Diritto all'oblio
12 maggio 2018 | di Redazione Ruoteclassiche

604, la grande Peugeot

Con la 604, presentata al Salone di Ginevra del 1975, la Peugeot, nell’ambito di una politica d’espansione della gamma ormai quasi obbligata, torna nel comparto delle ammiraglie dopo quarant’anni.

In un'epoca totalmente diversa e senza l’esperienza tecnica delle sue concorrenti, meno consolidata in questo segmento di mercato, la Casa di Sochaux si muove in un campo minato. La clientela, per un modello del genere, è tutta da ricercare e la crisi petrolifera, che fa sentire ancora i suoi effetti, ostacola in tutta Europa le vendite delle vetture di grossa cilindrata.

L’approccio quindi è prudente, ma non proprio felice; a cominciare dalla scelta del motore, il V6 PRV di 2664 cm³ nato nei primi anni Settanta dall’accordo con Renault e Volvo, che ha un funzionamento atipico, perché inizialmente era stato progettato per essere un V8 e perciò risulta piuttosto “ruvido” nell’erogazione e “vuoto” ai bassi regimi.

Con linee squadrate e semplici, quasi anonime, una lunghezza di oltre 4,70 metri e un peso di 1500 kg, la Peugeot 604 - che non va certo ricordata come una delle migliori creazioni di Pininfarina, stilista per la Peugeot fin dagli anni 50 - è decisamente imponente e trasmette una sensazione di solidità; non manca di una certa eleganza, ma non è in grado di suscitare emozioni.

Nell’abitacolo spiccano il disegno curato e funzionale della plancia e della console, che portano l’illustre firma di Paul Bracq, ma i materiali dei rivestimenti e le finiture non sono proprio all’altezza di un’ammiraglia. Lo spazio per i passeggeri è ai massimi livelli per la classe della vettura, come lo è pure il confort di marcia. Con una potenza di 136 CV, per la versione base, e di 144 CV, per la versione TI dotata di iniezione Bosch K-Jetronic, presentata al Salone di Parigi del 1977, le prestazioni della 604 sono comunque rispettabili e con la trasmissione automatica optional la ruvidità nell’erogazione è mitigata, ma non abbastanza da far rimpiangere la proverbiale “morbidezza” per la quale era stata tanto apprezzata la più modesta 504, la precedente top di gamma della Casa di Sochaux.

Questa prima versione, per certi versi esclusiva e in  taluni Paesi, come l’Italia, penalizzata dal fisco, non riscuote il successo sperato, messa a confronto con concorrenti più attraenti, come la Citroën DS 23, la BMW Serie 5 e la Mercedes-Benz W114; la maggior parte dei clienti, non solo in Italia, preferirà optare per la versione D Turbo, lanciata nel 1979, che monta il primo motore diesel turbocompresso di produzione francese, l’onesto quattro cilindri Indénor di 2304 cm³, che ha una potenza di soli 73 CV, ma è decisamente più elastico e forse è anche più coerente con l’immagine Peugeot.

Solo nel 1985, un anno prima dell’uscita di produzione del modello e in un periodo storico decisamente più florido, le vendite della versione benzina V6 aumenteranno, grazie all’appeal della ottime prestazioni garantite dall’incremento della cilindrata (2849 cm³) e della potenza (165 CV). Ma si tratta del canto del cigno di una vettura che in fondo non aveva mai convinto. Gli esemplari di Peugeot 604 oggi in circolazione sono davvero pochissimi, soprattutto quelli col motore V6, ma pochissimi sono anche coloro che la rimpiangono.

Maurizio Schifano

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