Buon compleanno Scorpione! - Ruoteclassiche
Auto
30 March 2021 | di Giancarlo Gnepo Kla

Buon compleanno Scorpione!

Il 31 marzo del 1949 Carlo Abarth fondava la Abarth&C. Un nome che avrebbe segnato un’epopea sportiva costellata di record velocistici e che avrebbe accompagnato alcune tra le vetture da rally più amate di tutti i tempi. La ricetta era semplice, utilizzare piccole auto derivate dalla grande produzione per trasformarle in belve assetate di vittorie.

Austriaco per nascita ma italiano d’adozione, Karl Albert Abarth nacque a Vienna e dedicò la propria vita ai motori e alle corse. Il 31 marzo 1949, insieme all’amico Guido Scagliarini fondò a Torino la Abarth&C.. Entrambi del segno dello scorpione decisero che quello sarebbe stato il simbolo della nuova azienda.
Parallelamente alle auto da corsa impegnate nelle categorie più prestigiose, Abarth intuì che c’erano ampi margini di sviluppo (e di business) con le utilitarie Fiat. La guerra era finita da poco ed era palpabile la voglia di tornare alla normalità. L’industria nazionale incedeva a passo veloce, di lì a pochi anni l’Italia avrebbe conosciuto il boom economico e la motorizzazione di massa. L’automobile, che fino a pochi anni prima era un privilegio, un miraggio per molti, diveniva realtà. Se non per tutti, per tanti. Nelle rimesse sotto casa e nei garage, tra gli anni 50 e 60, i giovani si affaccendavano per personalizzare la propria auto. Avrebbero voluto provare l’ebbrezza delle corse, ma si sa… quello del motorsport è sempre stato un hobby costoso. Abarth decise quindi di rendere più accessibile il mondo “racing” fornendo dei kit di elaborazione per le utilitarie Fiat che iniziavano a popolare le strade del Bel Paese a ritmo sempre crescente. Abarth pensò a kit per ogni esigenza: dalla marmitta per farsi belli davanti agli amici al Bar dello Sport, a quelli di preparazione per l’uso agonistico.

La prima pietra miliare. La leggenda dello Scorpione cominciò a risuonare molto pesto nell’ambiente delle corse. Il primo grande successo targato Abarth arrivò con la vittoria di categoria della Abarth 204A alla “Palermo-Monte Pellegrino” del 1950. Durante la famosa cronoscalata siciliana, la vettura progettata da Carlo Abarth conquistò il primo posto per mano di un mito del motorsport: Tazio Nuvolari, il “mantovano volante”. Con il susseguirsi delle prime vittorie sportive, nel 1954, Carlo Abarth decise di completare il logo aziendale con uno scudo bicolore, a memoria delle “glorie in battaglia” che faceva da sfondo allo Scorpione.

Costante evoluzione. Negli anni 60 il nome Abarth era già nell’Olimpo delle competizioni. Una delle vetture più vincenti del marchio fu la Abarth 1000 Bialbero. Derivata dalla mansueta Fiat 600, questa feroce belva da pista, a partire dal 1962 riuscì a conquistare, in successione, ben sei Campionati Mondiali Marche.
Con la vittoria nel primo Campionato Marche, Abarth decise di apportare un’ulteriore modifica all’emblema aziendale: il logo si completava così di una bandiera a scacchi bianca e nera, con la scritta in stampatello rosso su fondo giallo “Campione del mondo” e una corona d’alloro stilizzata.
Secondo step, nel 1969, quando venne presentato un nuovo logo: il simbolo della Casa, lo Scorpione divenne ancora più stilizzato, completamente nero e con entrambe le chele rivolte verso l'alto. Anche la scritta subisce una variazione, diventa bianca su sfondo azzurro con la sola dicitura "Abarth". Due anni dopo, nel 1971, Abarth venne acquisita da Fiat e, per spirito patriottico, nel logo comparve il tricolore italiano che faceva da sfondo alla scritta Abarth. Per oltre 35 anni è stata questa l’immagine coordinata del brand, ridisegnato completamente nel 2007 per aggiornarlo ai canoni grafici del Terzo Millennio: lo Scorpione è ritratto in chiave più attuale con la silhouette nera che poggia le chele sulla diagonale dello scudo.

Onorata carriera. ln occasione del 70° anniversario, nel 2029 il logo è stato elaborato con una versione celebrativa, con lo scudo circola completato con lo scorpione e la bandiera a scacchi. Questa variante è stata utilizzata esclusivamente sulle vetture prodotte nell’anno del 70° compleanno della Abarth&C.. Tra i modelli speciali, ricordiamo la 695 70° Anniversario, un’edizione a tiratura limitata prodotta in soli 1949 esemplari, in onore dell’anno di nascita dell’Abarth.

Trait d’union. Il fregio applicato nella parte posteriore delle fiancate è un elemento comune a tutte le Abarth: un omaggio a quello “indossato” con orgoglio sin dagli anni’60 dalle vetture Abarth da competizione. Il logo laterale raffigura lo scudo tipico di Abarth giallo e rosso che ospita lo scorpione, arricchito da una saetta tricolore. Un simbolo che tributa l’impegno di Abarth nelle gare: il banco di prova dove testare le soluzioni tecniche più innovative, mirate ad incrementare performance e affidabilità delle Abarth da gara. Le stesse, di cui, in un secondo momento, avrebbero beneficiato anche i modelli di produzione.
Un impegno che Abarth profonde tutt’oggi nel motorsport, in pista e sulle strade sterrate. La Casa dello Scorpione fornisce infatti i motori del Campionato Italiano e Tedesco di F4: una palestra per i campioni di F1 di domani. Prosegue anche l’attività nei rally, dove l’Abarth 124 rally, erede dell’omonima leggenda degli anni 70, sarà protagonista, per il terzo anno consecutivo, del FIA-ERC, il Campionato Europeo Rally.

La gamma 2021. I valori sportivi, come il confronto, la competizione e la continua ricerca della performance hanno premiato Abarth con uno straordinario successo commerciale che ha visto nel 2020 una crescita del 50% rispetto all’anno precedente.
Per il suo 72° compleanno Abarth ha appena presentato la gamma 2021 declinata nelle versioni 595, Turismo, Competizione ed Esseesse. Quattro proposte dalle sfumature peculiari, ma accomunate dal piacere di guida, prestazioni “adrenaliniche” e il tipico sound dello scarico.
Con la collezione 2021 debuttano colori e dettagli inediti, a partire dai nuovi ed esclusivi sedili in pelle.
Per celebrare i successi ottenuti nei rally, la nuova Abarth 595 Competizione si ispira direttamente alla plurivittoriosa Fiat 131 Abarth Rally degli anni Settanta. La livrea prevede infatti una carrozzeria in Blu Rally opaco, mentre i cerchi in lega da 17” strizzano l’occhio a quelli della Lancia Delta Rally Integrale degli anni Novanta, un’altra pagina gloriosa del motorismo scritta in Casa Abarth.

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