Personaggi
11 January 2020 | di Paolo Sormani

Honda: Kuniyoshi Iwata, l’uomo di Motegi.

La Collection Hall di Motegi fu inaugurata nel 1998 per soddisfare il sogno del fondatore Soichiro Honda, Kuniyoshi Iwata èl’uomo che si prende cura della collezione allestita presso il circuito Twin Ring di Motegi.

Immaginate di lavorare ogni giorno fra centinaia delle auto e moto da corsa più famose della storia. Un impiego da sogno, penserete. Beh, Kuniyoshi Iwata allora sogna a occhi aperti. Il suo nome è sconosciuto ai più, ma svolge un lavoro importantissimo e invidiatissimo da chi si occupa di preservare i veicoli classici. È lui l’uomo che si prende cura delle centinaia di mezzi in mostra nella famosa Collection Hall Honda del circuito Twin Ring di Motegi.

Dalle radio alle moto. La collezione racchiude la storia delle due e quattro ruote dell’Ala Dorata dai tardi anni Quaranta quando Soichiro Honda costruì i primi motorini spinti da generatori originariamente costruiti per alimentare le trasmittenti radio. C’è tutto, al secondo piano del museo. Dalle primissime moto stradali costruite nella prima fabbrica di Hamamatsu, nella periferia di Tokyo, alla prima CB750 e le altre moto iconiche degli anni Settanta, Ottanta e Novanta. Nell’ala parallela sono esposte le utilitarie che hanno fatto le fortune della Honda Auto. Al terzo piano è in mostra l’intero arco dell’epopea da corsa di Honda, dalle prime 125 degli anni Cinquanta alle numerose versioni della potente due tempi NSR500, fino alle più recenti RC211V, RC212V e RC213V che hanno fatto strage di Campionati del Mondo con Valentino Rossi, Casey Stoner e soprattutto Marc Marquez. Kuniyoshi Iwata posa su di esse il suo sguardo attento ogni giorno.

Passione e dedizione. Kuniyoshi Iwata si era fatto le ossa nel clima incandescente dei Grand Prix degli anni Ottanta e Novanta quando lavorava sulle NSR500 di Freddie Spencer e Mick Doohan. Ora il suo lavoro è di mantenere quelle stesse moto, e centinaia di altre, in perfette condizioni per essere esposte al pubblico e, di tanto in tanto, lasciarle correre fra esibizioni ed eventi sparsi per il mondo. Iwata ha sotto di sé una squadra di cinque esperti meccanici: “Penso sia un lavoro molto importante e ne vado fiero. Questi mezzi sono potentissimi, ma tenerli in forma con il peso dell’età può essere molto difficile. La maggior parte dei ricambi che utilizziamo sono pezzi unici. Per fortuna godiamo di un grande supporto del centro Honda R&D di Asaka (per le moto) del Racing Development di Sakura per le auto”.Kuniyoshi Iwata guida personalmente le moto di cui si prende cura, ma senza esagerare con la manetta. Giusto una sgasatina, prima che le GP e le Superbike tornino a essere afferrate per il manubrio dai campioni che le hanno rese famose.

Il favorito. In tutto nella Collection Hall ci sono 350 mezzi, fra due e quattro ruote. Se gli si chiede quale sia la sua auto preferita, Kuniyoshi Iwata non ha dubbi: il pick-up T360, il primo veicolo costruito in serie dalla Honda e presentato nel 1963, qualche mese prima della sportiva S500. “Mi piace il T360 perché è stato il primo. Ne capisco la filosofia che ispirò Soichiro Honda nel suo sviluppo”. Fra le due ruote sceglie senza esitazioni la NSR500, “perché è stata la prima vera moto da Gran Premio sulla quale ho lavorato come come meccanico”.

A testa in giù. La NSR500 del 1984 è un ottimo esempio di come la Honda abbia alzato l’asticella della tecnologia e di come abbia imparato non solo dai successi, ma anche dagli insuccessi. La prima NSR500 era “sottosopra”, con il serbatoio della benzina situato sotto il motore e gli scarichi che correvano sopra. La moto non riuscì a imporsi nel Campionato del mondo dell’84, ma se non altro fornì all HRC molte indicazioni sulla dinamica del telaio.

Festa in pista. Durante le vacanze di Natale Kuniyoshi Iwata ha potuto riposarsi, dopo il mese più intenso dell’anno: a novembre si è svolto infatti l’Honda Racing Thanks Day, con una parata delle auto e moto da corsa più famose della Marca sul circuito di Motegi. C’erano tutte quelle che contano, e sono parecchie, dalla McLaren-Honda MP4/4 guidata da Ayrton Senna nel Mondiale di Formula 1 del 1988, alla NSR500 da GP di Eddie Lawson dell’89. “Sono molto felice quando vedo girare i mezzi di cui ci prendiamo cura”, aggiunge Iwata. “Mi fa molto piacere anche quando vedo le reazioni della gente al passaggio di questi mezzi storici. L’Honda Racing Thanks Day per noi è un giorno molto speciale, perché si svolge proprio accanto alla Collection Hall e ci dà modo di portarne in pista molti di più”.

Il sogno di Soichiro. La Collection Hall di Motegi fu inaugurata nel 1998 per soddisfare il sogno del fondatore Soichiro Honda, che comprendeva l’importanza di mostrare la storia della sua azienda al pubblico. “Le macchine non mentono – il successo arriverà sempre se sono davvero buone”, diceva. “Quindi mostriamo al mondo cos’abbiamo fatto. Così potranno vedere la vera Honda!”.

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