La Scatola Garage: il luogo del cuore - Ruoteclassiche
Personaggi
24 May 2021 | di Giancarlo Gnepo Kla

La Scatola Garage: il luogo del cuore

Ci è stata recapitata una bellissima lettera da parte di Luigi Bellomi, un affezionato lettore che ha voluto condividere con tutti noi una passione, quella per le automobili, consolidatasi quarant’anni fa con la lettura di Quattroruote e poi con Ruoteclassiche. Pian piano il suo interesse si accresciuto fino a che Luigi non è riuscito a dare una “casa” alle auto che nel frattempo ha iniziato a collezionare, dando vita a “La Scatola Garage”.

Ciascuno di noi vive la passione per le automobili in modo diverso, così come sono molteplici i motivi che ci spingono ad “innamorarci” di questo o quel marchio o, ancora, a fissarci con un particolare modello. Luigi Bellomi ci riporta indietro nel tempo, a quarant’anni fa, quando era studente e come tanti di noi sognava di possedere un’automobile. E così, nei viaggi in treno, tra Padova e Verona, erano le pagine di Quattroruote a tener compagnia al futuro Ingegner Bellomi. Col passare del tempo, anche le auto storiche hanno iniziato a solleticare la curiosità di Luigi che ha affiancato la lettura di Ruoteclassiche al rito dell’acquisto di Quattroruote. Poi finalmente la svolta, con l’arrivo e il restauro della sua prima auto d’epoca.

C’era un ragazzo che come me. Il racconto dell’Ing. Luigi Bellomi comincia così: “Era il Novembre del 1981 e stavo preparando la tesi per la mia ormai imminente laurea in Ingegneria. Avevo liberato l’appartamento di Padova, dove ho vissuto per tutto il periodo universitario e facevo il pendolare ogni giorno da e verso Verona. Viaggiavo su treni di terza classe, che a quei tempi erano ancora il mezzo obbligato per molti studenti veneti. Mi piacevano le automobili, e una sera, per la prima volta ho compratoQuattroruoteall’edicola della stazione. Per quasi 40 anni, quello con la rivista è diventato un appuntamento fisso: l’attesa dell’uscita in edicola o dell’arrivo del postino, la lettura centellinata e la meticolosa archiviazione costituivano un rito da onorare ogni mese.”
Bellomi prosegue: “La mia passione per l’automobile è maturata ed è diventata ancora più profonda quando ho conosciuto l’affascinante mondo delle auto d’epoca (sospetto che questo sia avvenuto anche perché io stesso stavo diventando “d’epoca”). E così, da più di 15 anni, alla lettura di Quattroruote si è affiancataquella di Ruoteclassicheche ne ha seguito il destino.

Un rapporto privilegiato. Ruoteclassicheperò è diventata qualcosa di più, non solo una piacevole ed interessante lettura ma anche un utile strumento di informazione da consultare, soprattutto nel momento in cui Bellomi ha “contratto la malattia” ed è diventato un piccolo ma convinto collezionista di auto e moto classiche. E racconta: “Il primo acquisto è stato una Mercedes-Benz 190 SL fatta pazientemente restaurare, poi l’acquisto, un po’ disordinato, di qualunque cosa potessi permettermi e attirasse in qualche modo il mio interesse, e poi infine la scelta di seguire un tema su cui concentrarsi e da approfondire. Così oggi la mia piccola collezione è composta quasi esclusivamente da modelliAlfa Romeo (tra cui Giulietta Sprint, Giulia GT, Spider Coda Tronca, SZ) e moto italiane anni 70 da regolarità italiane”.

La scatola di Luigi. Complice anche l’arrivo della pensione e molto tempo libero da impiegare, l’Ingegnere ha riunito i suoi tesori in uno spazio che ha ristrutturato dandogli la connotazione di uno showroom, a metà strada tra un garage e un’autosalone: “Ho battezzato quel posto come ‘La Scatola Garage’ perché volevo che il suo significato fosse proprio quella di un contenitore dove poter riporre le cose che rappresentano le mie passioni e che possono risvegliare la nostalgia dei bei tempi andati”.
Nel garage, dentro la Scatola, c’è anche la libreria dove sono ben allineati con le loro copertine colorate i numeri di Quttroruote e Ruoteclassiche: 40 anni di passione raccontati con il susseguirsi delle grafiche e di tanti aneddoti: “Ogni tanto ne prendo uno a caso, lo sfoglio ed immagino me stesso come ero al tempo in cui quella rivista usciva in edicola”.

Condividi
COMMENTI