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24 giugno 2018 | di Alberto Amedeo Isidoro

Buon compleanno, Alfa!

L’A.L.F.A. (Anonima Lombarda Fabbrica Automobili) nasce il 24 giugno del 1910, esattamente 108 anni fa. Una storia ultracentenaria segnata da trionfi e fallimenti, vissuta sempre di corsa e alla ricerca dell’eccellenza. Nelle corse e sulle strade di ogni giorno.

Raccontami una favola. Quella delle automobili rosse e veloci che fanno battere il cuore. “L’Alfa Romeo”, ebbe a dire l’ingenger Orazio Satta, uno dei suoi uomini più illustri a cavallo degli anni 30 e 70, “non è una semplice fabbrica di automobili. È una specie di malattia, l'entusiasmo per un mezzo di trasporto”. Impossibile non essere d’accordo: che si sia alfisti o meno, bisogna riconoscere che, oggi come allora, le vetture della Casa milanese esercitano e continueranno a esercitare un fascino unico e molto difficile da spiegare.

Macchine e uomini entrati nella leggenda. Se c’è chi si emoziona come un bambino – e sono in tantissimi – quando un’Alfa del passato scende in pista o, semplicemente, passeggia per la strada, un motivo ci sarà. Dietro alla raffinatezza meccanica delle sue automobili, vivono oggi più che mai ricordi, sogni, speranze: storie di uomini e di macchine rimaste nel cuore degli appassionati di tutto il mondo e che non smetteranno mai di essere tramandate, di generazione in generazione.

Oh Romeo, Romeo. L’Alfa sorge dalle ceneri della Darracq, fabbrica di automobili francese che all’alba del 900 fallì nel progetto di trasferire parte della sua produzione in Italia, prima a Napoli e poi a Milano. Un legame indissolubile, quello tra il Portello e il capoluogo campano, rafforzato dall’ingresso nella società di Nicola Romeo, brillante ingegnere napoletano che saprà dare entusiasmo e lustro alla Casa milanese.

Una vita complicata. L’Alfa vive di passioni, di sogni, combatte due guerre e si riconverte dopo la pace. Costruisce automobili (il primo modello è la 24 HP) e motori aeronautici, opera nel settore ferroviario, per poi tornare a produrre automobili, irrompendo con successo sulla scena delle competizioni internazionali. Merosi, Jano, Ricart, Rimini, Ferrari, Nuvolari, Campari, Gobbato, Luraghi, Satta, Sanesi, Hruska, Surace: tra tecnici, collaudatori, piloti e manager, l’Alfa Romeo si conferma una realtà automobilistica senza eguali.

Buon compleanno così. Vince i primi due Campionati del mondo di Formula 1 (1950 e 1951), supera tanti, durissimi momenti di crisi, subendo – quando è sotto l’ala delle partecipazioni statali – le ingerenze della politica, devastata dalle infiltrazioni dei partiti, dei sindacati e dalla concorrenza ingombrante e spietata della Fiat, che riuscirà ad acquisirla, nel 1986, in seguito alla grande stagione delle privatizzazioni. Da allora, nel bene e nel male, l’Alfa Romeo non sarà più la stessa. C’è chi si sente tradito ancora oggi, e con spirito integralista si tiene stretto tutto quel che è stato prima dell’avvento del Gruppo torinese e c’è chi, sempre e comunque, per il Biscione sogna un ritorno ai fasti di un tempo nonostante i tanti compromessi. Buon compleanno, Alfa!

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