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04 gennaio 2016 | di Redazione Ruoteclassiche

Ferrari a Piazza Affari: c’era anche una storica

La Ferrari debutta a Piazza Affari e il Cavallino, sullo sfondo di palazzo Mezzanotte, ricorda scenografie più da Concorso d'Eleganza che da finanza. Una data per certi versi "storica" anche questa del 4 gennaio 2016 che fa seguito alla quotazione alla Borsa di New York (NYSE) dello scorso autunno.
A fare da padroni di casa rappresentanti delle istituzioni, azionisti come John Elkann (Presidente di FCA) e manager come Sergio Marchionne in veste di presidente del Cavallino. Presente anche chi come Piero Ferrari, figlio di Enzo, rappresenta la continuità tra un sogno nato familiare e diventato globale, e ora sbarcato nella finanza con "multipli" da settore moda più che da azienda automotive. Fatto che testimonia una volta di più l'unicità del brand Ferrari, indipendentemente dagli alti e bassi di una giornata che ha visto il listino milanese risentire delle battute di arresto dei mercati asiatici ed europei.
C'è stato spazio però anche per le "belle macchine", oltre che per la finanza. Esposta all'ingresso di Piazza Affari tutta la gamma attuale del Cavallino e la monoposto da Formula 1. Un modellino in scala della monoposto è stato regalato al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che non è mancato ad un appuntamento chiave per il Made in Italy di successo nel mondo. Non poteva mancare la testimonianza storica della Ferrari: esposta all'interno nel parterre di Palazzo Mezzanotte, giustamente protetta dagli agenti atmosferici, c'era una sola "antenata" ma davvero significativa: la Ferrari 125 S del 1947. Ovvero la prima vettura a portare le insegne del Cavallino.
L'esordio nelle competizioni non fu dei migliori, con un ritiro per guasto alla pompa del carburante sul circuito di Piacenza. Ma ma nelle successive 13 partecipazioni arrivarono sei vittorie. L'auto fu poi ricostruita con materiali originali nel 1987, a 40 anni dall'esordio, e ora, quasi settantenne, ha fatto da madrina alla quotazione del titolo a Piazza Affari.
Luca Pezzoni
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