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28 October 2020 | di Giancarlo Gnepo Kla

Fiat Uno Turbo: la “Uno Turbo Family” a Padova per il 35° anniversario

Sono 35 le candeline per festeggiare il compleanno della Fiat Uno Turbo. In occasione di questo anniversario, il 25 ottobre l’Uno Turbo Club Italia ha scelto la fiera di Padova come location per il consueto meeting annuale: un’occasione speciale per ritrovarsi, condividendo una grande passione e il piacere di stare insieme.

“Voglio una vita spericolata” è forse la canzone che rappresenta meglio l’indole della Fiat Uno Turbo. Era il 1985 e la Uno, la nuova bestseller di casa Fiat raccoglieva ampi consensi: pratica, moderna e con un ampio ventaglio di allestimenti riusciva a soddisfare le richieste di un’importante fetta di mercato. Mancava però un modello ad alte prestazioni, arrogante e sfrontato proprio come quel particolare periodo storico, gli anni 80. In breve, visto il suo ottimo rapporto peso-potenza, la Fiat Uno Turbo diventò l’auto da sparo per eccellenza e via quindi di elaborazioni e gare clandestine. Le avversarie della piccola bomba di Mirafiori? Tra le aspirate, una certa Volkswagen Golf GTI di Wolfsburg e tale Peugeot 205 di Sochaux, anche lei della “banda” GTI. Ma, la rivale diretta era un’altra francese, la Renault 5 GT Turbo.

La mia Uno suona il rock. Sotto il cofano della Fiat Uno Turbo, un piccolo 1.3 da 1301 cc, non proprio freschissimo: il motore derivava da quello della 128, ma parafrasando Vasco Rossi, la Uno turbo semplicemente se ne frega. E con iniezione, accensione elettronica e una bella turbina, la musica cambiava (eccome) e si faceva rock. A proposito di cambiate, anche la trasmissione (cinque marce) venne rivista per tenere a bada i 105 CV. Solo 105? Si, quanto bastava per far decollare la Fiat Uno Turbo, che copriva lo 0-100 km/h in 8,3”, toccando una velocità massima di 200 km/h. Prestazioni di poco superiori rispetto a quelle delle concorrenti: che si fermavano sotto il muro dei 200 all’ora, ma tanto bastava a definire chi comandava in quel segmento di piccole teppiste a quattro ruote.

Ci vuole il manico.
Oggi sono dati che lasciano indifferenti, ma per l’epoca erano numeri da capogiro, specie se consideriamo che tutto questo veniva condito con abbondanti dosi di adrenalina e testosterone: lanciare la Fiat Uno Turbo tra le curve richiedeva un certo pelo sullo stomaco. Niente Abs, niente elettronica. La potenza arrivava a partire dai 3.000 giri e non era facile da gestire. “Bara con le ruote” è un appellativo tanto macabro quanto veritiero: la Fiat Uno Turbo raggiungeva i 200 km/h, ma il telaio era pur sempre quello della Uno da famiglia e quando il turbo entrava in funzione, sempre di prepotenza, il sottosterzo era sempre dietro l’angolo e portarla al limite non era cosa da tutti. Tutto questo ha contribuito ad alimentare l’immagine da “cattiva” della Uno Turbo. Ma lei era così, chi la sceglieva sapeva a cosa andava incontro. Le scritte "Turbo I.E." e lo scorpione sui coprimozzi non erano messe lì tanto per: ricordavano che con lei si giocava pesante, sempre.

Al bar dello sport. La prima serie venne aggiornata nel 1986, con griglia e specchietti in tinta carrozzeria e decals sulla parte bassa della fiancata. A richiesta la Fiat Uno Turbo offriva anche l’Antiskid, una sorta di primordiale ABS che agiva solo sulle ruote anteriori (ah, le solite economie di scala…). Questo dispositivo venne offerto di serie sulla Fiat Uno Turbo Antiskid a partire dal 1988. Il primo restyling importante arrivò nel 1989, con la fanaleria più sottile e interni completamente rivisti. In un’epoca in cui soluzioni come l’iniezione elettronica, il motore turbo e l’Antiskid andavano sbandierate ai quattro venti per sottolineare il livello tecnologico del modello, la strumentazione digitale (optional a 170.000 lire) rappresentava un ulteriore passo verso il futuro. Ma soprattutto un motivo in più per il proprietario di vantarsi con gli amici al bar. La leggenda Uno Turbo si concluse nel 1993, con l’uscita di scena di tutta la gamma Uno. Ma la sua fama, nel bene e nel male, è rimasta ben radicata nei racconti e nelle imprese degli appassionati…

Dicono di lei. “Come tanti altri modelli, la Uno Turbo ha fatto furore da nuova, poi è iniziata la sua decadenza. Per molti anni la Fiat Uno Turbo, diciamocelo, è stata considerata un’auto da bulletti di periferia… Solo negli ultimi cinque anni ha iniziato a scrollarsi l’immagine di auto da sparo”. A parlare è Marco Bognanni, Presidente dell’Uno Turbo Club Italia, un’associazione che dal 2008 riunisce gli appassionati del modello in tutta Italia e Repubblica di San Marino. Il club ha un’organizzazione capillare, con referenti regionali che gestiscono l’interazione con i soci. Il Fiat Uno Turbo Club Italia è l’unico club dedicato alla Uno Turbo riconosciuto da FCA Heritage e prevede anche una efficiente organizzazione social. A monte di tutto, una dimensione associativa partecipata e inclusiva.

Uno Turbo Family. Gli eventi non riguardano non solo i proprietari, ma coinvolgono anche le famiglie. Marco e racconta: “Il nostro slogan è ‘Uno per tutti, tutti per la Uno’, il nostro club è una vera e propria Uno Turbo Family”. Prosegue poi: “La nostra filosofia è stata sin dall’inizio quella di creare una famiglia, in cui non solo i soci, ma anche i loro familiari possano sentirsi a proprio agio. Mogli e figli partecipano sempre volentieri ai raduni del club!” Oltre a Marco Bognanni che è Presidente Nazionale, i vertici del Club vedono Fabio Vischetti come Vicepresidente, Riccardo Pira in veste di Segretario, Andrea Salvatore come Tesoriere ed Enzo Bove nel ruolo di webmaster. A loro si aggiungono tutti i referenti regionali. Il Presidente dell’Uno Turbo Club Italia è anche il proprietario del bell’esemplare in "Grigio Ardesia" presente nello stand allestito all’interno della fiera di Padova. “L’ho trovata a Caltanissetta, è una prima serie con targhe nere, gemella dell’esemplare usato nello spot: è stato un colpo di fulmine”

Rivalutazione storica. La Uno Turbo Family conta circa 400 soci, provenienti da tutta Italia: a Padova si sono ritrovati una 40ina di possessori provenienti soprattutto dal Centro e Sud Italia. Il più lontano è giunto dalla Calabria con la sua Uno Turbo 2° serie “Grigio Juniper”. All’appello, anche una prima serie proveniente dalla Repubblica di San Marino. Tra i modelli più particolari di questo evento: una 1° serie Blu Carpi, una rarissima Fiat Uno Turbo 2° serie “Coriasco” con interni pelle rossa e nera, una 2° serie in un bellissimo Blu Mare. “Vogliamo di valorizzare il più possibile l’originalità delle vetture, non è facile, ma ci proviamo”. Marco prosegue, spiegando come stia cambiando la percezione degli appassionati verso questo modello: “Stiamo assistendo a un cambio di vedute da parte dei possessori e degli appassionati, se prima la Uno Turbo era considerata solo una base per le elaborazioni, ora si sta configurando come un modello da collezione” e continua “Attualmente ci sono due filosofie diverse di intendere la Uno Turbo, quella collezionistica e quella del tuning, ma convivono pacificamente. Siamo accomunati da una grande passione per quest’auto. Non ha senso litigare”.

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