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08 November 2019 | di Andrea Zaliani

Citroën Dyanissima, il bello dell’essenzialità

Semplice ed essenziale, la Dyanissima nasce con il chiaro intento di replicare il successo fatto registrare dalla 2 CV

Nel dopoguerra, esattamente nel 1948, la Citroen presenta la 2 CV, una vettura capace di affermarsi, fin da subito, come un modello cardine del brand. In quel periodo, infatti, era praticamente impossibile parlare di automobilismo francese senza citarla. Il tempo, però, non si arresta per nessuno: sebbene continui a piacere a molte persone, verso la metà degli anni sessanta anche la 2 CV incomincia ad accusare l’avanzare dell’età. Pertanto, il marchio inizia a pensare di supportarla con l’affiancamento di un nuovo modello, dalle caratteristiche più moderne. Così, nel 1967 viene presenta la Dyane, legata nei concetti costruttivi e nell’impostazione generale alla “sorella”. A un anno dal lancio commerciale, nel 1968, la vettura francese viene prodotta in due declinazioni: Dyane 4, equipaggiata con lo stesso motore di 425 cc della 2 CV, e Dyane 6 (conosciuta in Italia come Dyanissima), spinta dal propulsore di 602 cc della AMI 6.

Consistenti legami famigliari. Le sue linee, indubbiamente, sono personali e caratteristiche. La Citroën, durante le fasi di progettazione, ha certamente tenuto in seria considerazione le esigenze e i gusti del pubblico della 2 CV. Una tesi avvalorata, per esempio, dalla parte anteriore della vettura, che ha mantenuto, pur con una linea un leggermente rivisitata, i parafanghi esterni del noto modello. Le portiere sono invece percorse da costolature ideate per ridurre visivamente l’effetto di eccessiva altezza da terra della vettura, mentre nella coda è rimasto il caratteristico motivo dei parafanghi posteriori. Nel complesso, lo stile della Dyanissima si può associare a una scrupolosa ricerca volta a inserire in un gioco di forme degli elementi moderni, in grado di offrire al costruttore parti utili per uno stampaggio semplice e il più economico possibile delle varie parti. Gl’interni, comodi e sufficientemente spaziosi per quattro persone, si caratterizzano per buone finiture e una strumentazione fin troppo essenziale e minimalista. Prendendo in considerazione l’aspetto meccanico, la Dyanissima deriva dalla AMI 6 perché, a sua volta, l’AMI 6 è derivata dalla famosa 2 CV. Si tratta di una vettura a trazione anteriore, con motore bicilindrico raffreddato ad aria, di 602 cc e 28 cv sae. La leva del cambio a quattro velocità, con comando a leva centrale, è alloggiata nella caratteristica posizione sul cruscotto.

La prova di Quattroruote. Una dettagliata prova su strada, effettuata dalla “nostra” rivista, evidenzia sia i punti forti che i punti deboli del modello. Il motore, considerato come robusto e parco nei consumi, non mette in luce particolari segni di affaticamento, anche dopo lunghe tirate. Ed è proprio l’aspetto dei consumi una delle qualità più apprezzabili della vettura, la quale, anche grazie al basso regime di rotazione del motore, permette al conducente di ottenere risultati soddisfacenti anche mantenendo velocità sostenute. Gli unici appunti, in merito al propulsore, riguardano la poca potenza a disposizione e la rumorosità. La tenuta di strada della Dyanissima viene giudicata come buona, in linea con le sue caratteristiche tecniche. La frizione robusta è dotata di innesti secchi e non molto progressivi, mentre lo sterzo è preciso ma ha l’inconveniente di essere duro a bassa velocità e nelle manovre. Infine, i freni si mantengono efficienti anche dopo un uso intenso, senza presentare particolari sintoni di affaticamento.

La quotazione attuale. L’acquisto di una Dyanissima (1968-1984) risulta decisamente abbordabile, in quanto la sua valutazione odierna ha un range di prezzi compreso tra i duemila e i seimila euro, per un esemplare in perfette condizioni.

Diteci la vostra. E voi, che ne pensate della Dyanissima? Siamo curiosi di sapere se in quel periodo avreste optato per lei oppure per una sua diretta rivale. Fatecelo sapere attraverso i commenti. Inoltre, se avete dei ricordi particolari sul suo conto, potete scriverci una e-mail con la vostra storia all’indirizzo redazione@ruoteclassiche.it.

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