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30 maggio 2003 | di Redazione Ruoteclassiche

EBBE PER PADRINI DUE FELINI

Il suo battesimo, nel '45, avvenne sotto il segno del leone (fondatore della Casa fu sir Lyons) e del giaguaro (che dette il nome al marchio). In realtà si trattava, pur con qualche modifica, della stessa vettura che aveva debuttato nel '35 come SS. Aveva l'eleganza e l'opulenza di una Bentley, ma costava molto, molto meno.

La prima Jaguar "tutta Jaguar", quella del nostro servizio, esordì nel 1945 e rimase in produzione fino al '48. Presentava in realtà poche modifiche rispetto alla vettura che, con marchio SS, venne esposta al Salone dell'auto di Londra nel 1935. Offriva molto per una vettura che costava un terzo di una Bentley e la metà di una Alvis.

La "2 1/2 Litre" era una signora macchina: cofano lungo, parafanghi sinuosi e coda "guizzante", elementi decorativi di gusto e ben realizzati, interni ricchi di accessori (selleria in cuoio Vaumol, cruscotto e inserti in radica, pavimento rivestito in moquette e "cielo" in tessuto di lana pregiata), strumenti di ottima marca e con grafica elegante. In più c'erano, di serie, l'impianto di riscaldamento, l'accendisigari, i posacenere anteriori e posteriori, i tavolini da picnic, il parabrezza apribile a leva, il tetto scorrevole, il volante e i sedili regolabili. Anche le prestazioni erano adeguate.

Come faceva a costare così poco? Nessun trucco, solo molta abilità nel contenere i costi da parte del costruttore, William Lyons. Questi, entrato nel mondo dei motori nel 1920, in società con William Walmsley si era messo a costruire sidecar (Sidecar Swallow, da cui SS) e successivamente anche modelli a quattro ruote "elaborati" modificando auto di serie. I motori, i telai e i cambi erano forniti dalla Standard, i freni, i ponti e altri componenti da aziende esterne, mentre Lyons curava la carrozzeria.

La SS Jaguar (Lyons scelse il giaguaro tra i nomi di animali propostigli dall'agenzia Nelson) debuttò sul mercato nel 1936 con due motori a scelta: di 1608 e di 2663 cm3. Dopo la guerra, la SS Jaguar tornò in produzione quasi invariata, ma con due novità: il marchio perse la sigla SS per allontanare l'omonimia nazista e il motore venne da quel momento costruito in casa, grazie all'acquisto da parte di Lyons dei vecchi macchinari della Standard.

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