Ritrovamenti
09 January 2020 | di Fulvio Zucco

Citroen HY: Furgone da galoppo.

Un nostro lettore cercava un mezzo da ristrutturare come food truck. In Toscana ne ha trovato uno dal passato davvero speciale.

Amerigo Pagni, di Montecatini Terme, ha una predilezione per il Citroën HY, che trova simpatico quanto il Volkswagen “Bulli”, ma più originale. Ѐ questo il mezzo che sta cercando per allestire un food truck, ma in Italia non se ne trovano molti e ancor meno da restaurare e a basso prezzo. Un giorno, però, s’imbatte nell’annuncio di un 1900 a benzina del 1968, nemmeno lontano da casa. Inserzione stringata e furgone abbastanza malconcio, a giudicare dalle foto, ma è impossibile resistere.

Una sorpresa dietro l’altra. Risponde una persona che dice subito di non essere il proprietario, ma il direttore della tenuta San Guido, incaricato di seguire la vendita dal marchese Incisa della Ginestra. Lì per lì cotanto nome non dice granché ad Amerigo, ma all’altro capo incalzano: “la tenuta San Guido, l’azienda vinicola Citai SpA, mai sentito parlare del Sassicaia?”. Caspita, certo che sì, pensa Amerigo, che si chiede cosa ci facesse quel Citroen HY malconcio in un’azienda vinicola di tale livello. Curiosità presto soddisfatta: “L’azienda è proprietaria anche della Scuderia RDO, cioè Razza Dormello Olgiata, che ha portato alla vittoria cavalli straordinari”. Il furgone, nella rara versione a tetto rialzato, serviva per portare gli assi del galoppo tra le sponde del Lago Maggiore, dove si trovavano i terreni per gli allenamenti, e la campagna toscana, sede della scuderia.

Al servizio del campione. In pratica, questo furgone appositamente attrezzato per il trasporto dei cavalli era il taxi dei purosangue più vittoriosi di una cinquantina d’anni fa. Per fare un nome familiare anche a chi non segue l’ippica, Ribot: il campionissimo che non subì mai una sconfitta nell’intera carriera agonistica era il “passeggero” abituale del Citroen HY. Questa scoperta ha fatto vacillare le convinzioni di Amerigo. La versione che preferisce è proprio questa, una “bétaillère”, cioè quella allestita per il trasporto di animali. A differenza del furgone normale, a scocca portante, questa ha un vero e proprio telaio in profilati d’acciaio che sorregge il vano di carico e il tetto alto, disponibile in due misure diverse, delle quali questa è la maggiore. Tutto ciò rende più semplice aprire le finestrature necessarie per un food truck senza indebolire la struttura e permette di stare in piedi all’interno senza problemi. Però, con un simile prestigioso passato, può essere comunque un modo apprezzabile di ridargli vita quello di trasformarlo in negozio su ruote?

Il futuro è da decidere. Una volta acquistato il furgone, nonostante i “Ma davvero vuole comperare questo rudere?” dell’incaricato dell’azienda vinicola, Amerigo lo ha portato in officina e ha iniziato a esaminarlo meglio. La ruggine non è così preoccupante, evidentemente il mezzo era ben seguito e curato quando era in attività. I vari particolari sono tutti al loro posto e i chilometri sullo strumento sono 34.000, con ogni probabilità veritieri, visto che le gomme sono ancora oggi quelle di primo equipaggiamento. Il motore non dovrebbe avere grandi problemi, dato che sotto la tettoia della tenuta, una dozzina di anni fa, è arrivato autonomamente. Adesso bisogna stabilire le sorti del Citroen HY: trasformarlo in food truck, più precisamente un wine truck, vista la provenienza del furgone, oppure riportarlo a nuovo rispettando il suo passato di “auto di servizio” del purosangue più noto e vincente di sempre?

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