Auto
17 July 2020 | di Giancarlo Gnepo Kla

Ferrari 308: da Maranello a Hollywood

La Ferrari 308 e le sue derivate sono tra i modelli più famosi e apprezzati del Cavallino. Lanciata nel 1975 e prodotta per 10 anni, la “piccola” di casa Ferrari è divenuta particolarmente nota grazie al telefilm “Magnum P.I.”

La Ferrari 308 GTB berlinetta GTB e la variante “Targa” 308 GTS (presentata nel 1977) sostituivano la Dino 246 configurandosi come il modello d’accesso all’esclusivo mondo Ferrari. La Ferrari 308 GTB venne presentata al Salone dell'Automobile di Parigi nel 1975 e rappresentava una proposta più sportiva rispetto alla granturismo Dino 308 GT4 2+2 disegnata Bertone. Lo stile della 308 GTB è opera di Leonardo Fioravanti in forza al Centro Stile Pininfarina, la stessa mano che aveva curato alcune delle Ferrari più celebri prodotte fino ad allora: la 365 Daytona, la Dino e la Berlinetta Boxer. La 308 si riallacciava a questi modelli in contrapposizione alla GT4 sviluppata da Bertone. I modelli GTS erano caratterizzati dal tetto rimovibile con finitura nera satinata, che poteva essere riposto in un rivestimento in vinile dietro i sedili quando non era in uso. Fino al giugno del 1977, la Ferrari 308 sebbene costruita dalla Carrozzeria Scaglietti, aveva la carrozzeria interamente realizzata in plastica rinforzata con vetroresina (o PRFV). Ciò garantiva un peso molto contenuto, 1.050 kg. Successivamente venne adottata una più tradizionale scocca in acciaio che si tradusse in un inevitabile aumento di peso complessivo (circa 150 kg).

La tecnica. Le nuove 308 riprendevano 246 l’impostazione 2 posti a motore centrale della Dino 246, ma erano spinte in questo caso da un motore V8 in luogo del 6 cilindri a V. Il motore indicato come “F106 AB V8” era equipaggiato con quattro carburatori Weber 40DCNF che nei modelli europei sviluppavano 252 CV a 6600 giri (limite a 7700 giri), mentre per le versioni americane la potenza scendeva a 237 CV a causa dei dispositivi per il controllo delle emissioni. Questo V8 prevedeva un angolo di 90 gradi tra le bancate, con due alberi a camme in testa azionati da una cinghia per ogni bancata. L’unità era montata trasversalmente in abbinamento ad un gruppo trasmissione di tipo transaxle, montato dietro al carter del motore. Tutti i modelli erano equipaggiati con un cambio manuale sportivo "dog leg" a 5 marce con prima in basso a sinistra e differenziale autobloccante. Le vetture europee utilizzavano poi la lubrificazione a carter secco, mentre quelle destinate al mercato americano, australiano e giapponese erano dotate di una più convenzionale a carter umido ripreso dalla GT4. Come ci si aspetta da una Ferrari, la 308 era capace di prestazioni molto elevate per l'epoca: raggiungeva una velocità di punta pari a 252 km/h e copriva lo 0-100 in 6,5”.

Niente servosterzo. I modelli 308 GTB/GTS e GT4 erano meccanicamente simili e condividevano con la Dino originale. Tuttavia la GT4 - essendo una 2+2 aveva un passo più lungo: dal punto di vista telaistico la Ferrari 308 riprendeva la stessa piattaforma con telaio tubolare della Dino 308 GT4, accorciata per l’assenza dei sedili posteriori. Le sospensioni della Ferrari 308 erano a ruote indipendenti, costituite da doppie forcelle, molle elicoidali coassiali e ammortizzatori idraulici, dotate di barre antirollio su entrambi gli assi. Di serie a i freni a disco ventilati sulle quattro ruote. Lo sterzo era di tipo a cremagliera senza servoassistenza: a quei tempi il servosterzo era appannaggio delle auto di lusso, in quanto i dispositivi idraulici dell’epoca spesso compromettevano la precisione del comando. Sulle vetture di prestigio era una sbavatura accettabile visto che il comfort aveva la priorità, mentre su una sportiva veniva posto l’accento sulla miglior precisione di guida possibile.

Le novità. Nel 1980 Ferrari propose anche l'iniezione meccanica Bosch K-Jetronic, nascono così le 308 GTBi e GTSi. Pensate espressamente per la riduzione delle emissioni inquinanti, queste versioni videro un sostanziale calo di potenza: 211 CV per i modelli europei e 202 per i modelli “federelizzati” (Usa, Australia e Giappone). Sui modelli a iniezione era prevista anche l'accensione elettronica Digiplex sviluppata dalla Magneti Marelli. Le uniche differenze estetiche rispetto alle 308 a carburatore riguardava la diversa disposizione di alcuni indicatori interni. Al Salone dell'Automobile di Parigi del 1982, Ferrari svelò la 308 “quattrovalvole”, partendo dalla GTB e GTSi la principale novità riguardava l’introduzione delle quattro valvole per cilindro che spinsero la potenza fino a 240 CV: un valore più vicino a quelle delle prime 308 a carburatore e che ripristinò in massima parte le prestazioni sacrificate dall'apparecchiatura di controllo delle emissioni dei precedenti modelli a iniezione. I nuovi modelli si riconoscevano per lievi aggiornamenti estetici. A richiesta, come per le versioni precedenti erano disponibili i cerchi in lega da 16” Speedline con pneumatici Pirelli P7.

Iva pesante. Nel 1980 al Salone dell’automobile di Torino venne presentata anche la versione da due litri della 308, la 208: disponibile come sempre nelle varianti GTB e GTS. Questi modelli erano destinati principalmente al mercato italiano, dove le auto con motori superiori ai 2 litri erano soggette all’IVA “pesante”, il 38% invece del 18%. La 208 GTB/GTS sostituì le omologhe 208 GT4 2+2 della gamma Dino. Con un alesaggio a 68,8 mm e una cilindrata totale di 1.991 cc quello della Ferrari 208 è uno motori V8 più piccoli mai prodotti. Alimentata da quattro carburatori Weber 34 DCNF, raggiungeva una potenza di soli 153 CV. Alla luce delle prestazioni inferiori rispetto a quelle degli altri modelli, tra il 1980 e l’81 ne sono state prodotte soltanto 300 (160 GTS e 140 GTB). Nel 1982 la Ferrari 208 venne quindi sostituita da una nuova versione con motore turbo e iniezione: la 208 GTB Turbo, presentata come di consueto al Salone dell'Automobile di Torino. Si trattava di una primizia assoluta in quanto era la prima Ferrari stradale turbocompressa. La versione 208 GTS Turbo venne introdotta un anno dopo, nel 1983.

Arriva il turbo. Come la 208 originale, questo modello era pensato per il mercato interno. La Ferrari 208 Turbo riprendeva l’unità di base della 208 abbinata in questo caso ad un turbocompressore KKK K26 con valvola wastegate, iniezione Bosch K-Jetronic e accensione elettronica Magneti Marelli. Lo sviluppo del sistema turbo venne fortemente influenzato dalla contemporanea Ferrari 126 C2 impegnata nel Campionato di Formula Uno. L'induzione forzata consentì di guadagnare oltre 60 CV, portando la potenza complessiva della 208 Turbo a 217 CV, erogati a 7000 giri/min. La 208 Turbo raggiungeva così i 240 km/h e accelerava da 0 a 100 km/h in meno di 7”, avvicinandosi alle prestazioni della 308 Quattrovalvole. Esteticamente era riconoscibile per le prese d’aria NACA davanti alle aperture del passaruota posteriore, fessure per il raffreddamento supplementari e per la targhetta "turbo" sul retro. Nel 1986 le 208 Turbo furono sostituite dalle 328 GTB/GTS Turbo basate sulla 328, evoluzione della 308.

Le competizioni. La Ferrari 308 venne impiegata anche nelle competizioni: a partire dal 1978 la Michelotto Automobili realizzò diversi esemplari della 308 GTB per gareggiare nelle competizioni rallistiche. La Michelotto realizzò anche una versione per le gare del campionato IMSA, denominata 308 GT/M, dotata di 370 CV e con particolari derivati dalla Formula 1. Nel biennio 1980-81 Carlo Facetti e Martino Finotto, consorziati nella "Carma" realizzarono una vettura "Gruppo 5" con motore biturbo. La vettura partecipò a varie gare di durata nel 1981, ottenendo il record sul giro in gara alla 24 Ore di Daytona. La vittoria più importante della 308 fu quella al Tour de France Auto del 1982, conquistata dalla vettura del team Pozzi, del famoso importatore francese di Ferrari Charles Pozzi. Lo stesso anno Tonino Tognana vinse il Campionato Italiano Rally alternandosi alla guida di una 308 e di una Lancia 037.

La chiamavano supercar. A partire dalla Ferrari 308 venne sviluppata anche la spettacolare 288 GTO. Introdotta nel 1984 è considerata la prima vera supercar Ferrari. La 288 riprendeva lo stile generale dalla 308 GTB quattrovalvole alimentata da un simile V8 da 2,8 litri, ottenuto con un alesaggio più piccolo e dotato di doppio turbocompressore IHI e doppio intercooler. La Ferrari 288 GTO superava la soglia dei 400 CV e a metà anni 80 era tra le poche vetture di serie capace di abbattere il muro dei 300 km/h.

Una vera star. La Ferrari 308 è stata resa famosa dal telefilm Magnum, P.I. con Tom Selleck. Nelle otto stagioni (1980-88) sono state utilizzate diverse Ferrari 308 GTS, una nuova per ogni stagione (rispettivamente 308GTS, GTSi e quattrovalvole). Tutte caratterizzate dalla targa “Robin 1”, gran parte di queste sono state vendute all'asta dopo le riprese. Ma la Ferrari 308 ha fatto bella mostra di sé in molti altri film, come in “Cannonball Run” del 1981, dove viene guidata da due star del calibro di Dean Martin e Sammy Davis Jr. Con oltre 10 mila esemplari realizzati, la Ferrari 308 e le sue evoluzioni sono considerate tra i modelli di maggior successo di Casa Ferrari. Fino a pochi anni fa era possibile entrare in possesso di una 308 a cifre ragionevoli, ma se il budget lo consente, oggi l’acquisto di una Ferrari 308 rappresenta non solo un buon investimento, ma anche un buon debutto nel mondo esclusivo delle Ferrari “classiche”.

Condividi
COMMENTI