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23 September 2019 | di Laura Ferriccioli

Iso Rivolta, grande festa per i 50 anni della Lele

A Bresso, sabato 21 settembre, in occasione del cinquantenario della Iso Lele, un nutrito gruppo di fan, con l'ingegnere Piero Rivolta e le autorità locali, ha ricordato ancora una volta l'importanza di un marchio automobilistico come Iso

Un raduno internazionale di automobili “vintage” giusto davanti a quel che rimane dell'edificio dove hanno visto la luce. Una fabbrica qualsiasi? Non proprio. Stiamo parlando della Iso di Bresso, dove sabato 21 settembre, davanti alla Galleria all'interno del Parco Rivolta, diversi esemplari della Casa hanno ricordato ancora una volta al mondo la qualità, la capacità di innovazione e il pregio di un marchio come Iso, sinonimo di vetture di alte prestazioni made in Italy.

Adorabile Isetta. C'erano due Iso Rivolta GT 300 – coupé carrozzato Bertone con motore V8 5300 della Chevrolet Corvette –; si è potuta ammirare una splendida Iso Grifo Lusso del 1963 e, naturalmente, non poteva mancare l'inconfondibile Isetta, famosissima bubblecar presentata nel 1953 e passata dopo tre anni di produzione su licensa esclusiva alla BMW: due gli esemplari presenti marchiati Iso mentre ne è stato esposto anche uno con lo stemma dell'Elica.

Buon compleanno, Lele! E poi, ovvio, c'era lei, la festeggiata: la Iso Lele, di cui si sono viste quattro vetture giunte da diverse parti d'Europa. L'evento, dal titolo “Iso Lele 50”, era focalizzato proprio sul 50esimo anniversario del lancio di questo modello (avvenuto al Salone di Francoforte nel 1969). Delineato dalla penna di Marcello Gandini, è stato l'ultimo modello prodotto, sviluppato con una enorme differenziazione nel design sul telaio del primo, la IR 300.

Genesi di un nome. “Era la vigilia di Natale, avevo dimenticato di comprare un regalo per mia moglie e mi venne all'ultimo minuto l'idea di scendere in cantina e di incidere su un pezzo di legna una dedica per lei”, ha raccontato durante il talk-show di sabato pomeriggio l'ing. Piero Rivolta, figlio del fondatore dell'azienda Renzo. “Lei mi aveva dato una figlia, Marella, e io le avrei dato un'auto”. E l'avrebbe fatto chiamandola con il soprannome della signora, appunto, Lele. “Anche se come regalo di Natale non è che l'abbia convinta molto”, ha scherzato l'ingegnere.

Cultura a quattro ruote. Tanti gli appassionati della Casa intervenuti, insieme a presidenti di club dedicati al marchio arrivati da Francia, Inghilterra, Germania e Olanda. Oltre a Ron Ciardella, delegato dell'Iso Bizzarrini Owners Club degli Stati Uniti. Dal 1983 ha posseduto una quindicina di esemplari della marca: “Nella mia vita metto al primo posto Dio, al secondo la famiglia e al terzo l'Iso e Bresso!”, ha esclamato. Anche altre testimonianze, di persone legate per motivi familiari alla Casa, come il figlio di un dipendente della carrozzeria Rama, che con la Iso collaborava, hanno contribuito a dimostrare quanto la memoria per una gloria nazionale come l'azienda del Grifo sia viva e batta ancora forte nei cuori di chi l'ha conosciuta.

Il tempo dei motocicli. Fondata nel 1939 e attiva dal dopoguerra ai primi anni Settanta, la Iso si è dapprima concentrata sulle due ruote. Purtroppo, però, esistono gravi lacune nella conoscenza dei dati di produzione, dovuti alla mancanza dei registri aziendali. “Il primo motociclo Iso è stato il Furetto, nel 1947. Era identico a quello prodotto dalle Officine Giesse, disegnato dall'ingegnere Gianfranco Scarpa: solo il parafango era diverso”, ha spiegato Luigi Lago in una conferenza durante l'evento. Esperto e fan della Casa di Bresso, all'inizio di quest'anno ha iniziato l'”Isocensimento”. “Di Furetto ne esistono ora 7-8, e solo della seconda serie”, ha sottolineato. Quanto alla chiusura della linea dei motocicli, “non si hanno dati certi ma è possibile che sia avvenuta nel 1954”. Tra le rarità esposte si è potuto vedere a “Iso Lele 50” anche l'IsoCarro con motore monocilindrico da 125 cc, a tre marce.

A quando il museo? La speranza è ora che nella parte di capannone designata alla nascita di uno spazio museale della Iso, il progetto, in attesa di investitori privati, si concretizzi. Mentre la parte polifunzionale, al servizio della città, è in parte già attiva e contiene un ufficio postale. È a cura dell'amministrazione locale, di cui sono stati presenti all'incontro il sindaco di Bresso Simone Cairo e Adriano Radaelli, assessore alla Cultura del Comune.

L'importanza dell'heritage. Nell'area destinata al centro culturale opera anche la Cooperativa Lotta Contro l'Emarginazione con il progetto “Da Fabbrica di motori a Fabbrica di Cultura”. Un anno fa ha portato alcuni giovanissimi del luogo a dipingere all'ingresso della galleria una splendida Isetta rossa e ora anche un grande marchio del Grifo, ultimato sabato davanti al pubblico. Per il resto, rimane certo l'impegno costante del Comitato Iso Millennium, che continuerà a mantenere l'attenzione sulla questione con futuri eventi periodici come questo, come ha fatto finora dal 2000. Da quando, cioè, si stava per demolire del tutto l'edificio dell'ex fabbrica dopo anni di dimenticatoio.

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