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01 July 2020 | di Redazione Ruoteclassiche

Formula 1: l’imperdibile volume celebrativo per i 70 anni

I 70 anni della Formula raccontati in un imperdibile volume da collezione realizzato insieme ai colleghi di Quattroruote.

Sono passati 70 anni dal giorno in cui, il 13 maggio del 1950, il circuito di Silverstone ospitava il primo Gran Premio della storia della Formula 1 valido per l’assegnazione del titolo Mondiale Piloti. Nasceva allora in Inghilterra, con l’Italia patria d’elezione dell’automobilismo sportivo, quel campionato che ancora oggi, Coronavirus permettendo, si disputa sui circuiti di tutto il mondo.

Volume a 4 mani. Ruoteclassiche e Quattroruote hanno realizzato per l’occasione un fascicolo speciale che ripercorre questa meravigliosa avventura, disponibile con il numero di luglio di entrambe le riviste. Un allegato di 144 pagine che consente di rivivere i momenti salienti di sette decenni di corse, ma non sulla base dei semplici decenni, ché la storia della Formula 1 è fatta di cicli irriguardosi nei confronti dei calendari: ogni periodo ha assistito al predominio di una scuola tecnica, di una soluzione, di un costruttore.

Passaggio di consegne. Ed è per questo che i curatori del fascicolo hanno optato per una suddivisione diversa, arbitraria se si vuole, ma basata sulla coerenza degli avvenimenti, che parte con gli inizi, ovvero gli anni dal 1950 al ’60, in cui a predominare sono soprattutto italiani e tedeschi (dall’Alfa Romeo che si aggiudica i primi due titoli della storia alla Ferrari e a piloti come Farina e Ascari), e prosegue con una fase in cui a dettare legge sono invece maggiormente telaisti e piloti britannici (Cooper, BRM, Lotus, insieme con Graham Hill, Jim Clark, Jackie Stewart) o, quantomeno, di cultura anglosassone (Jack Brabham, Dennis Hulme).

Il ritorno del Cavallino. La metà degli anni ’70 e i primi ’80 vedono, invece, il prepotente ritorno alla ribalta della Ferrari, che si aggiudica con Lauda i titoli del ’75 e del ’77 e con Scheckter quello del ’79 e si vede sfuggire quello Piloti dell’82 per la tragedia di Villeneuve e il grave incidente di Pironi. Inizia, poi, una fase in cui a predominare sono i motoristi, la Tag-Porsche prima, la Honda poi: con le vetture della McLaren e stelle del volante come Senna e Prost, agli avversari restano solo le briciole.

Il Terzo Millennio. Scomparso a Imola l’asso brasiliano, si fa luce un nuovo astro: è tedesco e si chiama Michael Schumacher, vince i primi due titoli con la Benetton di Flavio Briatore, poi si prende l’impegno di riportare al vertice la Ferrari. Ci metterà qualche anno, ma l’attesa sarà ampiamente ricompensata: il dream team di Maranello domina i Mondiali dal 2000 al 2004. Dopo di allora, saranno altri due fattori a farla da padroni: l’aerodinamica, nella quale eccellono più di tutti un progettista come Adrian Newey e un team come la Red Bull Racing che permettono a Sebastian Vettel d’infilare un poker iridato, e le power unit ibride. Delle quali interprete maestra è la Mercedes, che riporta in cima al mondo, come negli anni ’50, le Frecce d’Argento, aggiudicandosi il record di 12 Mondiali consecutivi (sei Piloti, con Hamilton e Rosberg, e altrettanti Costruttori).

Il caso 2020. La cavalcata si conclude con uno sguardo su questo anomalo campionato 2020, stravolto dalla pandemia, e sul prossimo futuro. Ogni ciclo è rivissuto attraverso il racconto di piloti, di progettisti, della macchina più importante e della gara indimenticabile di quel periodo. Perché per capire l’oggi è necessario sapere bene da dover arriva.

Lo speciale volume sulla Formula 1 viene proposto in allegato a Ruoteclassiche di luglio 2020 a soli € 2,90 in più rispetto al prezzo della rivista. Ci vediamo in edicola!

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