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24 November 2019 | di Paolo Sardi

Il futuro delle Euro 0 sotto la lente a Milano AutoClassica

Lo stand di Aci Storico ha ospitato la tavola rotonda “Milano e le storiche: Euro 0 da bandire o capolavori da ammirare in città?”

Milano AutoClassica non solo una fiera all’interno della quale si possono ammirare auto meravigliose o magari chiudere affari interessanti. La manifestazione fa infatti anche da cornice a incontri sui temi delle auto classiche e della mobilità. Una tavola rotonda ha cercato di mettere assieme i due mondi affrontando domenica alle 12.30 presso lo stand di Aci Storico il tema “Milano e le storiche: Euro 0 da bandire o capolavori da ammirare in città?”. David Giudici, Direttore Responsabile di Ruoteclassiche, ha fatto da moderatore all’incontro, cui hanno partecipato Geronimo La Russa, Presidente dell’Aci di Milano, Marco Galassi, Presidente del CMAE e consigliere Asi, Andrea Martini, organizzatore di Milano AutoClassica, e Maurizio Cavezzali, Presidente del Comitato Organizzatore della Coppa Milano-Sanremo.

Scatola nera. Il primo a prendere la parola è stato Geronimo La Russa, che ha voluto sottolineare subito come il futuro delle storiche vada tutelato e quanto sia importante che Comune di Milano e Regione Lombardia abbiano trovato un accordo per regolamentare la circolazione delle auto classiche inquinanti con l’uso della scatola nera Move-in. “Restano ancora da definire in sede tecnica le modalità e Aci conta di poter avere voce in capitolo perché la norma non sia troppo restrittiva.” ha ricordato La Russa, rimarcando come a Milano sia stata trovata quella sensibilità mancata all’Amministrazione di Torino, che ha invece imposto un blocco totale alla circolazione delle auto storiche.

Un indotto da tutelare. Marco Galassi ha invece richiamato l’attenzione sul fatto che ora si dovrà far sentire la voce del settore anche in sede europea, dove presto sarà definito un quadro giuridico comunitario, cui poi l’Italia si dovrà adeguare. “Bisogna superare una logica locale. Il nostro settore crea un indotto da 2,2 miliardi di euro all’anno e ci sono interessi importanti da tutelare. Non possiamo restare semplici spettatori di certe decisioni.” ha detto il Presidente del CMAE.

Questione di cultura. Dal canto suo, Maurizio Cavezzali ha invece messo l’accento su come le manifestazioni che hanno come protagoniste le auto d’epoca andrebbero promosse, mentre a volte, da organizzatore, ha avuto l’impressione la Coppa Milano-Sanremo fosse quasi contrastata. “La carovana delle auto in gara meriterebbe di fare passerella in piazza Duomo e invece fioccano multe ai partecipanti, che portano per la città veri a proprio capolavori di stile di meccanica.” ha sentenziato Cavezzali, trovando tutti d’accordo sul fatto che serva diffondere una cultura legata all’auto d’epoca.

Una passione condivisa. Quale sia in fondo l’appeal delle classiche sulla popolazione lo ha ricordato un dato citato da Andrea Martini: “Oltre trenta milioni di italiani hanno avuto a che fare con le auto d’epoca nello scorso anno e il 40% di loro sogna di possederne una.”.

Il settore a un bivio. Eppure il momento resta delicato. Nello scambio di vedute conclusivo è emerso come all’orizzonte si profili un bivio, con il settore che potrebbe consolidare l’espansione registrata negli ultimi anni oppure iniziare una fase di declino. Tutto dipenderà da quello che sarà deciso a livello normativo. Sicuramente sarà necessario che Aci e Asi sappiano fare fronte comune e presentarsi compatti quando saranno chiamati a pronunciarsi in sede istituzionale. Spesso la Pubblica Amministrazione non ha infatti una conoscenza specifica né una competenza effettiva per prendere decisioni che riguardano il mondo automotive e un’iniziativa corale potrebbe portare a provvedimenti più equi e sensati.

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