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26 settembre 2014 | di Gilberto Milano

Cadillac Ranch, quarant’anni a testa in giù

Uno dei monumenti all’automobile più famosi e visitati al mondo ha festeggiato il suo quarantesimo compleanno: il Cadillac Ranch, installazione artistica del 1974 realizzata nella contea di Potter, in Texas, è sopravvissuto a intemperie e vandalismi fino a oggi. Era il 21 giugno del 1974 quando l’opera d’arte venne inaugurata a fianco della vecchia Route 66 e della Interstate 40, da dove è ben visibile, sia per le dimensioni (occupa un ampio terreno) sia per l’originalità dell’idea concepita da tre artisti californiani (Chip Lord, Hudson Marquez e Doug Michelsdal) per rendere omaggio al sogno americano e al mito automobilistico della Cadillac.

Si tratta infatti di una installazione realizzata seppellendo dieci Cadillac dalla parte del muso in un campo di grano. Le Cadillac, acquistate dal magnate e filantropo Stanley Marsh, scomparso lo scorso giugno, sono state “sepolte” in sequenza, dalla più antica, del 1949, alla più recente, del 1964. E ogni modello rappresenta l’evoluzione della coda e delle famose pinne del marchio Usa.

Per un paio di anni le vetture sono rimaste esposte nella loro veste originale, poi una volta iniziata l’opera di personalizzazione da parte dei primi graffittari il Cadillac Ranch ha conosciuto varie evoluzioni estetiche: dal periodo rosa, al nero, al giallo all’arcobaleno e in varie sfumature. Nessun colore, come capita sempre in questi casi, è mai durato a lungo.

Nel 1997 il Cadillac Ranch è stato spostato dalla sua sede originale di tre chilometri verso ovest, per ragioni di opportunità edilizia, ma sempre ben visibile dalla Interstate 40 e dalla vecchia Route 66, di cui è diventato un simbolo.

G.M.

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