Diabolik a Torino: i 60 anni della E-Type e del Re del Terrore - Ruoteclassiche
News
10 December 2021 | di Redazione Ruoteclassiche

Diabolik a Torino: i 60 anni della E-Type e dell’antieroe per antonomasia

Viene inaugurata oggi al Mauto di Torino la retrospettiva dedicata al "Re del Terrore", Diabolik e alla sua inseparabile Jaguar E-Type: una sportiva iconica che, proprio quest’anno ha festeggiato i suoi 60 anni.

I gioielli Jaguar in mostra e Diabolik che trama dietro le quinte. Il Museo Nazionale dell’Automobile festeggia così i sessant’anni della Jaguar E-Type. E, insieme, quello di uno dei fumetti più popolari, che della sportiva inglese fece il suo cavallo di battaglia.
Dal 16 dicembre al 6 marzo 2022 il museo torinese allestirà un omaggio alle regine di Coventry che nel 1961 andarono al debutto al Salone di Ginevra. A celebrarle, tutto intorno, un allestimento dedicato al signore del brivido. Copertine formato gigante dove la Jaguar è padrona, estratti da albi celebri e una sorta di “tutorial” a fumetti per capire come – ancora oggi - nasce una storia di Diabolik. Una galleria ospiterà undici modelli in scala con la super-auto che si trasforma per seminare i poliziotti di Ginko e, come sorpresa finale, torna sotto i riflettori una delle due Fiat 500 “Diabolika” ideate nel 2008 da Studiotorino, con una ricca serie di trovate e gadget ispirate al personaggio.

Tutti alla Mole. Ma l’avventura torinese di Diabolik non finisce qui. In occasione della prima della nuova edizione cinematografica (firmata questa volta dai Manetti Bros.) anche il Museo del Cinema ha aperto i suoi spazi al fumetto. La Mole Antonelliana ospiterà – fino al 14 febbraio - una mostra sul nuovo film, con oggetti, memorabilia e installazioni in virtual reality.

Se lo dice il Drake. Tornando alle auto in mostra al Mauto, si racconta che Enzo Ferrari si lasciò scappare che la nuova Jaguar fosse la più bella auto di serie mai prodotta. Era anche la più veloce, la più famosa e, incredibilmente, la più economica. In Inghilterra costava un terzo di una Ferrari, la metà di una Maserati o di una Aston Martin. Anche per questo se ne vendettero 72 mila, quando a Maranello e dintorni uscivano allora poche centinaia di telai all’anno.
La Jaguar-E era nipote della C -Type e figlia delle D che avevano dominato a Le Mans; ne condivideva il motore, ma su una architettura enormemente progredita. Il vestito era profilato ed elegante come mai. La gestazione era durata cinque anni, con Malcolm Sayer che tracciava le prime linee sulla rivoluzionaria scocca con telaietto anteriore, ideata da William Heynes. Anni d’oro nella nuova fabbrica di Browns Lane, in cui il fatturato si moltiplicò per cinque.

Piccola e diabolica. Per quanto riguarda la più popolare 500 “Diabolika”, questa è un’interpretazione artistica sulla Fiat 500 Sport 100hp. I disegni, tratti da Diabolik, sono tutti originali; le pelli degli interni, stampate in digital printing, riproducono i ritratti del famoso ladro e di Eva Kant. Sulla tendina parasole compare il disegno de “lo squarcio”, sul pomello del cambio la sagoma della mascherina e in alcuni cassetti persino un bottino, tempestato di cristalli Swarovski. Il colore nero opaco, le frecce rosse di Studiotorino, le ruote fuoriserie Borrani e le gomme Pirelli sgorbiate a mano con la mascherina del famoso ladro, la rendono unica.

In partnership. La mostra del Mauto, ideata da Giosuè Boetto Cohen, è realizzata in collaborazione con l’editore Astorina, che da sempre pubblica Diabolik e si avvale del contributo tecnico del Jaguar Drivers Club Italia.

Condividi

Bacheca

COMMENTI