25 aprile 1926, il trionfo della Maserati Tipo 26
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25/04/2026 | di Emanuele Mùrino
25 aprile 1926, il trionfo della Maserati Tipo 26
Alla diciassettesima Targa Florio, dominò l’auto per la quale fu ideato il logo del Tridente, all’epoca nero e al centro di uno stemma bianco rettangolare
25/04/2026 | di Emanuele Mùrino

Era il 25 aprile 1926, una domenica di primavera come tante, ma quell’edizione della Targa Florio, la numero 17, sarà ricordata per sempre in Casa Maserati. Da un lato, le radici storiche: sulla Tipo 26 in gara comparve per la prima volta il logo del Tridente. Dall’altro, i primati sportivi: proprio con quell’auto, Alfieri Maserati trionfò nella classe Grand Prix mettendo la firma Maserati per la prima volta sul gradino più alto in una competizione.

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Emblema di forza e potenza

L’esigenza di un emblema sulla vettura era necessaria per gareggiare, tanto più che la Tipo 26 fu la prima Maserati di nome e di fatto dopo la conclusione della partnership con la Diatto. La soluzione fu trovata in casa: a realizzare il logo pensò Mario, il quinto dei fratelli Maserati. Poco avvezzo al business di famiglia ma più alle arti, frequentava l'Accademia di Brera. Mario si ispirò alla monumentale Fontana del Nettuno a Bologna, città sede della Maserati. Fu così che il Tridente in mano al dio degli abissi, emblema di forza e potenza, divenne il simbolo delle vetture da corsa Maserati. Originariamente, il logo nero del Tridente era posizionato al centro di uno stemma bianco rettangolare. Soltanto in seguito, i colori rossoblù - tipici della città delle due torri -avrebbero ravvivato il logo che assunse poi l’attuale forma ovale.

Downsizing vincente per la classe Grand Prix

A fregiarsi per prima del Tridente, come detto, fu la Tipo 26. Chiamata così dal suo anno di costruzione, l’auto nacque con un obiettivo preciso: correre nella categoria Grand Prix fino a 1.500 cm³ e nelle gare su strada. Dal 1926 al 1932 ne furono realizzati 11 esemplari. La versatilità dell’auto fu chiara fin dalla sua progettazione, in considerazione delle specifiche della classe Grand Prix e per l’impiego nelle corse su strada. Al posto dei consueti due litri, il propulsore era un otto cilindri in linea da 1.492 cm³ sovralimentato, con il peso minimo aumentato da 650 a 700 chili. Il motore era posizionato su un tradizionale quanto leggero telaio a longheroni, realizzati di lamiera stampata con telaio a C. Abbinato a un cambio a tre marce, di origine Diatto, che diventeranno quattro nel 1927, l’otto cilindri erogava una potenza al freno di 120-128 CV e la Tipo 26 poteva raggiungere i 180-200 km/h. Ultimo ma non ultimo, Alfieri Maserati puntò anche all’affidabilità dell’auto: alla testa di alluminio, fu preferita una fusione di ghisa per la sicurezza del funzionamento.

Per la Tipo 26, un successo anche commerciale

Oltre che in gara, le scelte furono premiate anche dal mercato. Dopo che quella Tipo 26 rossa, con il numero di gara 5 sulle fiancate e sulla griglia del radiatore, vinse la Targa Florio, il successo commerciale fu immediato e gli ordini fioccarono da tutta Europa.

Con un’erede più potente: la Tipo 26B

Alla vettura seguì un’evoluzione naturale, la Maserati Tipo 26B. Prodotta in soli 8 esemplari, tra il 1927 e il 1930, fu concepita per le competizioni su strada. Senza i vincoli della classe Grand Prix, adottò un otto cilindri in linea da 1.980 cm³ in grado di erogare 155 CV.

Il Tridente anche in un francobollo del Mimit

La ricorrenza dei cento anni del Tridente è stata di recente arricchita dalla presentazione di un francobollo. Appartenente alla serie tematica “Le Eccellenze del sistema produttivo ed economico”, l’affrancatura emessa dalMinistero delle Imprese e del Made in Italy è frutto di una sinergia a più mani: il progetto grafico è stato realizzato dal Centro Stile Maserati e poi ottimizzato dal Centro filatelico dell’Officina Carte valori e Produzioni tradizionali dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. In primo piano, il francobollo ha l’attuale Tridente che, con il suo design contemporaneo, incarna l’eleganza e lo stile Maserati. Sullo sfondo, a ricordare le origini, un pattern con i Tridenti del 1926 su base blu richiama l’evoluzione dell’emblema. Al centro, tra le parole “Maserati” e “CENTENARIO”, una bandella tricolore orizzontale ricorda l’origine italiana del marchio. Il francobollo, con un valore facciale di 1,30 euro, è destinato all’uso quotidiano e alla diffusione filatelica.

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