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CORPO CELESTE

Ai visitatori del Salone di Parigi era sembrato un meteorite caduto dallo spazio tanto era innovativa la linea della carrozzeria. Per non parlare del materiale scelto per costruirla: l’Elektron, una lega aeronautica. Subito scomparso nel nulla, quel prototipo è stato oggi ricostruito su specifiche originali

Terzogenito e il più dotato tra i quattro figli di Ettore Bugatti, Jean aveva affrontato un duro periodo di apprendistato nell’officina di famiglia, al termine del quale gli venne affidato dal padre il compito di realizzare la “Type 57”, nonché la responsabilità di condurre lo stabilimento in Alsazia.

La concezione della “Type 57”, da molti considerata la vettura più celebre tra quelle prodotte dalla Casa, era interamente nuova, a cominciare dal comando della distribuzione, che adottava due alberi a camme in testa; con una cilindrata di 3257 cm³, la doppia accensione, un carburatore Stromberg e un rapporto di compressione di 8,7:1, quel poderoso 8 cilindri sviluppava 170 CV a 5000 giri/min.

Sul telaio alleggerito e a passo accorciato di una normale “Type 57” (n° 57331), Jean tracciò le linee singolari di una avveniristica coupé aerodinamica, che suscitò enorme clamore al Salone di Parigi dell’ottobre 1935. I visitatori della rassegna ravvisarono in essa una sorta di meteorite procedente da altri mondi: un “aérolithe”, appunto, come l’auto venne battezzata, pare, dalla stampa locale.

L’impulso a proporre una vettura d’avanguardia indusse Jean a ricercare ogni soluzione per realizzare una carrozzeria più leggera possibile; decise di impiegare un materiale esotico come l’Elektron (una lega di magnesio, stagno e alluminio), di norma usato nelle costruzioni aeronautiche, refrattario alle saldature, il che obbligò a costruire l’intera scocca e i singoli parafanghi in due semigusci assemblati a bordi rialzati, ribattuti l’uno sull’altro, mediante 1200 rivetti.

Sembra appurato che la vettura sia scomparsa fra l’aprile 1936 e gli ultimi anni 40, nel periodo in cui la fabbrica di Molsheim fu travolta da difficoltà finanziarie e dagli eventi bellici. Oggi è appena tornata alla ribalta in una rigorosa ricostruzione dovuta all’iniziativa del Dr. Peter Borstel, il quale è partito dall’autotelaio di una “Tipe 57 Stelvio” del 1935 per procedere alla replica – con carrozzeria in alluminio e non in Elektron – dell'”Aérolithe” andata perduta.

Motore Anteriore longitudinale – 8 cilindri in linea – Alesaggio 72 mm – Corsa 100 mm – Cilindrata 3257 cm³ – Potenza 170 CV a 5000 giri/min – Valvole in testa, distribuzione bialbero in testa – Rapporto di compressione 8,7:1 – Un carburatore Stromberg.
Trasmissione Trazione posteriore – Frizione multidisco a secco – Cambio a 4 marce, leva di comando centrale – Rapporto al ponte 11/46 – Pneumatici 5,50×18.
Corpo vettura Coupé 2 posti – Telaio a longheroni con traverse – Sospensione anteriore ad assale rigido, balestre semiellittiche, ammortizzatori a frizione – Sospensione posteriore a ponte rigido, balestre a ¼ di ellisse rovesciata, ammortizzatori a frizione – Freni meccanici a tamburo.
Dimensioni e peso Passo 2980 mm – Carreggiata anteriore 1350 mm.
Prestazioni Velocità massima 190 km/h.

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Categorie: Auto
Tags: bugatti
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