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23 August 2015 | di Redazione Ruoteclassiche

Concorso italiano 2015: l’Italia in vetrina

È la nostra festa. Il Concorso Italiano celebra tutto quello che è Made in Italy e piace in America: la moda, il cibo, le automobili. Tutto è legato al fascino che la nostra terra esercita Oltreoceano, e ai miti che ne vengono celebrati. Ecco perché, malgrado lo sciagurato spostamento di giorno che l’ha portato dal Venerdì al Sabato (facendolo collidere con le corse di Laguna Seca) sponsor e pubblico sono rimasti (quasi) gli stessi.

Nella distesa di Ferrari e Lamborghini moderne e non, alcune centinaia per ogni marchio (nel caso di Dino e 308 si dovrebbe dire modello) spiccava la presenza di alcuni pezzi di assoluto valore e interesse. Il best in show è andato alla Ferrari 250 SWB Berlinetta telaio #2639 GT del 21 Luglio 1961, la diciassettesima prodotta. Originariamente consegnata a Torino, a M. Dall’Orso, con la specifica di portiere e cofani in alluminio, guida a sinistra e rosso con interni (pelle) beige, finisce dopo poco tempo negli Stati Uniti, dove, a seguito di un incidente, viene pesantemente modificata.

Alla fine degli anni ‘60, #2639 GT si presenta con i fari carenati, le luci posteriori della 250 GTL e gli interni di un materiale diverso. Una serie quasi infinita di proprietari americani, ma, a differenza di tante altre Ferrari, rimane con il motore ed il cambio corretti. Un importante restauro, con la certificazione di Ferrari Classiche che ne attesta il ripristino nelle forme corrette ricevuta ad inizio agosto, le permettono il successo al Concorso 2015.

Tra le vetture più belle, la Iso Rivolta Grifo prototipo, telaio #001, da molti ritenuta una delle più spettacolari GT disegnate da Bertone. Ad accompagnarla, l’Ing. Piero Rivolta, che ha presentato, con numerosi aneddoti, il prototipo, la prima Grifo di serie costruita e l’ultima prodotta.

Un’autentica ovazione si è levata quando Valentino Balboni, il mitico collaudatore Lamborghini, si è presentato con una Gallardo “Balboni”, con tanto di targa personalizzata, ed ha cominciato a raccontare la sua “prima volta”, al volante dell’ultima Miura prodotta, come test driver.

Richard Hendon ha portato la sua Dino 246, ed ha vinto il premio come migliore V6. La macchina, ancora con la sua vernice originale, lo splendido Rosso Dino, ha percorso solo 31.243 miglia da nuova, è completamente originale ed è stata acquistata da Hendon 34 anni fa. “L’aveva comprata nuova un mio carissimo amico, ci dice, e, quando ha deciso di venderla, non ho esitato a comprarla. Devo ammettere, però, che non pensavo di tenerla tutti questi anni. In realtà, semplicemente, non ho mai trovato qualcosa d’altro che mi piacesse di più.”

Massimo Delbò

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