Auto
18 May 2020 | di Andrea Zaliani

Ferrari F430: nel segno dell’otto (cilindri)

Con la F430, il Cavallino Rampante dà il via a una famiglia di sportive a motore centrale di nuova concezione, sviluppate grazie al prezioso contributo della Gestione Sportiva, la divisione impegnata nelle competizioni. Molte soluzioni adottate dal modello, infatti, derivano dalle corse

La sua storia prende forma concretamente nel 2004, in seguito al debutto ufficiale in società. Chiamata a sostituire la 360 Modena, la F430 presenta molte caratteristiche innovative. La più evidente è la presenza sul volante di un manettino che permette al conducente di regolare diversi settaggi dell’auto, come per esempio il controllo elettronico della trazione, il differenziale elettronico e la taratura delle sospensioni. L’esperienza delle corse si riflette poi sul propulsore, un V8 di 4.3 litri con 490 cv, sul cambio sequenziale a sei rapporti e sull’aerodinamica, che impiega un fondo piatto ispirato a quello delle monoposto. In altre parole, la supercar italiana mette insieme un esplosivo mix di soluzioni tecniche molto raffinate, che promettono di fare faville ed entusiasmare chiunque la guidi.

Abito atletico. Le accattivanti forme sono il frutto di un minuzioso studio, la cui finalità principale è quella di combinare con maestria l’eleganza alla funzionalità. Sì, perché oltre ad apparire bello l’abito della Rossa deve vestire alla perfezione un corpo atletico, esaltandone al meglio il carattere dinamico: la linea della F430, disegnata dalla Pininfarina, è sviluppata attorno ai contenuti tecnici.

Aerodinamica corsaiola. Una tesi avvalorata dal fatto che, sulla F430, il lavoro di progettazione e di studio in galleria del vento è stato svolto seguendo gli stessi criteri utilizzati per i modelli di Formula Uno. Il carico aerodinamico prodotto dalla F430 raggiunge valori deportanti incrementati del 50% rispetto alla 360 Modena, esaltando in tal modo la stabilità alle alte velocità e la sicurezza attiva del veicolo.

Dettagli funzionali. All’atto pratico risulta indubbiamente interessante il frontale, caratterizzato da due grosse prese d’aria di forma ellittica; la forma prende spunto dai dettagli delle Ferrari da competizione del ‘61, campioni del mondo Formula Uno con Phil Hill. Non mancano neppure degli sfoghi d’aria particolarmente pronunciati, alle estremità del paraurti, progettati per smaltire in maniera ottimale parte del calore proveniente dal radiatore. Spostando lo sguardo sulle fiancate, una delle principali peculiarità è rappresentata dalle marcate prese aria, necessarie per far respirare adeguatamente il motore. Al posteriore, oltre ai quattro terminali di scarico sportivi, spiccano il nolder –deflettore posto sul cofano- e il diffusore particolarmente elaborato e aggressivo. Egregiamente curato e rifinito in ogni dettaglio, come da tradizione per il brand, l’abitacolo è votato alla massima razionalità. Il posto di guida è stato studiato con la massima attenzione, al fine di permettere al conducente di avere a portata di mano i vari comandi della strumentazione.

Caratteristiche tecniche. Il telaio impiega uno space frame di alluminio, con pannelli di lega leggera. Il motore è centrale e longitudinale; il cambio è in blocco col propulsore. Nel dettaglio, il cuore della F430 è un nuovo V8 di 90°, caratterizzato dalla classica architettura degli otto cilindri Ferrari con albero piatto (180° tra le manovelle) ma con una struttura completamente nuova rispetto alla 360 Modena. Di prim’ordine i suoi dati caratteristici: eroga 490 cv e 465 Nm, sufficienti a garantire un’archiviazione dello sprint da 0 a 100 km/h in quattro secondi e una velocità di punta superiore ai 300 km/h. Il cambio a sei marce può essere manuale o elettroattuato, mentre il differenziale e-Diff a controllo elettronico ha taratura variabile. Last but not least l’impianto frenante adotta dischi carboceramici, con pinze a sei pistoncini all’avantreno.

Ad ogni guida, la sua modalità. Esattamente come in una vettura di Formula Uno, la possibilità di modificare la dinamica della F430 avviene attraverso uno specifico selettore sul volante, il manettino. In particolare, col manettino è possibile gestire le applicazioni elettroniche legate all’assetto, al controllo di stabilità e di trazione, in modo semplice e rapido. Le impostazioni sono cinque, suddivise in ordine crescente di sportività: Ice, Bassa aderenza, Sport, Race e CST. Quest’ultima rappresenta la posizione in cui il Controllo di Stabilità e Trazione viene disattivato. La stabilità della vettura non è più controllata in alcun modo ma è completamente nelle mani del guidatore. Gli unici ausili ancora attivi sono quelli che comunque non hanno la possibilità di essere disinseriti, come il controllo elettronico di ripartizione della frenata e l’Abs.

Bella da guidare, ad ogni andatura. Impegnata da Quattrorute a Vairano, nel 2005, la Ferrari F430 si è comportata molto bene in pista. A conferma di ciò il tempo sul giro messo a segno: 1’19”307, all’epoca secondo solo a quello fatto registrare dalla Porsche 911 GT2 (1’18”992). Se le valutazioni decisamente positive in pista erano prevedibili, risulta interessante anche la valutazione della vettura su strada. Stando a quanto riportato dal collega giornalista “il piacere di guida è assoluto anche quando si viaggia con un filo di gas, ascoltando l’otto cilindri che sale e scende repentinamente di giri cambiando di tonalità quando, tra i 3500 e 4500 giri/min, si attiva la seconda linea di scarico, giocando con il cambio che, con la facilità più assoluta, seleziona un rapporto dopo l’altro raccordando perfettamente il regime del motore in fase di scalata”. Una descrizione completata con la giusta osservazione che “i limiti di tenuta sono talmente elevati da non essere neppure lontanamente avvicinabili su strada aperta. Pertanto la sensazione di sicurezza è totale mentre lo sterzo dà sempre la precisa sensazione di quello che sta succedendo sotto le ruote”.

Veloce anche in acqua… Nel corso della sua carriera la F430 ha ottenuto molteplici riconoscimenti e soddisfazioni agonistiche (e non). Forse, non tutti ricordano che il suo palmares vanta anche due particolari record acquatici. Nel 2007, infatti, Eugenio Molinari ha stabilito due record mondiali di velocità sulle acque del Lago di Como, con un'imbarcazione equipaggiata dal motore della Ferrari F430. I primati sono stati ottenuti nelle categorie Endurance Gruppo B classi S1 e S2, rispettivamente dedicate a barche di tipo Granturismo con un peso minimo, compreso pilota e carburante, di 1100 kg e 1450 kg, alla media di 123,288 km/h e 122, 035 km/h sul chilometro lanciato. Così come la barca il motore era rigorosamente di serie, semplicemente marinizzato per l'occasione.

Condividi
COMMENTI