Personaggi
08 agosto 2018 | di Redazione Ruoteclassiche

Enzo Ferrari, a 30 anni dalla scomparsa parla chi l’ha conosciuto (il video)

Il 14 agosto di 30 anni fa moriva Enzo Ferrari, un uomo diventato mito grazie ai successi sportivi delle sue macchine da corsa e alla bellezza inimitabile delle sue vetture stradali. Trent’anni dopo l’alone di leggenda che lo ha circondato in vita continua a non risentire del passare del tempo e la sua fama tra gli appassionati sembra ancora intatta.

Mito e ambasciatore del Made in Italy. Che cosa aveva di così speciale quest’uomo per essere ancora presente nel cuore degli appassionati e per spingere generazioni di studiosi e di scrittori a interessarsi ancora a lui dopo tanto tempo? Lo abbiamo chiesto ad alcuni di coloro che lo hanno frequentato in vita per ragioni professionali sin dagli Anni 50 e ad altri che lo hanno conosciuto nel privato e che ancora oggi sono in grado di raccontare frammenti della sua vita, rivelando anche gli aspetti meno noti della sua controversa personalità.

Che uomo era Enzo Ferrari? Lo abbiamo svelato in un ampio servizio pubblicato su Ruoteclassiche attualmente in edicola. In questo video, le stesse persone che ci hanno trasmesso le testimonianze del loro rapporto con Enzo Ferrari prendono vita e la loro storia assume l’intensità del racconto verità nel quale le parole si trasformano in emozioni e i silenzi in commozione.

Racconto a più voci. Undici interviste che abbracciano gli ultimi quarant’anni di vita di Enzo Ferrari raccontati da chi è stato al suo fianco nei momenti più difficili della sua attività imprenditoriale, da chi è stato depositario di alcuni dei suoi segreti più intimi, da chi ha vissuto fianco a fianco a lui in pista o in officina, da chi ha avuto il privilegio di frequentarlo lontano dall’ufficialità del suo ruolo e da chi lo ha raccontato per immagini o attraverso innumerevoli articoli. Un racconto costruito solo con le loro testimonianze, che formano un ritratto più intimo della persona che ha condizionato il mondo dell’automobilismo per quasi tutto il secolo scorso.

di Alessandro Barteletti e Gilberto Milano

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