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22 agosto 2003 | di Redazione Ruoteclassiche

GEMELLE EPPUR DIVERSE

La vettura allestita per Camillo Luglio era la copia perfetta di quella consegnata a Vladimiro Galluzzi. Eccetto qualche particolare e un motore ben preparato, "dono" dello stesso "Drake". Breve ma gloriosa la storia di questo esemplare: vinse la Coppa d'Oro delle Dolomiti e il titolo italiano, lottando con le "ufficiali". Poi, all'improvviso, scomparve.

L'altra "250 GT", quella del pilota Camillo Luglio (telaio 0537), esordì alla Vermicino-Rocca di Papa il 24 maggio 1956 con la carrozzeria ancora grezza, con l'alluminio a vista perché Zagato non aveva fatto in tempo a verniciarla. Giunse seconda; un buon inizio. Verniciata poi in grigio metallizzato, vinse in luglio la Coppa d'Oro delle Dolomiti e conquistò il titolo in occasione del Gran Premio di Roma il 21 ottobre.

Esternamente la berlinetta di Luglio si distingueva da quella di Galluzzi per la presa d'aria sul cofano più stretta, per l'assenza del sottile profilo cromato intorno alla calandra e per il disegno diverso dello sfogo laterale, non obliquo ma verticale. Nell'abitacolo le differenze invece erano sostanziali: i sedili erano ancorati al pianale per ottenere un minor peso, mancavano le pannellature laterali e le due poltroncine erano di dimensioni ridotte.

Era però il motore che faceva la differenza. Lo stesso Enzo Ferrari vi aveva fatto montare un propulsore preparato, in grado di erogare una potenza di poco inferiore a quella delle "250 GT" ufficiali. La "0537" però all'improvviso scomparve dalla scena e non se ne seppe più nulla.

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