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26 aprile 2018 | di Redazione Ruoteclassiche

“Donna Alfa”, raduno in rosa

Si è svolto sabato 21, in sinergia tra i comuni di Asso, Magreglio e Bellagio, il primo raduno Alfa Romeo completamente al femminile. Organizzato dall’associazione culturale “Camelie, tra lago e monti”, il raduno "Donna Alfa" ha visto impegnate 15 splendide vetture del Biscione guidate da altrettante signore, in un evento organizzato sulle tracce ideali di donne avventurose come la famosa baronessa e pilota Maria Antonietta Avanzo, pioniera assoluta dell’emancipazione femminile e la prima dama ad aver preso parte sia alla Mille Miglia sia alla Targa Florio, oltre ad aver tentato addirittura la qualificazione nel catino ad alta velocità di Indianapolis.

Il ritmo del raduno non è stato certamente paragonabile a quello di queste famose corse e, data anche l’alta temperatura di un’estate anticipata, "Donna Alfa" ha preso da subito il passo di una bella passeggiata a ritmo vacanziero. Dopo essersi lasciate ammirare nell’antica piazza di Asso, le signore si sono mosse tra rombi e saluti attraverso la conca verde che taglia l’Alta Valassina e conduce al paese di Magreglio, un luogo che nella storia dell’Alfa Romeo gioca un ruolo importante. Qui difatti si veniva a riposare l’Ingegner Nicola Romeo dalle fatiche dell’industria e delle gare e qui difatti, davanti all’antica Villa Romeo e lungo la via che porta il suo nome, hanno sfilato le partecipanti al raduno prima di una breve pausa sul colle del Ghisallo.

Sul sottofondo dello scampanio noto a qualunque appassionato di ciclismo, il corteo si è poi mosso verso Bellagio, cimentandosi sui tortuosi tornanti che dalle montagne scendono fino alle sponde del lago. Accolte dalle musiche della famosa Corale Bilacus e dall’ammirazione dei turisti di tutto il mondo, le Alfa Romeo sono state disposte tra la piazza del Borgo e la Riva della perla del Lario. Nel pomeriggio quattro vetture sono state trasferite all’interno dei Giardini di Villa Melzi, dove, prima che scendesse il sipario sulla prima edizione di "Donna Alfa", le linee neoclassiche della villa hanno giocato nel tramonto lacustre un’amichevole partita di stile con il fascino senza tempo delle Alfa tirate a lucido.

Testo di Matteo Sartori, foto di Leda Paleari

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