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29 aprile 2014 | di Redazione Ruoteclassiche

La lunga agonia di Arese

La ex-fabbrica Alfa Romeo di Arese e l’area sulla quale sorgeva, a Nordovest di Milano, è da anni oggetto di discussioni, polemiche, speranze. Inaugurata nel 1963 su una superficie di due milioni di metri quadrati e fortemente voluto dall’allora presidente dell’Alfa, Giuseppe Luraghi, aveva il compito di sostituire e ampliare l’ormai obsoleto stabilimento del Portello.

Gli anni Sessanta furono quelli della maggiore espansione produttiva, i dipendenti arrivarono a essere 18.000 e vi si costruivano fino a 100.000 vetture l’anno tra “Giulia”, “1750” e derivate. A partire dal decennio successivo, caratterizzato da aspre lotte sindacali, iniziarono le difficoltà mentre la crisi energetica diede il primo grosso taglio alla produzione.

Nel 1986 l’Alfa Romeo, di proprietà dell’Iri, venne ceduta al gruppo Fiat e nacque la società Alfa Lancia Industriale. Nel 1992 termina la produzione dell’"Alfa 75”, nel 1997 quella della “164” (la sua erede, la “166” si costruiva a Rivalta, nel torinese) e Arese si svuota quasi completamente. Le ultime Alfa assemblate qui sono state, nel 2000, le “GTV” e “Spider”. Oggi i capannoni sono vuoti, alcuni stanno per essere smantellati e sorgeranno, tra l’altro, edifici residenziali e un grande centro commerciale.

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