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Il primo giorno di primavera si merita una targa. Anzi tre

 

Non ci sono più le mezze stagioni. Può sembrare una frase banale, ma da tempo il clima ci ha abituato a temperature ed eventi atmosferici fuori dall’ordinario, non di rado estremi, e comunque poco consoni al periodo dell’anno che si sta attraversando. Per fortuna la terra continua imperturbata il suo giro intorno al sole. Morale, oggi è il primo giorno di primavera (nonostante ciò che potresti vedere fuori dalla finestra).

Tradizionalmente il 21 marzo segna il risveglio della natura, ma anche dal letargo motoristico e subito si scatena la voglia di uscire da quegli umidi antri chiamati garage per “sgranchire” le ruote delle proprie auto, meglio ancora se col vento nei capelli. E se le gitarelle in cabrio sanno ancora di gioco d’azzardo con quel jolly che è il meteo, esiste una macchina perfetta per le mezze stagioni. Ovvero la targa. 

Tris di classiche. Taglio di carrozzeria a fortune alterne, assicura più sole di un tettuccio apribile, ma meno rischi termici di uno spider vero e proprio. Ecco un tris di grandi classiche. Tra le due litiganti italiane, e cioè l’immancabile Ferrari 246 Dino GTS (del 1974, venduta all’asta RM Sotheby’s di Amelia Island per 758.500 dollari) e la Iso Grifo Targa (del 1971 che, nonostante sia una delle quattro targa prodotte della seconda serie, è rimasta invenduta all’asta febbrarina di Parigi), c’è la Targa per eccellenza. Tedesca di Stoccarda, ce l’ha scritto anche sul rollbar ed è firmata Porsche (a questo esemplare è stato dedicato un servizio pubblicato su Ruoteclassiche nel gennaio 2007).

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