Auto
18 dicembre 2018 | di Fulvio Zucco

Bugatti Type 10, la prima di Ettore 110 anni fa

La Type 10, prima auto costruita in autonomia da Bugatti, è nata nel 1908. Ettore Bugatti, l’eclettico progettista di origini milanesi, lavorava al tempo presso la Deutz, azienda che produceva auto su licenza e di cui era responsabile della produzione.

Nei pressi della fabbrica Bugatti aveva un proprio studio, dove con i suoi dipendenti aveva iniziato a progettare una macchina che voleva leggera, potente e agile. Non solo per competere con la concorrenza, ma per essere migliore sotto ogni punto di vista. Una macchina, la Type 10, che nasceva con il preciso scopo di vincere le corse, cosa che oggi sembra del tutto ovvia, ma che al tempo non era invece così scontata, visto che si era agli albori dell’automobilismo, con tutti i relativi problemi e le difficoltà tecniche ancora da risolvere, per molti costruttori.

Di un altro pianeta. I materiali grezzi erano di provenienza Deutz, ma ogni sviluppo e lavorazione era del tutto autonoma. Al tempo le auto sportive erano grosse, pesanti e dotate di motori di elevata cubatura per ottenere più potenza, ma così facendo avevano scarsa agilità e brillantezza. La Bugatti Type 10 seguiva una strada opposta. Così compatta e leggera, doveva sembrare un’astronave, ai suoi tempi. Per Bugatti la forma doveva essere prima di tutto funzionale e seguire comunque precisi canoni di estetica, e anche questo, nel 1908, era un approccio del tutto inedito.

La primogenita. La Type 10 è oggi considerata a tutti gli effetti la prima Bugatti, anche se il marchio venne registrato da Ettore solo l’anno successivo, essendo lui al tempo ancora ufficialmente in forze alla Deutz. Il motore della nuova auto era un 4 cilindri di 1,2 litri che poteva erogare 10 cavalli, sufficienti a spingere la due posti, pesante (o meglio sarebbe dire “leggera”) appena 365 kg fino a 80 km/h. La sua distribuzione ad albero a camme in testa era a quel tempo quasi impensabile, e anche la trasmissione alle ruote motrici posteriori mediante un albero era innovativa, poiché a inizio Novecento quasi tutte le auto erano equipaggiate di catene. Le sospensioni erano a balestre e i freni avevano comando a cavo. Curioso notare che il radiatore era squadrato, la caratteristica forma a ferro di cavallo sarebbe nata, infatti, solo successivamente.

Pronta a spiccare il volo. La Type 10 si meritava le lodi degli esperti di tecnica che via via avevano occasione di provarla, tanto che Louis Blériot, noto aviatore che effettuò la prima trasvolata della Manica, insistette con Ettore Bugatti perché ne iniziasse la produzione in serie. Ciò avvenne una volta ottenuto un prestito dalla Darmstädter Bank sufficiente a costruire dieci auto e cinque motori per l’aviazione nella nuova sede di Molsheim, ricavata da una vecchia conceria acquisita a fine 1909. Al termine del suo contratto con la Deutz, Ettore fece condurre la Type 10 sperimentale da un suo collaboratore fino a Strasburgo; un viaggio da otto ore, oltre un secolo fa.

Dà il la alla Type 13. Nel frattempo Ettore Bugatti continuava lo sviluppo della Type 10, che divenne, una volta apportate tutte le modifiche volute, la Type 13, primo modello marchiato Bugatti. Il quattro cilindri era cresciuto a 1,4 litri e la potenza era di 15 CV, per una velocità di punta di oltre 90 km/h.

Il primo amore non si scorda mai. Ettore tenne per sé la Type 10 sperimentale e non pensò mai di venderla, tanto che nel 1939 era ancora la vettura personale di sua moglie Barbara. In seguito all’occupazione dell’Alsazia durante la seconda guerra mondiale, Bugatti portò la sua prima creazione al cantiere nautico di Bordeaux dove aveva iniziato a disegnare imbarcazioni da velocità. Scomparso Ettore nel 1947, la Type 10 rimase a Bordeaux, dove venne rintracciata qualche anno dopo, in condizioni pietose, da un pilota francese che la vendette a un collezionista inglese.

Oggi è in splendida forma. Da questi passò a una collezione statunitense, dove fu completamente restaurata. Telaio, assali e ruote assunsero una colorazione rosso-arancio, mentre il corpo vettura rimase in grigio argento. Questo è tuttora l’aspetto della Type 10, che si trova ancora a Newport Beach, California, nella medesima collezione. Appare raramente in pubblico, ma è perfettamente funzionante e in grado di impressionare ancora chi ha la fortuna di vederla in azione, dopo 110 anni, grazie alle sue doti di brillantezza. Qui, un articolo sui successi della Bugatti 35.(Le fotografie della Type 10 sono tratte dal sito Bugatti e dal sitowww.supercars.net).

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