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07 June 2021 | di Giancarlo Gnepo Kla

Ford, la Granada Connection (Parte III)

L’ultima parte dello speciale sulla Ford Granada è dedicato alle due generazioni della versione americana, in produzione tra il 1975 e il 1985.

La Granada “connection” ci porta nel Nuovo Continente, precisamente a Wayne (Michigan) e Mahwah (New Jersey), dove era prodotta la berlina americana. Come avvenuto per l’omonima berlina europea, la Ford contava di proporre la Granada come un prodotto “premium”. Tuttavia, se in Europa quest’auto era considerata una berlina di grandi dimensioni, in America con i suoi 5,02 m di lunghezza complessiva era alla stregua di una compatta…
La prima generazione della Ford Granada si inseriva tra la Maverick e la Torino, mentre la seconda generazione, disponibile dal 1981, era posizionata tra la Fairmont e le LTD II. Per il model year 1983, la Granada subì un restyling e la dirigenza optò per cambiò denominazione assumendo la nomenclatura Ford LTD. L’operazione di re-marketing coincise con un downsizing della LTD. La vettura originale era 33 cm più lunga, 17,7 cm più larga e più pesante di 272 kg. L’obiettivo della Ford era migliorare le vendite della Granada nel segmento superiore utilizzando il nome di un modello commercialmente più forte. Nel 1983 e 1984, la nuova “LTD” divenne la terza automobile più venduta negli Stati Uniti.

Vuol fare la tedesca. In origina la Ford Granada avrebbe dovuto sostituire la Ford Maverick, la gestazione venne avviata nel 1969, quando l’Ovale Blu intuì le potenzialità delle compatte di lusso considerando fattori sociali come il prezzo del carburante, il numero di auto pro capite nelle famiglie e il numero di veicoli del traffico urbano. Nel 1970, la Ford iniziò lo sviluppo del primo prototipo, evolutosi nella Granada di produzione. La Casa di Detroit considerò anche l'importazione della Ford Granada prodotta in Europa, poi scartata per i costi complessivi poco profittevoli.
Ford usò come benchmark la Mercedes-Benz 280 della serie W114 (nota tra gli appassionati come “Barra/8”). La Granada riprese le volumetrie della berlina tedesca in modo piuttosto pedissequo e il confronto con la tedesca divenne il tema centrale del marketing nella pubblicità comparativa che accompagnò il lancio del nuovo modello. Chiaramente la Granada non era una concorrente diretta per le berline d’importazione, le quali godevano di un’allure non comparabile, ma si proponeva come un incentivo per dirottare la clientela dai modelli medio-grandi e full-size auto verso auto più compatte capaci di offrire le stesse caratteristiche di comfort e dotazioni dei modelli di segmento superiore.

Sei e otto cilindri. Dal punto di vista meccanico, la Ford Granada era equipaggiata di serie con un motore a sei cilindri in linea da 200 pollici cubici (3,3 litri), con un sei cilindri in linea da 250 pollici cubici come optional (4,0 litri). Sempre in opzione erano disponibili i motori V8 come il 302 da 4,8 litri (in comune con la Ford Maverick) e 351 Windsor V8 da 5,6 litri, opzione esclusiva per la Granada. La trasmissione di serie si avvaleva di un cambio manuale a tre marce (con leva a colonna o a pavimento). La maggior parte delle vetture, tuttavia, era equipaggiata invece con l’automatico (optional), sempre a tre marce proposto di serie sulla 351 V8. Dal 1976 la Granada montò un manuale a quattro velocità.

La tecnica. Il telaio derivava da quello della Ford Falcon di seconda generazione, ciò avvicinava la nuova berlina alle apprezzatissime coupé Ford Mustang e Mercury Cougar. La nuova berlina compatta era dotata inoltre di una scocca portante. Sul fronte sospensivo, le sospensioni anteriori prevedevano uno schema a ruote indipendenti con molle elicoidali mentre al posteriore un tradizionale ponte rigido con balestre.
L’impianto frenante era di tipo misto, con freni a disco sull’asse anteriore e a tamburo su quello posteriore. A richiesta la vettura poteva essere dotata di freni a disco sulle quattro ruote in combinazione con un sistema antibloccaggio opzionale (commercializzato come "Anti-Skid"), azionato idraulicamente.

Le carrozzerie. La Ford Granada di prima generazione era offerta nelle varianti berlina a quattro porte e coupé a due porte. L’avvento di questo modello segnò il passaggio dallo stile a “Bottiglia di Coca Cola” (con passaruota e linea di cintura più sinuosi) della Ford Maverick, ad uno più lineare e geometrico. La Granada combinava elementi tipici del design americano con alcuni tratti dal gusto europeo: la linea del padiglione richiamava palesemente quella della Mercedes-Benz W114, così come la proporzione della fanaleria posteriore e della griglia separata. La due porte si caratterizzava per la linea del tetto separata, il finestrino trapezoidale della porta e il caratteristico finestrino posteriore “Opera Window”, tipico delle coupé americane del periodo. Uno stilema ripreso sulle Ford Thunderbird, Fairmont Futura coupé, nelle Ford LTD due porte, nella Ford e in tutte le loro derivate a marchio Mercury.
Durante la sua produzione, la Ford Granada nordamericana fu anche commercializzata dalla Lincoln-Mercury, con la divisione che vendeva tre controparti della linea di modelli. La prima generazione fu venduta come Mercury Monarch e Lincoln Versailles; la seconda generazione da Mercury come Mercury Cougar (sostituendo la Monarch).

I richiami. La seconda generazione della Ford Granada europea adottò alcuni elementi simili alla controparte statunitense a quattro porte, come la linea del tetto e la fascia posteriore, perpetuando così il gioco di richiami tra Europa e America interpretato in modo inverso, al di qua o al di là dell’Oceano.
Per il 1978, l'esterno della Ford Granada venne sottoposta ad un restyling, mirato principalmente all’anteriore. Oltre ad una griglia di nuovo disegno, gruppi ottici rettangolari impilati sopra le lenti degli indicatori di direzione sostituivano i fari circolari, un intervento che richiamava lo stile della Ford LTD II. La fascia posteriore fu leggermente rivista con nuove grafiche per la fanaleria. Per migliorare la resistenza aerodinamica, gli specchietti laterali passavano da quelli di forma rettangolare a quelli ovali. Tre le linee di allestimento disponibili: base, Sports Coupé (sostituita nel 1978 dalla ESS) e Ghia.

Secondo atto.
La seconda generazione della Ford Granada venne presentata nel 1981. Il lancio della seconda serie coincise con lo spostamento della produzione negli impianti di Hapeville (in Georgia) e Chicago (Illinois). Alla classica berlina quattro porte, si affiancò la due porte che sostituiva la precedente coupé. Nel 1982, la gamma si completava con la station wagon. In totale rottura con la generazione precedente, la Granada di seconda generazione si allontanò dallo stile di influenza europea, condividendo molti elementi con la Fairmont. Per distinguere le due linee di modelli, la Granada ricevette una linea del tetto più formale mentre i fascioni anteriori e posteriori richiamavano lo stille dei modelli Ford del segmento superiore.
Gli allestimenti richiamavano la denominazione dei modelli europei: alla base della gamma c’era la Granada L, seguita dalla GL. Le precedenti Granada ESS e la Ghia, furono accorpate in un nuovo livello di equipaggiamento indicato GLX.

Cambia nome. La nuova Ford Granada fu ridisegnata come una versione premium della Fairmont e le sue dimensioni vennero leggermente ridotte, seguendo il progressivo downsizing che tra la fine degli anni 70 e i primi anni 80 riguardò l’intera produzione americana. Nel 1983, inoltre, vi fu un importante riallineamento delle linee di prodotto Ford e Mercury e il nome Granada venne accantonato. La produzione continuò con la denominazione Ford LTD, mentre la LTD Crown Victoria rimanendo assunse il ruolo di berlina full-size. Infine, nel 1986, la Ford Taurus sostituì la LTD di medie dimensioni. Il nuovo modello fu uno spartiacque e traghettò la produzione Ford su pianali a trazione anteriore.

La tecnica. La seconda generazione della Ford Granada si basava sulla piattaforma Ford Fox a trazione posteriore, condividendo il passo di 267 cm la Ford Fairmont e la Mercury Zephyr. Nel passaggio dal telaio Ford Falcon (risalente al 1960) al telaio Fox, le sospensioni e lo sterzo furono riprogettati. Sull’asse anteriore venne impiegato uno schema MacPherson, mentre al posteriore era adottato quello a ruote indipendenti con molle elicoidali. Lo sterzo si avvaleva di una scatola con pignone e cremagliera, che sostituiva il precedente sistema a ricircolo di sfere. I freni a disco a opzionali e il sistema antibloccaggio furono accantonati in favore di un nuovo impianto frenante a comando elettronico, standard su tutti i modelli.

I motori. Per quanto riguarda le motorizzazioni, alla base della gamma c’era il 2,3 litri “Lima” condiviso con la Ford Fairmont, il Ford “200” da 3,3 litri, sei cilindri in linea era in opzione. Al vertice era disponibile il V8 da 4,9 litri (sempre in condivisione con la Fairmont). Nel 1982, il sei cilindri in linea venne sostituito da un nuovo motore “Essex” da 3,8 litri con architettura V6 e un V8 da 4,2 litri sostituiva il precedente 4,9 litri. La trasmissione automatica divenne standard per tutti i motori ad eccezione del 2,3 litri equipaggiato con una trasmissione manuale a quattro velocità. Tra il 1983 e il 1986, la Ford LTD è stata prodotta in Venezuela per il mercato sudamericano come Ford Granada Elite.

Fine di un’epoca. La Ford Granada conquistò un buon successo Oltreoceano, totalizzando oltre due milioni di esemplari. Con la Granada, la Ford smise di produrre auto di “medie” dimensioni a trazione posteriore, che rimase una prerogativa dei modelli full-size (fino al 2011 con la Crown Victoria). Nel corso degli anni 80, seguendo il trend generale, anche sul mercato americano la Casa dell’Ovale Blu si allineò alla concorrenza proponendo un più moderno layout a trazione anteriore: l’era dei “grandi dinosauri” volgeva al termine.

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