Auto
29 October 2020 | di Paolo Sormani

La Peugeot al Tour de France

Insieme alla maglia gialla e a pois, ai grandi campioni e naturalmente alle biciclette Peugeot, le ammiraglie e i furgoni con il logo del Leone trasformati dalle carrozzerie francesi appartengono all’iconografia della più importante gara ciclistica dell’anno.

La chiamano “la grande boucle”, il grande anello, perché la corsa racchiude la Francia in venti giorni di passione pura. Il Tour de France è la competizione ciclistica a tappe più importante dell’anno da sempre, ma è anche una grande festa popolare in cui i francesi amano ritrovare se stessi e il proprio orgoglio nazionale. Correrlo è faticosissimo, assistervi a bordo strada è un passatempo collettivo che può durare delle ore. Fin dal secondo Dopoguerra, il “peloton”, il gruppo di corridori, è tradizionalmente preceduto dalla carovana degli sponsor. Personalizzati dalle carrozzerie artigianali, una serie di furgoni e motocarri commerciali accende la fantasia dei bambini e dispensa gadget, magliette e merendine a bordo strada. Fin dalle prime edizioni della corsa, anche le motociclette e le automobili Peugeot forniscono il loro contributo di mezzi staffetta e di appoggio alle équipe.

Un trionfo di carrozzerie. Già negli anni Trenta, le motociclette e le automobili al seguito del Tour sono una presenza numerosa. Con esse si muovono anche i primi mezzi pubblicitari. Peugeot non si lascia sfuggire l’occasione di promuovere i suoi prodotti, dalle biciclette alle automobili, passando per gli utensili e le moto. Nel secondo Dopoguerra e durante gli anni Cinquanta e Sessanta la carovana diventa un luna park viaggiante. Diverse aziende fanno carrozzare dei veicoli pubblicitari con forme, colori e fogge squillanti creando una carovana quasi carnevalesca. Molti dei mezzi utilizzati come base sono auto e furgoni Peugeot: 203, 403, D3, D4, 404, nessun veicolo si sottrae alle fantasie dei pubblicitari e dei carrozzieri. Il fenomeno dei veicoli pubblicitari diventa talmente popolare in Francia, da creare persino dei concorsi specifici per premiare i veicoli più fantasiosi. Forse il più famoso tra questi è il “Concours de la Publicité qui roule” indetto per la prima volta a Bordeaux nell’estate del 1951. In quella occasione il primo premio fu assegnato ad un Peugeot D3 A trasformato dalla Carrosserie Paul di Bordeaux per conto dell’azienda Chocolat Poulain.

Pezzi da collezione. Oggi i rarissimi veicoli pubblicitari sopravvissuti sono un vero oggetto di culto non solo da parte di collezionisti di auto o di cimeli del tour, ma anche di molte aziende del settore. Famoso è il J7 ex mezzo pubblicitario al seguito del Tour, interamente restaurato come all’origine dallo storico Club di appassionati collezionisti di auto d’epoca “Les Trapadelles” di Saint Rémy de Provence. Non perdono occasione per usarlo nei loro raduni conviviali, come la tradizionale festa dell’Aioli. Anche la popolarità delle corse vintage come il Tour de Rance, l'Anjou Vélo Vintageo o il Vélo Paradisio (in Italia, l’Eroica) hanno riportato su strada le ammiraglie Peugeot 203 delle squadre dell’età dell’oro del ciclismo, restaurate in modo impeccabile.

Le biciclette del Leone. Eddy Merckx, Fausto Coppi, Bernard Hinault, Raymond Poulidor: in molte delle foto più iconiche del Tour de France, dietro al corridore una Peugeot 404, 504 o 604 appare sullo sfondo con il direttore di corsa che si sporge dal tettuccio o dal finestrino. La Casa francese è parte della storia del Tour anche grazie alle sue biciclette, prodotte dal lontano 1886. Già dieci anni dopo, Armand Peugeot supera il traguardo delle 9.000 biciclette annue prodotte. Quando il 1° luglio del 1903 prende il via il primo Tour da Parigi a Lione, il Marchio, sponsorizza dapprima singoli ciclisti e, dal 1904, crea la propria squadra corse ottenendo da subito i primi successi. La storia della squadra corse ciclistica Peugeot termina un secolo dopo, nel 2008. La più longeva della storia del ciclismo.

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