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24/04/2007 | di Redazione Ruoteclassiche
CAPOLAVORO DA CORSA
Quando si pensa alla Ferrari “330 P4”, viene subito in mente quel mitico arrivo in parata – prima, seconda e terza – alla 24 ore di Daytona 1967, dopo avere annichilito le Ford, che pure avevano una cilindrata maggiore (7 litri contro 4). La curiosità è però che una sola delle tre vetture era “autentica” […]
24/04/2007 | di Redazione Ruoteclassiche

Quando si pensa alla Ferrari "330 P4", viene subito in mente quel mitico arrivo in parata - prima, seconda e terza - alla 24 ore di Daytona 1967, dopo avere annichilito le Ford, che pure avevano una cilindrata maggiore (7 litri contro 4).

La curiosità è però che una sola delle tre vetture era "autentica" e non è nemmeno quella del vincitore. Oggi, di "330 P4" ce ne sono soltanto tre al mondo, più o meno rifatte.

"Ruoteclassiche", in un ampio articolo di 10 pagine, presenta la numero 0860, che fu guidata da Chris Amon e Jackie Stewart e che attualmente si trova in Francia.

Un esemplare, che come le sue sorrelle, riunisce in sé il meglio che l'automobilismo sportivo ha saputo esprimere in termini di bellezza stilistica e meccanica.

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Un numero molto ricco, con Mercedes SLK, Aston Martin DB2/4, Ferrari 330 P4, Fiat Panda Italia '90 e BMW M3 E30 vs M2 Coupé. Poi, il laboratorio di Gandini, Aldo Brovarone e tutte le auto del Presidente della Repubblica
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