Ritrovamenti
19 April 2020 | di Giancarlo Gnepo Kla

Fiat 600T Fissore: nuova vita di un pulmino

Giorgio Avola è un giovane lettore di Ruoteclassiche, uno schermidore olimpionico con una passione innata per i motori. Vogliamo condividere con voi la bella storia del suo pulmino, un rarissimo Fiat 600T Fissore.

Giorgio vive tra gare e allenamenti con la squadra, ma non mancano i momenti in cui si dedica anche ai motori: “Ho il privilegio di vivere grandi emozioni, mi piace sporcarmi le mani! Bulloni, carburatori, bielle, olio bruciato.” - Sono un nostalgico – continua, “Mi appassiona l’odore della storia, della nostra storia: abbiamo la responsabilità di custodirla e proteggerla”. Dallo scorso dicembre Giorgio è anche proprietario di un Fiat 600T con carrozzeria Fissore immatricolato nel 1969. Oggi questo modello è praticamente introvabile, differiva dalla versione "di serie" essenzialmente per il tetto, leggermente diverso (con scanalature longitudinali e non trasversali) e per la presenza delle doppie porte anche sul lato sinistro: una bella comodità su un veicolo da trasporto passeggeri.

Un po’ di storia. Nello stesso anno del lancio del Fiat 600T (1962), la Carrozzeria Fissore inaugurò i nuovi stabilimenti a Savigliano (Cn), una realtà che dava lavoro a 200 addetti. La produzione si aggirava sulle 50 vetture al mese, suddivise in varie categorie di modelli speciali, realizzati principalmente su telaio Fiat: veicoli commerciali e pubblicitari, piccole fuoriserie coupè e cabriolet, giardinette e ambulanze. Il Fiat 600T rientrava in quest' ultimo dei settori produttivi. Le ambulanze Fissore erano realizzate anche su base Fiat 1100H, 1200, 1800-2100-2300 e sul furgone 1100T (in base alle varie esigenze degli enti committenti). L'esemplare in questione prevedeva invece la configurazione pulmino 8/9 posti.

Mentite spoglie. Il Fiat 600T di Giorgio Avola è un seconda serie, prodotto a partire dal 1964 (mascherina rettangolare, fanali posteriori più grandi e allungati), uguale al fratello maggiore "850T", che ha affiancato e poi sostituito il 600. La scocca del Fiat 600T, nel 1966 venne ripresa dalla Carrozeria Fissore per un progetto commissionato dalla società spagnola "Barreiros Diesel": un veicolo industriale leggero su base Simca 1000 Barreiros con il corpo vettura 600T e frontale modificato.

40 anni di solitudine. La storia di questo esemplare inizia nel 1970, acquistato in una piccola concessionaria a Modica (Rg) viene utilizzato fino al 1978, quando, a causa dei frequenti problemi di surriscaldamento, viene letteralmente murato all’interno di una costruzione a Marina di Modica. Per più di quarant’anni il pulmino è rimasto incapsulato tra quelle 4 mura, ma quando la costruzione è stata abbattuta, il protagonista della nostra storia riemerge e il figlio del vecchio proprietario inserziona il mezzo. Giorgio non resiste, è il primo ad arrivare: per un attimo il tempo sembra essersi fermato al 1978. “L’emozione è stata fortissima, un time capsule incredibile!” Il Fiat 600T aveva ancora i suoi pneumatici dell’epoca, il tachimetro è fermo e segna soli 43000km. Suoi, originali.

Patina mon amour. C’è del romanticismo nelle sue parole, una sfumatura tipica di chi vive nel nome di una (o più di una) grande passione: “La vernice porta i segni di un tempo infinito trascorso in solitudine, c'è qualche macchia di ruggine, ma nulla che mi possa spaventare”. Per quanto posso capire, Giorgio non sarebbe andato via di lì a mani vuote. Le condizioni, per un mezzo commerciale dell’epoca, sono straordinarie: “Il sapore del conservato e i segni del tempo sono il regalo più bello che un mezzo di 50 anni possa farmi”. E come dargli torto! La patina, quell’odore che hanno solo le vecchie auto rappresentano un piacere inebriante per noi appassionati.

La rinascita. Con le sue doppie porte con apertura a libro su entrambi i lati è verosimilmente l’unico esemplare di Fiat 600T “Fissore” sopravvissuto, tutti gli altri sono stati sostituiti con i più moderni Fiat 850 e decimati dalle varie campagne di rottamazione. La passione di Giorgio Avola ha consentito di salvare questo “viaggiatore del tempo” che nei mesi scorsi è tornato a scorrazzare tra gli scorci barocchi dell’ incantevole Val di Noto: tra il profumo del mare e i giardini di Arancio che colorano le campagne. E a proposito di Barocco, come puntualizza Giorgio “Questo termine, nel suo significato più profondo vuol dire rinascita!”.

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