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19 dicembre 2013 | di Redazione Ruoteclassiche

Dossier Aerodinamica 1909

Una nemica invisibile e dai vortici malefici si oppose alla conquista dele alte velocità: l'aria. Si tentò di aggredirla con la forza dei cavalli, poi si capì che vincerne la resistenza era una questione di forma: occorreva smussare le asperità delle autovetture per arrecarle il minimo disturbo possibile. Semprò una strada imposta dalla fredda logica della fisica. In realtà liberò la fantasia dei carrozzieri, che ne trassero ispirazione per disegnare autovetture sempre più originali ed emozionanti

Blitzen-Benz 1909

Già prima del 1910 la Benz di Mannheim e il suo capo-progettista Hans Nibel ingaggiarono la sfida per la supremazia nei primi Grand Prix automobilistici della storia. Un'ulteriore evoluzione della Benz da Grand Prix, con motore di 21,5 litri e 200 CV, detenne il record mondiale di velocità dal 1909 al 1922, divenendo famosa negli ambienti tecnici e sportivi come la "Blitzen-Benz"; il francese Victor Hémery raggiunse sulla pista inglese di Brooklands la velocità sul chilometro lanciato di 202,691 km/h. Il 16 marzo 1910 l'americano Barney Oldfield guidò la sulla spiaggia di Daytona toccando i 211,977 km/h; un anno più tardi Bob Burman raggiunse i 227,510 km, ma entrambe le velocità non furono omologate a livello internazionale.

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