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02 April 2021 | di Alfredo Albertini

Fiat 850 Coupé: eri piccola, veloce e piacevi a tutti

Era il 1971, esattamente cinquant'anni fa, quando esordì a Ginevra la terza e ultima serie della fortunata Fiat 850 Coupé. Un modello nato nel 1965 e disegnato dal Centro Stile della Casa torinese. Le sue buone prestazioni, la linea piacevole, i consumi contenuti e il prezzo concorrenziale ne fecero un modello desiderato non solo dai più giovani ma persino dalla duchessa di Kent.

In questi giorni di mezzo secolo fa le concessionarie Fiat iniziano a ricevere i primi esemplari della rinnovata 850 Coupé, presentata poche settimane prima. Per la verità, le modifiche sono di poco conto e riguardano il frontale, che vede una differente collocazione dei fari interni e la parte centrale del muso sporgente al punto da aumentare la lunghezza di tre centimetri. Viene eliminata la”V” al centro e lo stemma Fiat circolare con l'alloro ne prende il posto. I proiettori interni in realtà sono anche posizionati un po' più in alto per rispondere alle nuove normative richieste dai mercati di esportazione. Per il resto non cambia nulla rispetto alla seconda serie introdotta nel marzo del 1968. Rimarrà in listino pochi mesi e sarà sostituta verso la fine del 1971 dalla 128 Coupé.

Design di Boano. La carriera della 850 Coupé si sta avviando infatti alla fine e si concluderà dopo 384.906 esemplari prodotti, di cui poco meno della metà appartengono alla prima serie. Questo anniversario ci offre lo spunto per ripercorrere la storia di questa piccola coupé, la cui linea, come abbiamo accennato, è opera del Centro Stile Fiat, allora diretto da Gian Paolo Boano, figlio dell'ex-capo progettista della neonata Pininfarina, passato poi alla Ghia e fondatore nel 1954 dell'omonima carrozzeria. Ricorda l'ingegner Dante Giacosa, il celebre progettista di modelli di grandissimo successo come la Topolino, la 500 e la 127: “Non disponevamo allora di quei miracolosi congegni elettronici con i quali oggi si tracciano direttamente sulla carta i profili delle forme di gesso. Le misure erano prese dal disegnatore specializzato punto per punto con un meticoloso e paziente lavoro di precisione. Per guadagnare tempo non v'era altra alternativa che prolungare l'orario di lavoro mattino e sera fino a quando la stanchezza diventava insopportabile”. Un sacrificio che dava però i suoi frutti al punto che lo stesso Giacosa aggiunge: “La carrozzeria coupé della 850, merito dei Boano padre e figlio, è una delle più belle costruite dalla Fiat”.

La famiglia 850 si amplia. La prima serie della Coupé debutta nel marzo del 1965, a Ginevra, insieme alla Spider di Bertone. Il motore ha la stessa cilindrata della berlina, 845 cm³, ma la potenza sale da 37 a 47 CV Din, vengono montati i freni a disco anteriori, cambiato il rapporto al ponte e montati cerchi un po' più larghi. L'abitacolo è gradevole, con il volante sportivo, i doppi strumenti circolari, la fascia in legno per il cruscotto. Nel corso della prova su strada pubblicata a maggio del 1965 Quattroruote raggiunge una velocità di 139,190 km/h, ben più dei 135 km/h dichiarati. Da fermo a 100 km/h il cronometro si ferma a 18,5 secondi e il chilometro con partenza da fermo è percorso in 39,45 secondi. La rivista concede un bel dieci alla velocità, ai freni e al motore; nove all'estetica, alla marcia in salita, al consumo e al cambio. Meno bene il grado di finitura, l'assetto di guida e la visibilità, che prendono sette. Critiche alla pedaliera scomoda, al bagagliaio piccolo e allo scarso spazio per i passeggeri che siedono dietro.

Piace alla nobiltà inglese. La nuova sportiva torinese fa ben presto tendenza, al punto che la duchessa di Kent ne acquista una nel 1967, come ricorda il quotidiano La Stampa sull'edizione del 29 settembre di quell'anno: “La graziosa duchessa di Kent, 34 anni, ha acceso la stizza dei fabbricanti britannici di automobili. Un intraprendente fotografo ha scoperto che la sposa del cugino di Elisabetta ha comprato di recente una vettura per suo uso personale: ma non una made in England, bensì una Fiat 850 Coupé. Informato dalla stampa della scelta, un portavoce della Society of Motor Manufacturers and Traders (l'associazione che raggruppa i produttori e commercianti di autoveicoli, ndr) ha dichiarato: 'Noi sempre speriamo, e ci aspettiamo, che la famiglia reale e le ambasciate inglesi all'estero usino macchine britanniche. È veramente farsesco che ricorrano a vetture straniere. Invece, la duchessa di Kent ha voluto un'auto italiana e, cause le alte imposte locali, l'ha pagata 770 sterline, pari a un milione 347 mila lire'. La foto ce la mostra con un cagnolino al guinzaglio nell'atto di salire sulla macchina a Chelsea, il quartiere di Londra”.

Seconda serie. Tre anni dopo, a marzo del 1968, arriva la seconda serie, che prende il nome di 850 Sport Coupé. La novità principale è costituita dal motore di 903 cm³ con 52 CV Din che permette un sensibile miglioramento delle prestazioni con una velocità massima che supera i 145 km/h. Le gomme diventano radiali e sono ora di misura maggiore, l'alternatore prende il posto della dinamo. Anche la linea viene rivista, pur conservando intatta la fisionomia generale: sono aggiunti i fari interni di profondità, i paraurti vengono completati dai rostri gommati verticali e le luci di posizione rettangolari sono poste sotto quelli anteriori, i fanalini posteriori circolari sono doppi e la coda termina con uno spigolo che dà vita a un accenno di spoiler. All'interno è migliorata l'insonorizzazione, ci sono la moquette e una console centrale, il volante ha la corona in legno con razze forate.

Coupé con poche rivali. Vediamo ora i prezzi nel 1971. La versione rinnovata costa 1.100.000 lire, 230.000 lire in più della 850 Special berlina. Di fatto non c'è una vera e propria concorrente sul mercato, la clientela potenziale però poteva trovare un'alternativa nei modelli che allora facevano moda, come l'Autobianchi A112 (980.000 lire), l'Innocenti Mini Minor Mk3 (998.000 lire) o la ben più brillante Mini Cooper Mk3 (1.307.000 lire). Le uniche coupé “piccole” erano la Daf 55 1100 (1.240.000 lire), la Simca 1200 S (1.559.000 lire) e la Skoda S 110 R 1100 (1.185.000 lire). Attualmente la Fiat 850 Coupé, secondo Ruoteclassiche, ha una quotazione in A+ di 10.500 euro per la prima serie e di 9.000 euro per le altre serie.

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