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17 luglio 2018

Citroёn 2 CV, settant'anni col sorriso

Tutto ebbe inizio nel 1935: dopo la morte del patron André Citroёn fu un alto dirigente della Michelin a risollevare le sorti della casa del Double Chevron. Dopo aver risanato i bilanci, rivedendo completamente la gestione finanziaria degli stabilimenti Citroёn, "Père Boule", al secolo Pierre-Jules Boulanger, si dedicò allo studio di un'utilitaria piccola ed economica destinata a cambiare il corso della storia dell'automobilismo. Parola d'ordine semplicità. Le direttive erano chiare: i fratelli Michelin, nuovi proprietari della Citroёn, non avevano intenzione di fare il passo più lungo della gamba. Dopo la messa in produzione di modelli all'avanguardia ma costosi da realizzare - non ultimo il validissimo progetto della Traction Avant, che a causa delle difficoltà d'attuazione mise a rischio la sopravvivenza dell'azienda -, serviva una macchina semplice e poco costosa da costruire. Un'auto per tutti. A Boulanger, manager pragmatico come pochi forgiatosi oltreoceano nell'industria dei tram, fu chiesto di costruire una macchina per tutti. In tempi in cui in Francia a possedere...
Redazione Ruoteclassiche
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17 luglio 2018

Porsche 911, che aria tira?

Abbastanza buona se dovete venderne una, nonostante la leggera flessione delle quotazioni che sta interessando quasi tutti i modelli raffreddati ad aria. A parti invertite fare l'affare è ancora difficile, ma strappare un prezzo congruo, se sapete come muovervi, non è impossibile. Vi consigliamo quindi come tastare il polso del mercato e andare a colpo sicuro sull'esemplare che più fa al caso vostro. Una famiglia numerosa, dove si somigliano un po' tutte. Ai non addetti ai lavori la 911 sembra sempre la stessa, ma anche a chi è del settore  succede, talvolta, di abbandonarsi a facili ironie. A tal proposito, i fan di TopGear ricorderanno senz'altro il primo contatto del presentatore Jeremy Clarkson con la serie 997, il secondo modello della sportiva di Zuffenhausen raffreddato a liquido. "Sarebbe la nuova 911? Ma non è questa?", si lasciò scappare con una punta di sarcasmo indicando la precedente 996, che in quella puntata faceva il paio con la nuova nata per un...
Alberto Amedeo Isidoro
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16 luglio 2018

Kapitän, l'ammiraglia Opel spegne 80 candeline

Redazione Ruoteclassiche
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13 luglio 2018

Tu vuò fa' l'aerodinamica, l'avvento delle fastback

Se la regina delle grandi berline a due volumi rimane senza dubbio la Citroën DS - ideata da quel genio di Flaminio Bertoni e prodotta tra il 1955 e il 1975 - a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta si impose una nuova linea di pensiero che andava a cavalcare il concetto della coda tipo “fastback” caratteristica dei modelli più sportivi. Dai banchi del Politecnico di Milano. Spariva il terzo volume occupato dal baule posteriore e anche alcune ammiraglie a quattro porte si sentirono un po’ più snelle e slanciate. Oltre che più aerodinamiche. Questo nuovo filone scaturì dalla tesi di laurea di un giovane Leonardo Fioravanti, che nel 1963 divenne ingegnere al Politecnico di Milano con la tesi su una berlina aerodinamica, accompagnata da due modellini di legno testati nella galleria del vento della Breda. Relatore di questa tesi fu niente meno che il professor Antonio Fessia, ben noto nel mondo dei motori per aver firmato, tra gli...
Luca Gastaldi
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12 luglio 2018

Singer DLS, la più incredibile delle Porsche 911

Il noto restauratore americano ha finalmente tolto i veli alla sua ultima realizzazione, e ha scelto il Goodwood Festival of Speed per farlo. Denominata ufficialmente “DLS”, che sta per “Dynamics and Lightweighting Study”, questa opera d’arte costruita su base Porsche 911 (nello specifico una 964 del 1990) rappresenta la massima espressione di Singer Vehicle Design nella ricerca della perfezione raffreddata ad aria, andando ben oltre i suoi restauri “classici”, che hanno recentemente passato i 100 esemplari (e che, specifichiamo, continueranno a coesistere insieme alla DLS). Quel tale di nome Mezger... Progettata quasi interamente in collaborazione con Williams Advanced Engineering (sì, è proprio quella Williams lì), la DLS è dotata di un motore boxer a sei cilindri di 4.0 litri, con valvole in titanio e doppio albero a camme in testa: con lo zampino di un certo Sig. Mezger, padre spirituale di tantissimi motori Porsche, può girare fino a 9000 giri erogando la bellezza di 500 cavalli. Corpi farfallati ispirati dalla...
Redazione Ruoteclassiche
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12 luglio 2018

Smarlinette, quando la Smart si veste da Alpine

Sta destando la curiosità degli appassionati di mezzo mondo la Smarlinette, berlinetta sportiva dal look rétro che sembra volersi rifare alle mitiche Alpine A110 degli anni Sessanta e Settanta. Le sue foto stanno cominciando a fare il giro del mondo, ma di cosa si tratta esattamente? Ce lo siamo chiesti anche noi di Ruoteclassiche che, incuriositi da questa piccola sportiva "gemella diversa" della Alpine A110, abbiamo deciso di indagare un po' più a fondo. Le differenze. Rispetto al modello Alpine, in realtà le differenze sono molte, per quanto il design della carrozzeria conservi parecchi elementi che rimandano al disegno originale degli anni Sessanta. Più marcate le differenze sotto al cofano dove, in luogo dei leggendari quattro cilindri degli anni Sessanta e Settanta (giunti sul finire della produzione a cilindrate di 1,8 litri e 170 CV di potenza), frulla un piccolo tre cilindri da appena 80 CV.  Com'è fatta. Bastano e avanzano per divertirsi, assicura il papà di questa curiosa creatura,...
Alberto Amedeo Isidoro
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11 luglio 2018

MG F, inglesina in cerca di riscatto

Alberto Amedeo Isidoro
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11 luglio 2018

McLaren 600 LT, genesi di un progetto

La Casa britannica ha appena presentato la 600 LT, versione estrema della famiglia Super Series. È più lunga di 7,4 cm rispetto alle 540C e 570S, ma quasi pesa 100 kg in meno e ha 600 CV di potenza massima. Centosei più tre. Nella storia delle McLaren “a coda lunga” alle 106 unità che vanno a comporre la limitatissima tiratura della McLaren F1 si devono aggiungere i tre esemplari stradali con carrozzeria più larga e più lunga di 60 centimetri della F1 GT, la configurazione stradale della GTR Longtail che ha corso nel FIA GT ’97 cogliendo 5 vittorie in undici gare. La McLaren F1 fu un progetto realizzato a partire da un foglio bianco e senza porsi chissà quali obiettivi. Poiché le teste pensanti in McLaren (Ron Dennis, Gordon Murray, capo-progetto della nuova macchina nonché Direttore Tecnico McLaren, Creighton Brown del Marketing e Mansour Ojjeh di Tag- Heuer) non avevano nemmeno pensato con precisione a quale avrebbe potuto essere...
Alvise-Marco Seno
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10 luglio 2018

Mercedes T80, una stella da record a Goodwood

Tra le presenze illustri che animeranno il prossimo Festival of Speed di Goodwood ci sarà anche una macchina speciale proveniente dal Museo della Casa della Stella, la Mercedes T80 del 1939. Brutalità teutonica. Rappresentò uno dei numerosi apici della strategia di Adolph Hitler per imporre la grandezza del Reich al mondo: si tratta della più potente auto da  record con motore a pistoni mai concepita. Con la supremazia dell’infernale macchina tedesca ormai inarrestabile, nacque il progetto di creare un’automobile che sconvolgesse ogni record di velocità ammissibile per un veicolo terrestre a motore. Questo missile terra-terra, animato da un 12 cilindri di 44,5 litri con compressore, avrebbe potuto raggiungere i 750 km/h. Non si mosse mai, nemmeno di un centimetro. L'auto come simbolo del regime. Nel 1937 la Grande Germania si preparava alla guerra. Hitler, animato da un cieco disegno di dominio, avrebbe iniziato dall’Europa e si sarebbe allargato al mando intero. Questo folle progetto stava nel frattempo passando, prima di...
Alvise-Marco Seno
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05 luglio 2018

Cemsa, dalle armi alle auto sportive

Quando finisce una notizia, inizia una storia. Infatti, mentre negli anni Venti chiudeva la Costruzioni Meccaniche di Saronno, dalle sue ceneri nasceva, negli stessi stabilimenti, la Cemsa  (Costruzioni Elettro Meccaniche di Saronno), iniziativa imprenditoriale firmata dall’ingegnere Nicola Romeo e dal Credito italiano. Passaggi di consegne. Un’attività che sarebbe durata fino al 1948, cioè fino a 70 anni fa.  Gli anni di questa esperienza coincidono con quelli del regime fascista: nel 1935, dopo varie svalutazioni del capitale sociale, l'azienda viene  acquistata dall'Iri e poi venduta a Gianni Caproni, già titolare di fatto dell'Isotta Fraschini. L’impresa inizia a produrre armi, cannoni e proiettili. Il 25 marzo 1941 cambia la ragione sociale, ma non la sigla, diventando "Caproni Elettro Meccanica di Saronno S.A.". È dopo la fine della seconda guerra mondiale che la  Cemsa  inizia produrre automobili sportive, tra cui la Cemsa Caproni F.11 (sigla di Fessia 1100, dal nome dell’ingegnere che la realizza). Tu vuò fa' l'americana. È un’auto innovativa: realizzata in dieci...
Elisa Latella
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