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08 gennaio 2019 | di Gilberto Milano

La Ferrari 250 GT Speciale figlia di una storia d’amore

Da una bellissima storia d’amore non poteva che nascere una Ferrari 250 GT davvero Speciale. Che andrà all’asta il 18 gennaio a una quotazione da capogiro.

La storia d’amore è quella che ha coinvolto il re del Belgio Leopoldo III, rimasto prematuramente vedovo nel 1935, e Marie-Lilien Baels, giovane e bella figlia di un industriale belga nonché governante dei tre bambini del re dal 1939. La guerra, l’occupazione del Belgio da parte delle forze naziste e la prigionia in patria resero tutto molto tragico, ma non fermarono quella storia da fiaba che nel 1941, con il Belgio ancora sotto l’occupazione nazista, portò il re a convolare a nozze con colei che diventerà la Principessa Lilian de Réthy (il titolo di regina gli era precluso a causa delle sue origini borghesi). Una favola d’altri tempi, che, terminata la guerra, portò la coppia reale a riprendere la vita fastosa e le belle abitudini di una volta. Tra le quali la passione per le belle auto coltivata da Leopoldo, in particolare per le Ferrari GT. Passione evidentemente trasmessa alla moglie, la quale non mancava mai di seguire il consorte a Maranello a scegliere le sue Ferrari.

Principessa intermediaria. La coppia reale divenne tra i maggiori e più prestigiosi clienti di Enzo Ferrari, arrivando a un livello di confidenza che la portò a intervenire in aiuto del Commendatore quando, nel 1955, la Pirelli bloccò la fornitura di pneumatici da corsa alla Ferrari. Fu infatti la principessa Lilian che fece da intermediaria con la società di pneumatici belga Englebert affinché non facesse mancare alle vetture di Maranello le gomme da montate sulle più importanti Ferrari da competizione dell'epoca.

La riconoscenza del Drake. Fu a seguito di quell’aiuto che, quando nel 1957 la coppia reale ordinò una 250 GT, Enzo Ferrari offrì alla principessa l’opportunità che la costruzione della carrozzeria fosse affidata a Pinin Farina anziché alla Carrozzeria Boano a cui in quel momento era affidata la produzione. Nacque così la 250 GT Speciale (telaio n. 0751 GT, motore 0751 GT) che ora va all’asta in Arizona per RM Sotheby's. Il suo valore è dato soprattutto dal fatto che si tratta di un pezzo unico e che la linea disegnata da Pinin Farina è una delle più riuscite del carrozziere torinese, con il naso lungo caratterizzato dalla presenza di fari carenati, come le 250 Tour de France, e da ampie feritoie cromate ai lati dei parafanghi anteriori, che ricordavano quelle delle California Spider, mentre le proporzioni e il disegno del vetro posteriore e del parafango sarebbero presto comparse sui coupé 250 GT Pinin Farina di serie. La carrozzeria è in Grigio Fumo Max Meyer e l’interno rifinito in pelle Connolly Vaumol naturale.

Di mano in mano. Quasi 10 anni dopo, quando la Principessa ordinò una terza Ferrari costruita sulla base di una 330 GTC, cercò di lasciare in eredità la 250 GT Speciale a un degno successore. Che individuò in Ernest De Bakey, divenuto famoso un decennio dopo per l'operazione chirurgica allo Scià dell'Iran. Al quale la regalò come riconoscimento per le sue attività di beneficenza e ricerca nel campo delle malattie cardiovascolari. Da allora la Ferrari 250 GT Speciale Pinin Farina è passata in numerose mani fino al 1997, quando fu acquistata da Philippe Lancksweert, ex socio di Jacques Swaters al Garage Francorchamps in Belgio, il quale commissionò a Bachelli & Villa di Bastiglia un restauro cosmetico completo e all'Autofficina Sauro di Bologna la ristrutturazione meccanica.

Una stima... adeguata. Verso la fine del 1997, Philippe Lancksweert vendette la 250 GT al rivenditore ed appassionato Todd Morici di Clifton, nel New Jersey, il quale, a sua volta, l'ha ceduta all'attuale proprietario, sempre negli Stati Uniti. Da allora non è più stata offerta. Oggi per aggiudicarsela bisogna prepararsi a sborsare dagli 11 ai 13 milioni di dollari, come dire dai 9,6 agli 11,3 milioni di euro.

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