrate sui parafanghi e ovviamente in coda, che è la parte più iconica di tutto il design: stiamo per riportare l'esatto angolo del taglio di coda della Breadvan originale nel nostro progetto: sarà un lavoro estremamente difficile, per i nostri artigiani, modellare manualmente la carrozzeria in alluminio su linee tanto nette e definite".

Questione di sguardi. Alla domanda se riconosceremo una 550 Maranello sotto le forme della Breadvan Hommage, Van Roij replica senza tergiversare: "Sostituiremo ogni singolo pannello della carrozzeria, ma conserveremo volutamente lo sguardo magnetico di questa inconfondibile granturismo degli anni 90. Tuttavia lavoreremo a fondo: solo il parabrezza rimarrà originale e anche i fari saranno sostituiti."

Un pizzico di storia. In attesa di conoscere ulteriori dettagli del progetto Hommage, ripercorriamo rapidamente i momenti salienti della genesi della celebre Breadvan. È il 1961 quando il direttore tecnico Carlo Chiti e il capo del design Giotto Bizzarrini abbandonano Enzo Ferrari a seguito di un duro scontro interno. Ai due viene prontamente offerto un incarico dal conte Giovanni Volpi, all'interno della sua squadra corse, la Scuderia Serenissima. Un affronto insopportabile per l’orgoglioso Ferrari, che di rimando decide di interrompere la fornitura di vetture a Volpi, suo cliente abituale. Per Volpi è non si tratta di una mossa inattesa: la sua idea è di sviluppare un’auto propria, basata sulla Ferrari 250 GT SWB Competizione, per contrastarne lo strapotere. Enzo Ferrari sosteneva che "L'aerodinamica è per le persone che non sanno costruire motori"; Bizzarrini, con l’aiuto del carrozziere Piero Drogo, prova a smentirlo, creando un'auto dall’aerodinamica decisamente spinta. Il risultato, dalle forme insolite, porta la stampa francese a ribattezzare l'auto "La Camionnette", mentre i giornalisti di lingua inglese rinominano la creazione ribelle come "Breadvan", ovvero “furgone del pane”. I risultati in pista gli daranno ragione, e continuano a farlo ancora oggi: giusto l’anno scorso la Breadvan ha vinto il famoso Goodwood Revival, dimostrando ancora una volta che i suoi creatori avevano davvero capito il valore dell'aerodinamica.

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