Auto
10 October 2019 | di Andrea Zaliani

Honda CRX, dall’Oriente con furore

Aspetto eccentrico e motore reattivo. La Honda CRX, pur non essendo una sportiva lussuosa, garantisce un bel divertimento alla guida

La storia della Honda CRX inizia verso la metà degli anni ottanta, momento in cui il trasferimento della tecnologia sviluppata per le auto di prestigio sulle vetture meno costose rappresenta un valido indice per valutare l’impegno e la strategia dei costruttori. Honda punta a un’immagine di modernità e di avanguardia così - dopo il debutto in società riservato al mercato nazionale - presenta anche nel Vecchio Continente la CRX, vettura derivata dalla più nota Civic convenzionale.

Motore vivace. Il propulsore con cilindrata 1.6 litri (150 cv nella versione più performante), dotato della fasatura variabile della distribuzione “VTEC”, è in grado di avvicinare il traguardo dei 100 cv/litro. In analogia a quanto già successo con il lancio della sovralimentazione a turbina sui motori a benzina, i motori “plurivalvole” per essere sfruttati a pieno richiedono però una certa assimilazione da parte degli automobilisti. Essi richiedono infatti un utilizzo specifico ad alto numero di giri, per ottenere la migliore regolarità di funzionamento e per esprimere tutta la loro potenzialità. Anche la trasmissione, a cinque marce, ha rapporti studiati per l’utilizzo ai regimi più alti, nell’ordine dei 7/8 mila giri/min. La possibilità di variare il movimento delle valvole secondo il regime di rotazione permette, in linea teorica, di migliorare il rendimento lungo tutto l’arco di utilizzazione possibile. Il tutto a vantaggio del divertimento alla guida.

Look originale. Prendendo in considerazione l’aspetto estetico, la linea originale della CRX, bassa e aggressiva, esprime alla perfezione il suo carattere. L’interno è sobrio ma gradevole. Azzeccata la scelta dei tessuti e quella del disegno dei sedili (avvolgenti), mentre i rivestimenti e l’impostazione della plancia sono in linea con lo stile “minimalista” del marchio. In poche parole, chi si siede per la prima volta al volante trova, né più né meno, quello che aveva immaginato: una “2+2” con prestazioni interessanti, assetto sportivo, dotazioni e finiture discretamente soddisfacenti. Successivamente, a partire dal 1993, la Honda introduce sul mercato una versione profondamente rivisitata della CRX. Cambiano le forme, il design e le proporzioni. Due posti secchi per un abitacolo convertibile da coupé a targa, grazie all'asportazione del tettuccio, manuale o elettrico a seconda del modello.

La prova di Quattroruote. Quest’ultima versione, provata col motore 1.6 VTEC, raccoglierà gli elogi da parte della “nostra” rivista. Il giornalista sottolinea subito come il VTEC si confermi, per l’ennesima volta, un propulsore esaltante. Uno dei pochi che renda piacevole la guida in ogni condizione. Impressionante, soprattutto, la capacità di allungo, visto che il 1.6 inizia a tirare con ferocia sopra i 5mila giri, dove gli altri motori incominciano ad evidenziare imbarazzanti asfissie. L’autotelaio della CRX è quello della Civic, sia pur con un passo accorciato di 20 cm e, al volante, si ritrovano più o meno le stesse qualità della berlina. Macchina estremamente facile da guidare, consente velocità elevate senza tensioni, grazie a uno sterzo abbastanza preciso. Normale per il tipo di vettura la stabilità, ottimo il cambio, dagli innesti sempre perfetti.

La quotazione attuale. Indipendentemente dalla versione scelta, i prezzi della CRX oscillano da un minimo di 2/2500 euro a un massimo di 7500 euro per un modello (1992-1997) in condizioni perfette o completamente restaurato.

Diteci la vostra. E voi, cosa ne pensate della Honda CRX? Avrebbe potuto ottenere un successo maggiore nel nostro Paese? Ancora: andando indietro nel tempo, la comprereste oppure optereste per una vettura sportiveggiante realizzata da un altro marchio? Fatecelo sapere nei commenti qui sotto. Inoltre, vi ricordiamo che se avete una storia interessante sul suo conto, e volete condividerla con la nostra community, potete scriverci una mail all’indirizzo di posta redazione@ruoteclassiche.it.

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