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17 ottobre 2018 | di Laura Ferriccioli

Classic Eleganza Stresa, “Best of Show” a una MG TD Vignale

Una quarantina di vetture immatricolate fino al 1985, tra le più significative della storia, si sono radunate sul lungolago nel centro di Stresa lo scorso weekend per due giornate all'insegna dell'eleganza e della cultura automobilistica, organizzate dal Classic Club Italia.

Un capolavoro di Vignale. Man a mano che venivano consegnati i trofei, durante la premiazione del Classic Eleganza Stresa nella terrazza del sontuoso Regina Palace Hotel, domenica scorsa non c'era traccia della MG TD del 1953. Possibile che quella creazione esclusiva di Vignale, che con i suoi dettagli “americanizzanti” ricorda la Ferrari 212 Inter venduta nello stesso periodo al senatore della Pennsylvania, non si aggiudicasse il minimo riconoscimento? Poi, per ultima, la sorpresa: la coupé rossa con tetto nero, nata dalla matita di Giovanni Michelotti, è stata nominata “Best of Show” 2018. Con le sue linee che richiamano molto bene anche un'altra coupé progettata dallo stesso designer un anno dopo - la Fiat 8V Vignale -, la macchina ha bissato così la vittoria ottenuta nel suo primo anno di vita, nella stessa località sul Lago Maggiore, alla “Manifestazione d'Eleganza” degli Automobile Club di Torino e di Novara. È arrivata dalla Svizzera, un caso quest'anno tutt'altro che isolato: la dodicesima edizione (il 13 e il 14 ottobre) di quello che è l'evento annuale clou del Classic Club Italia ha visto riconfermato, con sei auto iscritte, un costante interesse da parte dei collezionisti elvetici.

Parterre automobilisitico di gran lustro. E, a proposito di esemplari unici, un premio della giuria dell'Asi non poteva non andare alla sola Lancia Fulvia Sport Zagato spider esistente, del 1968. Un sogno, derivato dal capolavoro di Ercole Spada, che il proprietario attuale ha rincorso per anni. Altre coppe riservate alle vetture certificate dall'ente sono state assegnate a una meravigliosa Ferrari 350 GTC color oro del 1966, alla Balilla Coupé Ghia che nel 1933 ha vinto tre concorsi d'eleganza italiani, a cominciare da Villa d'Este, a una Fiat Abarth 1000 barchetta del 1966 e a una Dino 246 GTS del 1972 proveniente da Monte Carlo. Scorrendo la lista delle altre vincitrici del Concorso, giudicate da esperti quali Massimo Meli, Daniele Turrisi, l'ingegnere Zbigniew Maurer e il caporedattore di Ruoteclassiche Fulvio Zucco, troviamo: una Bentley 4 1/4 Litre del 1939 per la categoria delle auto prodotte prima della seconda guerra mondiale; una Lancia Aurelia B20 del 1951 con kit di elaborazione Nardi per la classe di vetture anni Cinquanta; una Ferrari 330 GT 2+2 per gli anni Sessanta; una Lamborghini Miura S per i Settanta e, infine, un’Alfa Romeo GTV 6 2.5 del 1980. Notevole anche l'aggiudicataria del premio per l'auto più cinematografica, ovvero una splendida Alfa Romeo 1750 Spider Veloce “Osso di seppia” simile alla “Duetto” del film “Il laureato” del 1967. Una Lancia Flavia berlina del 1969 e una Topolino C del 1953, vincitrici rispettivamente del premio di Ruoteclassiche e del premio del pubblico, hanno poi concluso in bellezza la serie dei premi speciali.

Un divertente “ripasso di storia”. In totale le auto in competizione erano una quarantina, con oltre la metà di fabbricazione italiana e molte anteguerra. Sabato sono state esposte in occasione di un défilé di abiti d'epoca, sempre nel bellissimo prato vicino all'ingresso dell'hotel dove sono poi rimaste anche il giorno dopo per la gioia del pubblico. Ognuna è stata descritta nella mattinata di domenica in modo approfondito, spesso anche con aneddoti e curiosità legati alla genesi del modello, durante la consueta sfilata in riva al lago che anche quest'anno ha attirato l'interesse di una folla di curiosi, di appassionati e semplici nostalgici. Il tutto secondo la formula consolidata della manifestazione, che abbina alle auto brani musicali e abiti storici indossati dai proprietari, o da alcune modelle, e presentati dall'esperta di abbigliamento d'epoca Titti Valsecchi. Un tributo all'eleganza in tutte le sue forme e un'occasione di cultura, non solo automobilistica, che vale sempre bene una visita. Tanto più che si svolge in uno degli scorci più incantevoli del nostro Paese, davanti allo scenario unico delle Isole Borromee.

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