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La baby Benz “190” spegne 35 candeline

Complice l’avvento della crisi petrolifera, a metà degli anni Settanta la Mercedes-Benz comincia a pensare a un’estensione della gamma verso il “basso”. L’operazione “berlina compatta” fa il botto anche grazie al designer italiano Bruno Sacco, autore di una linea snella e aerodinamica che conquista da subito il favore del pubblico. Più piccola e proporzionata delle sorelle maggiori, la “190” (presentata l’8 dicembre del 1982, esattamente 35 anni fa) è l’antenata di tutti i modelli della “Classe C”. Ecco la sua storia…

Un italiano a capo dello Stile di una delle Case automobilistiche più prestigiose al mondo. Oggi probabilmente, considerando le rilevanti esperienze di grandi firme italiane nei Centri Stile esteri (pensiamo soprattutto a Walter De Silva e al suo recente trascorso in Volkswagen, dove fino al 2015 è stato responsabile del design di tutti i marchi del Gruppo), la cosa non ci sconvolgerebbe affatto. Ma se torniamo indietro di quarant’anni, e la marca in questione è nientemeno che la Mercedes-Benz (marchio “teutonico” a tutti gli effetti, dove per il design delle berline hanno sempre imperato regole rigide e che poco si confacevano all’estro creativo italiano), tutto cambia.

Eppure Bruno Sacco, udinese di nascita ma torinese d’adozione (ha studiato al Politecnico di Torino e nel capoluogo piemontese ha mosso i primi passi nel mondo dell’auto), è riuscito nell’impresa. A partire dalla metà degli anni 70, la sua matita ha tracciato una linea di rottura col passato che ha dimostrato fin da subito di poter aprire un nuovo, glorioso capitolo nella storia della Casa di Stoccarda. Rispettando – beninteso – gli stilemi classici della “Stella a tre punte”, Sacco ha infatti portato una ventata di novità capace di imporre quel cambio di rotta che, ancora oggi, pone Mercedes-Benz all’avanguardia in materia di design. Lo stilista friulano classe 1933 ha disegnato Mercedes per 41 anni e, tra le creazioni che portano la sua firma, figurano la W126 (la “Classe S”), la W124 (che ha dato il la alla “Classe E”), la W126 SEC (la coupé da cui prenderanno forma le future “CL”) e la R129 (spider della “Classe SL”). E, dulcis in fundo, la “190” (W201).

Tra tutte, è proprio la “piccola” di casa che Sacco, ancora oggi, ricorda con più affetto. Un’auto tutta sua dall’idea iniziale al prototipo, fino all’auto di serie, risultato di un sapiente mix di stile, sicurezza e tecnologia che porterà la Casa di Stoccarda alla conquista di una fascia di mercato prima d’allora inesplorata. È un progetto moderno quello che dà vita a questa nuova, rivoluzionaria vettura. In tempi in cui l’efficienza energetica è una priorità assoluta, viene messo a punto un attento studio aerodinamico della carrozzeria che porta a un Cx di 0,33: un risultato incredibile, a tutto beneficio del consumo e del comfort di marcia. Un design evoluto che – bisogna dire – convince anche dal punto di vista “artistico”: la “190”, con le sue linee tese e il suo spiccato senso delle proporzioni, è ancora oggi una gran bella macchina.

La “190” nasce anche e soprattutto per incontrare i gusti di una clientela più giovane e moderna, fatta dei “nuovi ricchi” degli anni 80. Nel ruolo di entry level della gamma, rispetto alle sorelle più tradizionaliste la “piccola” Benz risparmia sul prezzo, non certo sulla qualità. A partire dalla scocca, costruita con acciai altoresistenziali che le conferiscono una struttura leggera e al contempo molto robusta. Anche la stabilità e la tenuta di strada sono ai vertici della categoria, così come le finiture dell’abitacolo, assolutamente in linea con la classe delle vetture Mercedes. Altre raffinatezze sono la presenza dell’ABS (inizialmente optional, poi previsto di serie), l’airbag lato guida (che arriva qualche anno dopo il lancio) e il differenziale a bloccaggio automatico. I motori disponibili al lancio sono tre, due benzina e un diesel, tutti 2 litri; nel corso degli anni la scelta si estenderà a un’inedita unità di 1,8 litri e alle versioni sportive di 2,3 e 2,5 litri a 16 valvole (qui, l’articolo sul venticinquesimo anniversario della “190” E 2.5-16 Evolution II). I propulsori a gasolio, uno aspirato e uno turbo, subiscono un incremento della cilindrata fino a 2,5 litri.

La carriera della “190” si conclude nell’estate del 1993, dopo dieci anni e quasi 1,9 milioni di esemplari prodotti: dati alla mano, si tratta di uno dei più grandi successi commerciali nella storia della Casa di Stoccarda. A raccogliere il testimone della “baby Benz” sarà, alla fine dello stesso anno, la Classe C (ancora oggi in produzione e giunta ormai alla sua quarta generazione).

Alberto Amedeo Isidoro

 

 

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