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14 febbraio 2018 | di Gilberto Milano

Classiche in calo, c’è il rischio di un nuovo 2008?

Wolf Richter, il provocatorio esperto di finanza internazionale torna a scrivere di auto classiche e nota come un calo delle quotazioni come quello verificatosi negli ultimi due anni non era capitato neppure in occasione della crisi del 2008. Le ragioni però questa volta sono diverse. Più preoccupanti?

Le quotazioni delle auto classiche nell’arco temporale 2015 – 2017 avrebbero incontrato un forte calo, addirittura superiore a quello del panico finanziario legato alla crisi dei derivati del decennio scorso. Torniamo quindi a parlare di Wolf Richter, l'esperto di finanza autore di questa tesi e del quale ci eravamo già occupati in passato per le sue previsioni non molto ottimistiche sul futuro del mercato auto classiche.

Nel suo ultimo post sul tema, riportato sul suo blog, non si usano mezzi termini e con tanto di grafici e dati basati su fonti ufficiali Hagerty si parla di una crisi molto forte. Incrociando i dati del 2015 e 2017, infatti, si registrerebbe un calo del 17% sul biennio, il 7% solo nell'ultimo anno, addirittura superiore nel complesso di un punto percentuale al calo registrato dalle auto classiche in occasione della crisi finanziaria del 2008 (al tempo pari al 16%).

Un dato, secondo Wolf Richter, molto significativo perché il calo arriva nonostante una situazione dei mercati finanziari sia abbastanza florida (vedi la crescita continua dei mercati e le misure come il quantitative easing). Ma ancora più inquietante dal momento che a differenza del 2008, dove il panico aveva fatto da lepre nel ridurre le quotazioni con relativa fuga dagli investimenti determinata dalla crisi dei mutui subprime, oggi le cause che spingono il mercato dell’auto storica al ribasso vanno cercate altrove.

Spiegazioni certe Wolf non ne dà, ma occorre notare che in questa analisi si deve tenere conto del contesto. Ovvero, non si può dimenticare che proprio dal 2009 al 2015, a seguito della grande crisi lo stesso grafico Hagerty che Wolf Richter usa come riferimento, il settore dell’auto da collezione ha segnato una crescita record pari all’84%. Si potrebbe ipotizzare, quindi, che dopo una crescita impetuosa che ha quasi portato al raddoppio dei valori di questo specifico indice, sia in corso quella che gli esperti di finanza chiamano in gergo tecnico "correzione".

Altre ipotesi possono essere legate alle dinamiche del mercato, dei comportamenti di investitori e collezionisti. Alcuni di loro, visti i valori record raggiunti da molti modelli negli ultimi anni, potrebbero aver approfittato del momento per realizzare e attendere poi un ritorno su quotazioni più realistiche prima di tornare ad acquistare.

Sarà infatti interessante monitorare l'andamento del mercato nel 2018, per vedere se continuerà il calo. Nel caso, sarebbe il terzo anno di fila. Nel 2008 bastarono invece due anni per ritornare alla pari con i valori ante crisi.

Luca Pezzoni

TAGS mercato
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