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29 agosto 2014 | di Redazione Ruoteclassiche

Jaguar Mark 2: il custom semiufficiale marchiato Ian Callum

Il numero uno del design Jaguar, si è dato al custom. Nel pieno spirito di questa filosofia si è regalato un esemplare speciale della storica MK2, rivisto nello stile e aggiornato nella meccanica per renderlo più moderno e godibile alla guida.

L’inaugurazione della nuova officina di Classic Motor Cars Limited - CMC, una delle più grandi aziende inglesi specializzate nel restauro di vetture storiche, soprattutto Jaguar, ha offerto l’occasione per la presentazione di una Jaguar MK2 molto speciale, un nuovo progetto durato 18 mesi e nato da un’idea di Ian Callum, Director of Design di Jaguar Cars.

A partire da una MK2 strettamente di serie Callum ha avviato un lavoro di restauro misto a customizzazione, che ha portato una serie di novità estetiche e tecniche per renderla più pratica, affidabile, godibile ed emozionante nella guida di tutti i giorni. Ma segna anche un nuovo passo nell’interpretazione del restauro delle auto d’epoca, a metà strada tra la customizzazione tout court e il recupero di un modello storico, firmato nientemeno che del capo del design Jaguar. La vettura, tenuta idealmente a battesimo da Norman Dewis, storico collaudatore Jaguar, e alla presenza dell’ex campione di casa John Surtees (per l’occasione testimonial di CMC), sarà presentata al grande pubblico a Salon Privé 2014, l’evento londinese di eleganza che si terrà dal 3 al 5 settembre prossimi.

L’idea di Ian Callum è semplice: “La Jaguar MK2 è un’auto stupenda ma ho sempre pensato che potesse essere ancora più eccitante nella forma e nelle prestazioni. Partendo dal presupposto di mantenere integra la purezza dell’aspetto di quest’auto, ho voluto aggiungere una serie di nuovi particolari al design. Essenzialità e limpidezza sono stati due temi portanti di questo progetto”.

La modifica estetica più evidente è la sostituzione dei paraurti con nuovi elementi integrati nella carrozzeria. Sul nuovo scudo anteriore sono state ricavate due ampie prese d’aria con bordi e retinatura cromata. Sulla fiancata, quattro sfoghi d’aria verticali subito dietro i passaruota anteriori le danno una personalità più incisiva e invocano un senso di potenza.

La parte motoristica è stata aggiornata con un nuovo propulsore 6 cilindri di provenienza XK, portato a 4,3 litri e abbinato a cambio a 5 marce. Profonde modifiche hanno interessato anche la meccanica. Lo sterzo, servoassistito, presenta nuovi elementi strutturali su misura. Le sospensioni sono state aggiornate con nuove molle, nuovi ammortizzatori regolabili e nuove barre antirollio davanti e dietro (sul treno posteriore i dischi freno sono stati riposizionati “fuori bordo”). I tecnici CMC hanno così definito una nuova geometria dell’assetto, che ha migliorato il comportamento dinamico complessivo riducendo, in particolare, l’effetto anti-dive all’anteriore.

Ancora Ian Callum: “Le qualità dinamiche dell’MK2 sono già eccellenti ma ho voluto renderle ancora migliori. Il corpo vettura è stato abbassato di 30 mm e ora sono presenti nuove ruote da 17”. L’aggiornamento della MK2 ha naturalmente riguardato anche gli interni: oltre alla nuova selleria in un colore rosso amaranto ci sono nuovo volante e un nuovo potente impianto audio con alloggiamenti su misura per le casse e cablaggi altamente professionali. E’ ancora il caso di considerarla di una Jaguar?
(Alvise-Marco Seno)

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