Auto
16 September 2019 | di Andrea Zaliani

Fiat 850, la moderna utilitaria di Dante Giacosa

In Fiat mancava il budget per realizzare un’utilitaria completamente nuova, così Dante Giacosa aguzzò l’ingegno e dalla base datata della 600 inventò la 850. Un’auto di grande successo

Nei primi anni Sessanta la Fiat domina il mercato italiano, con oltre il 70% delle immatricolazioni. Forti delle vendite ottenute, i dirigenti del marchio optano per una politica non molto lungimirante: dedicarsi prevalentemente alla monetizzazione dei modelli esistenti, senza investire in maniera adeguata sul futuro. In questo contesto nasce la Fiat 850. Dante Giacosa insieme al suo team di lavoro, non avendo risorse “fresche” a disposizione, parte dal progetto base della 600, che risaliva a quasi dieci anni prima. Nonostante ciò, il risultato finale è notevole. Fin dal suo esordio, nel maggio del 1964, la 850 convince e riscuote ampi consensi, apparendo come un’auto moderna e al passo con i tempi.

Design riuscito, motore efficiente. Il segreto del suo successo risiede, in buona parte, nelle soluzioni stilistiche utilizzate: frontale più alto e squadrato rispetto alla 600, parabrezza ampliato, fiancate maggiormente slanciate e una coda molto compatta. Dentro, una semplice rivisitazione della plancia conferisce all’abitacolo un aspetto più curato. Decisamente innovativa, specialmente per un’utilitaria, la scelta di alloggiare il motore di 843 cm3 (da 34 cv per la versione normale e 37 per la Super) alle spalle di conducente e passeggeri. A completare l’impostazione meccanica, la trazione posteriore e un cambio manuale a quattro rapporti. Nel 1965 nascono le declinazioni Coupe e Spider, degne di un articolo a parte. La prima ed unica evoluzione è datata 1968, anno in cui esce di scena la Super e debutta la Special, caratterizzata da specifici dettagli estetici e un motore dalla potenza di 47 cv. Una proposta davvero insolita e originale, considerata l’epoca, è invece rappresentata dalla 850 Idromatic, dotata di comando delle marce ma priva della frizione. In altre parole, l’auto sfrutta una trasmissione convenzionale abbinata a un convertitore di coppia e una frizione a servocomando idraulico. La carriera della Fiat 850 si conclude dopo sette anni e 2.203.380 esemplari, nel 1971, in concomitanza con l’arrivo nei listini della Fiat 127.

La prova di Quattroruote. Nel maggio del 1964 Quattroruote realizza un primo servizio descrittivo dedicato alla Fiat 850, per poi testarla approfonditamente il mese successivo. Nel complesso il giudizio sull’utilitaria italiana è positivo, anche se non presenta particolari lodi, perché la vettura non eccelle in spaziosità, accessori e finiture. In compenso la Fiat 850 ottiene ottimi voti nel comportamento stradale. I principali difetti evidenziati dai colleghi sono la cattiva accessibilità al motore e la sensibilità al vento laterale, tipica delle vetture a motore posteriore. La prova riguarda entrambe le varianti, normale e Super. Quest’ultima evidenzia un consumo leggermente inferiore e una maggior reattività, guadagnando oltre cinque secondi nell’accelerazione 0-100 km/h (28,1 sec contro 33,8), un secondo e mezzo nella ripresa da 30 a 100 km/h in quarta marcia (44,0 contro 45,5) e 4 km/h in velocità massima (125,8 contro 121,8).

La quotazione attuale. Attualmente le Fiat 850 normale, Super e Special risultano decisamente alla portata di tutti. La loro quotazione, riportata sui nostri listini ufficiali, può variare da un minino di 1500 fino a un massino di 4500 euro, per un veicolo conservato in ottimo stato o completamente restaurato. Leggermente più elevata la valutazione della 850 Idromatic, stimata intorno ai 1800/5300 euro.

Diteci la vostra. A questo punto la parola passa a voi, perché siamo curiosi di sapere cosa ne pensate della Fiat 850. Ha avuto il successo che meritava oppure no? Quale versione comprereste? Fatecelo sapere attraverso i commenti e non solo… Se avete dei ricordi particolari legati all’utilitaria italiana, e volete condividerli con la community di Ruoteclassiche, questa è l’occasione giusta. Scriveteci una e-mail con la vostra storia all’indirizzo redazione@ruoteclassiche.it.

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