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25 settembre 2018 | di Redazione Ruoteclassiche

EuroApe, super festa per i 70 anni dell’Ape

Nessun veicolo commerciale al mondo può vantare una storia come quella dell’Ape. I settant'anni del celebre motofurgone sono stati celebrati ad EuroApe lo scorso weekend, dal 21 al 23 settembre. Ecco le immagini più belle della festa di compleanno a Salsomaggiore Terme.

Per tre giorni Salsomaggioreè stata teatro del raduno EuroApe 2018, un meeting che ha chiamato a raccolta un simpatico e colorato “sciame” di oltre 100 Ape accorse da tutta Europa per festeggiare i settant'anni del modello storico e tenere a battesimo il nuovo Ape 50 Euro 4 e la speciale versione in edizione limitata Ape Calessino 70°.In linea con i valori di Ape, simbolo di operosità, amicizia e vita all’aria aperta, EuroApe 2018 ha accolto la carovana “Ape ronzanti” e gli equipaggi partecipanti al tour solidale “Apeggiando per l’Italia”, un viaggio on the road per la Penisola che terminato proprio a EuroApe.

1948, un’ottima annata. Entra in vigore della Costituzione e l’11 maggio Luigi Einaudi è eletto al quirinale. Gino Bartali conquista per la seconda volta il Tour de France e il Grande Torino di Valentino Mazzola il campionato di calcio di serie A. Ladri di biciclette di Vittorio De Sica vince l’Oscar per il miglior film straniero. Nascono il disco a 33 giri, il transistor, la cibernetica. Per le strade del Bel Paese si vedono circolare sempre più scooter Vespa: la Piaggio arriva a produrne addirittura 19.822, un deciso balzo in avanti rispetto ai 2.464 scooter costruiti nel 1946 (anno di lancio del modello).

Lo scenario dei mezzi da lavoro di Italia. A tre anni dalla fine della Seconda guerra mondiale l’economia italiana si sta rimettendo in moto: l’industria, il commercio e le piccole attività artigianali ripartono faticosamente ma con fiducia ed entusiasmo. Il trasporto delle merci è affidato ancora ai grandi autocarri di derivazione militare o a costosi veicoli commerciali di tipo automobilistico. Nelle città sono ancora diffusissimi tricicli a pedali o carretti a mano: sono questi a ispirare Enrico Piaggio e Corradino D’Ascanio nella progettazione di un motocarro agile e compatto, l’Ape.

Pedina mancante. Malgrado la struttura a tre ruote, l’Ape conserva tutte le caratteristiche meccaniche fondamentali della Vespa: la parte anteriore è la stessa, così come il motore di 125 cm³. Raccontava D’Ascanio, il geniale progettista inventore sia della Vespa, sia dell’Ape: “Si trattava di colmare una lacuna nei mezzi di locomozione utilitaria del dopoguerra, portando sul mercato un motofurgone di piccola cilindrata, di limitato consumo e di modesto prezzo d’acquisto e di manutenzione, facile da guidare, manovrabile nel più intenso traffico cittadino, e soprattutto adatto al trasporto a domicilio della merce acquistata nei negozi”.

La prima evoluzione. Nell’estate del 1952 crescono la cilindrata (ora di 150 cm³) e la portata (fino ad allora era stata di soli 200 chilogrammi). Successivamente viene cambiato anche il pianale, che nel 1954 è realizzato in acciaio: quando tutti questi aggiornamenti vengono portati a termine nasce un nuovo modello, l’Ape C, un minuscolo autocarro capace di caricare fino a 350 chili.

Sempre più grande e versatile. Nel 1958 nasce l’Ape D: dimensioni ancora maggiori, cabina completa di porte, proiettore anteriore montato sullo scudo della cabina anziché sul parafango, cilindrata di 170 cm³. Tutti ormai associano il trasporto leggero a questo tre ruote geniale per contenuti e praticità. L’immagine dell’Ape si sta radicando e, sfruttando appieno le tendenze che si vanno manifestando sul piano sociale e su quello culturale, Piaggio conia lo slogan “Ape, il veicolo che vi aiuta a guadagnare”. L’evoluzione tecnica dell’Ape continua: nel 1961 Ape compie addirittura il “salto” a cinque ruote con il modello Pentarò, un originale veicolo di grande portata (700 kg) sviluppato sull’esempio dei più grandi autoarticolati. Del 1966 è invece Ape MP, la cui cabina intende offrire agli occupanti una migliore abitabilità e un comfort paragonabile ai furgoni di tipo automobilistico. Cresce la cilindrata del motore (sempre a due tempi) che tocca i 190 cm³, ma soprattutto cambiano le soluzioni tecniche e progettuali che rendono il veicolo ancor più razionale. Il motore è installato posteriormente su una struttura a “slitta”, la trasmissione non è più a catena ma diretta sulle ruote posteriori con semiassi, bracci oscillanti in lamiera, molle in gomma ed ammortizzatori idraulici. Nel 1968, con il modello Ape MPV, sull’Ape debutta il volante offerto in opzione rispetto alla guida a manubrio di tipo scooteristico.

Il debutto dell’Apino. Soltanto un anno dopo, nel 1969, una nuova importante nascita: Piaggio presenta l’Ape 50, a suo modo un evento perché è il primo modello della gamma Ape appartenente alla categoria ciclomotori. L’Ape 50 nasce - come spesso è avvenuto nella storia dei prodotti Piaggio - per replicare nel campo del trasporto leggero il successo riscosso tra le due ruote dalla Vespa 50, lanciata nel 1964 a seguito delle nuove normative del Codice della Strada italiano, che impongono la targa ai veicoli di cilindrata superiore.

Rivoluzione Ape Car. Nel 1971 viene lanciato l’Ape Car, un modello che si pone in concorrenza con gli autocarri leggeri ed è caratterizzato da un design estremamente moderno per l’epoca. L’Ape Car si distingue per l’inedita scocca, di maggiori dimensioni, e per la nuova cabina, più grande e confortevole. La guida è a volante; il motore 2 tempi da 220 cm³ è installato sempre posteriormente su una specifica struttura a slitta. Anche la comunicazione pubblicitaria di Piaggio insiste sulla “contiguità” di questo nuovo modello con i veicoli commerciali strettamente derivanti dall’auto.

L’Ape di Giugiaro. L’Ape Car è un successo enorme. Per un nuovo cambiamento tecnico-progettuale di eguale portata occorre attendere il 1982, anno di nascita dell’Ape TM. Il veicolo è completamente nuovo: Giorgetto Giugiaro ripensa la cabina dando forma a un cruscotto di tipo automobilistico. Nuove anche le sospensioni, indipendenti a bracci oscillanti, con tamburi freno in lega leggera, e le ruote da 12 pollici. Ape TM è uno dei veicoli della gamma Ape di maggior successo grazie alle sue caratteristiche di robustezza e alle prestazioni brillanti.

Arriva il diesel. Sebbene il motore due tempi sia ancora il cuore pulsante di Ape, i tempi sono maturi per l’arrivo di nuove motorizzazioni. Nasce così, nel 1984, il primo Ape con motore a gasolio. Ape Car Diesel è equipaggiato con una nuova motorizzazione Diesel 422 cm³ con cambio a 5 marce. Un motore anch’esso rivoluzionario, visto che è il più piccolo Diesel a iniezione diretta del mondo. Due anni dopo, nel 1986, Ape conquista il record di portata con la versione Max che può trasportare fino a 9 quintali di merce.

Largo ai giovani. Un’altra declinazione dell’Ape - questa volta non nel mondo delle quattro ruote, ma nell’universo giovanile - si registra a metà degli anni 90. È il 1994 quando viene lanciata la fortunata serie speciale Ape Cross che conosce un successo commerciale per certi versi inaspettato. Derivato dall’Ape 50, l’Ape Cross si rivolge ai numerosi ragazzi che utilizzano l’Apino come veicolo alternativo alle “due ruote”: è equipaggiato con un roll-bar, un comodo e capiente bagagliaio dietro alla cabina ed è offerto in colori giovani e brillanti rispetto al resto della gamma.

L’Ape oggi. Nel 2007 debutta il Calessino che, coi suoi dettagli in legno, le cromature e l’elegante livrea blu vintage, richiama i modelli del passato. Il mito “Ape” vive ancora oggi: nel 2017 il Gruppo ha venduto circa 200.000 Ape, confermando la leadership nel segmento trasporto merci del mercato indiano con una quota del 48,8%. L’Ape è oggi disponibile, per il mercato europeo, nelle versioni 50 cm³ benzina, Ape Classic 435 Diesel e nella serie speciale Calessino 200 cm³.

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